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Museo e Gallerie di Lubiana | Museo civico di Lubiana e Galleria Jakopič | Fino al 31 agosto 2016

L’estate 2016 a Lubiana in Slovenia – nominata per il 2016 Capitale verde d’Europa – è all’insegna della fotografia d’autore e dell’impegno ecologistico volto a porre l’accento sui problemi dell’ambiente naturale locale e, in particolar modo, sulla problematica urgente delle specie aliene invasive. Le piante comunemente usate per l’alimentazione o a scopo decorativo sono principalmente specie introdotte dall’uomo prelevandole dal loro habitat naturale. La maggior parte di queste piante sono rimaste nei campi o nei giardini ma alcune sono riuscite a farsi spazio nell’ambiente naturale, a diffondersi rapidamente e a diventare invasive. In questo modo soppiantano le specie autoctone e alterano l’equilibrio naturale, minacciano la biodiversità, sono svantaggiose dal punto di vista economico e mettono a rischio la salute umana. Lubiana deve affrontare il problema dell’aggressività di queste piante e, in particolar modo, del poligono del Giappone, una delle specie aliene più problematiche e in grado di diffondersi rapidamente.
Da qui l’importanza di aver preso a modello di un progetto culturale e ambientale, allo stesso tempo, un grande protagonista della fotografia internazionale come Sebastião Salgado, soprattutto per il forte impegno ecologista portato avanti da lui e dalla moglie, che attraverso l’Instituto Terra, hanno rimboschito una proprietà arida in Brasile con l’impianto di due milioni di alberi ripristinando così l’ecosistema originario della Foresta atlantica.

Veduta panoramica di Lubiana. Foto P.Hieng

Veduta panoramica di Lubiana. Foto P.Hieng

Lubiana parte quindi dalla mostra Genesi di Salgado, a cura di e progettata da Léila Wanick Salgado, che è il risultato del pluriennale lavoro del fotografo e raccoglie 245 spettacolari fotografie in bianco e nero di flora, fauna, paesaggi terrestri e marini e di popoli indigeni, con l’obiettivo di attirare l’attenzione sugli urgenti problemi ambientali e sui cambiamenti climatici.
Si tratta del terzo lavoro di grandi dimensioni di Salgado e può essere visto come una risposta alle serie precedenti Lavoratori (1993) e Migrazioni (2000) che avevano esplorato le popolazioni sfollate e le durissime condizioni di lavoro sopportate da uomini e donne in tutto il mondo.

PLANET SOUTH. Southern right whales (Eubalaena australis), drawn to the Valdés Peninsula because of the shelter provided by its two gulfs, the Golfo San José and the Golfo Nuevo, often navigate with their tails upright in the water. Valdés Peninsula, Argentina. 2004. ©Sebastião Salgado. Amazonas Images.

PLANET SOUTH. Southern right whales (Eubalaena australis), drawn to the Valdés Peninsula because of the shelter provided by its two gulfs, the Golfo San José and the Golfo Nuevo, often navigate with their tails upright in the water. Valdés Peninsula, Argentina. 2004. ©Sebastião Salgado. Amazonas Images.

In Genesi Salgado ha deciso di spostare la sua attenzione dalle persone per concentrarsi sulla bellezza primordiale della terra e di coloro che vivono in armonia con essa. Il 46% della massa terrestre sul pianeta è intatta come nel giorno della creazione ed è rimasta quasi immutata nel corso della storia. Per otto anni Sebastião Salgado ha compiuto 32 viaggi in queste regioni viaggiando su piccoli aerei a elica, a piedi, in barca in un kayak pieghevole e su un pallone frenato. Ha viaggiato in zone dal clima estremo su terreni accidentati, molto lontano dalla civiltà. Durante i suoi viaggi in giro per il globo ha documentato i paesaggi artici e desertici, le foreste pluviali, gli animali terrestri e marini e le comunità che ancora vivono secondo tradizioni ancestrali.
La mostra si divide in cinque regioni geografiche: i santuari naturali, il sud del pianeta, l’Africa, l’Amazzonia e il Pantanal e l’emisfero nord. Tutte assieme le immagini formano uno stupefacente mosaico della natura nella sua grandezza incontaminata. Con queste fotografie Salgado rende omaggio a un pianeta fragile che noi tutti dobbiamo proteggere.

“Genesi è una ricerca del mondo com’era, come fu formato e come si è evoluto come è esistito per millenni prima che la vita moderna accelerasse e cominciasse ad allontanarci dall’essenza stessa del nostro essere”, dice Léila Wanick Salgado. “È una testimonianza del fatto che il nostro pianeta ospita ancora regioni vaste e remote dove la natura regna nella sua silenziosa e primordiale maestosità.”

Viste le dimensioni della mostra, che non ha precedenti se confrontata con le altre mostre fotografiche presentate finora in Slovenia, i responsabili del progetto al Museo e delle Gallerie di Lubiana, il direttore Blaž Peršin e la curatrice Marija Skočir, hanno deciso di esporre Genesi presso due sedi del Museo e delle Gallerie per poter ospitare la mostra nella sua interezza. Nel contempo, la Galleria Jakopič porta avanti il suo programma inserendo Salgado nella tradizione ormai consolidata di presentare i grandi nomi della produzione fotografica mondiale.
Sebastião Salgado si è riferito al suo progetto definendolo “la mia lettera d’amore al pianeta”. Per dare seguito a questa idea e per contribuire alla salvaguardia e al ripristino del verde non soltanto a livello mondiale ma anche a livello locale, il Museo e le Gallerie di Lubiana hanno ideato un’iniziativa di salvaguardia della natura con la collaborazione dell’Assessorato alla tutela dell’ambiente del Comune di Lubiana e Ecologisti senza frontiere. L’iniziativa si intitola la mia lettera d’amore al pianeta e permetterà a tutti coloro che visiteranno la mostra di contribuire concretamente alla salvaguardia dei boschi in Slovenia e al ripristino di un ambiente di vita pulito a livello locale e mondiale. Per maggiori informazioni sull’iniziativa visitate la pagina www.mgml.si e il social #lovelettertotheplanet.
Ai visitatori della mostra sarà chiesto di scrivere la loro “lettera d’amore al pianeta” su delle “foglie d’albero” ritagliate da fogli di carta di poligono del Giappone. Le foglie saranno appese su un’installazione a forma di albero che si troverà al Museo civico di Lubiana. In segno di ringraziamento per le loro lettere, i visitatori riceveranno semi di una pianta da nettare indigena avvolti in carta fatta di poligono del Giappone, nel rispetto del principio della produzione di zero rifiuti. Le piante indigene non invasive da piantare sostituiranno quindi simbolicamente le piante aliene invasive eliminate durante le azioni collettive. L’albero nel museo prospererà e continuerà a ricevere lettere per il pianeta, mentre i visitatori lasceranno la mostra con nuovi spunti ed esperienze che potranno concretizzare partecipando a una delle reti di partecipanti nell’ambito delle campagne ambientali.

Ma il programma dell’estate a Lubiana, va ben oltre… Vi invitiamo a seguirci per non perdere nessun aggiornamento!

SEBASTIÃO SALGADO. GENESI
Mostra fotografica a cura di e progettata da Lélia Wanick Salgado

31 maggio – 31 agosto 2016

Museo e Gallerie di Lubiana
Museo civico di Lubiana e Galleria Jakopič

Info: www.mgml.si

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