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VITULANO (BN) | GiaMaArt studio | 20 aprile – 31 luglio 2013

Intervista a FERNANDO ZUCCHI di Igor Zanti

Area di Gioco, la mostra personale di Fernando Zucchi ospitata da GiaMaArt studio, è piuttosto insolita: il tema centrale, infatti, come si deduce dal titolo, è lo sport, attività che l’artista pratica con costanza e passione. Espoarte lo ha incontrato per rivolgergli qualche domanda.

Caro Fernando come mai la tua mostra da GiaMaArt studio si intitola  Area di Gioco?
Il titolo Area di gioco nasce da un intuizione mia e di Alessandro Trabucco.
Siamo arrivati a questo risultato passando attraverso una serie di sciarade e di giochi di parole…
Il titolo indica un’estensione circoscritta entro il quale si svolge un quotidiano esercizio fisico o mentale e in occasione della mostra da GiaMaArt, si sovrappone con lo spazio espositivo. L’area di gioco è anche, al tempo stesso, un luogo di incontro in cui, metaforicamente, si possono condividere idee e punti di vista.

Come mai hai deciso di dedicare la mostra allo sport, un tema piuttosto insolito per l’arte contemporanea?
L’attività sportiva equivale al benessere, prendere in considerazione una tematica del genere può solo aiutarci a vivere bene. Lo sport, inoltre, è anche sinonimo di determinazione. Sono uno sportivo, ho praticato diversi sport a livello agonistico. L’arte e lo sport hanno molti punti in comune, come la grande voglia di mettersi alla prova, di superare i propri limiti e poi, ancora, la passione e l’ interesse, tutte qualità necessarie a svolgere attività mentali e fisiche. Devo confessare che una bella spinta l’ho avuta dal gallerista Gianfranco Matarazzo. Ricordo ancora quando gli parlai della mia idea. Gianfranco, all’epoca, era il presidente del Vitulano Calcio e restò sorpreso ed incuriosito dal mio progetto. Già da quel momento comprendemmo di poter realizzare qualcosa insieme basato su interessi comuni.

In questi nuovi lavori si nota un il dualismo semantico accentuato dall’introduzione di un elemento di sapore quasi scultoreo. Come è nata questa nuova serie?
Mi piace quando si parla di sapore scultoreo, mi ricorda la sperimentazione che facevo assiduamente ai tempi dell’Accademia. In questi anni non mi sono mai fermato nella ricerca ed ho sempre tentato di trovare nuove soluzioni che mi appagassero da un punto di vista estetico e formale. In principio il mio lavoro era molto calibrato, bidimensionale e, per qualche addetto ai lavori, forse, ancora poco graffiante, ma di fatto aveva già in nuce tutti gli elementi portanti della mia attuale ricerca. Ultimamente, dopo una attenta analisi e un costante lavoro di squadra con Italo Bergantini della galleria Romberg, ho attuato dei drastici cambiamenti. Dopo aver dipinto lo sfondo, disegno e dipingo le figure sagomate, successivamente dispongo gli oggetti fino ad arrivare alla sagoma. La sagoma viene disegnata su di una tavoletta di betulla e poi lavorata con il traforo; una volta fissata mi permette di avere una realtà prospettica. L’occhio acquista profondità e il gioco mentale assume tridimensionalità. Anche nella metodologia del mio lavoro si ritorna inevitabilmente al gioco.

Qual è il tuo metodo di lavoro?
Parto, ovviamente, da un idea! Successivamente studio lo spazio espositivo e poi passo alla ricerca di testi e delle immagini. Spesso le foto le trovo su internet ma capita anche di dover fare degli scatti o dei disegni preparatori.
Nel caso della mostra Area di gioco ho girato molto per palestre, campi, centri di benessere, piscine e stadi, per vedere le performance e per riuscire a portare via dai singoli atleti ogni minimo dettaglio. Mi sono soffermato in più occasioni a parlare con sportivi, per capire in modo approfondito quali fossero le motivazioni principali che li portassero in modo costante alla disciplina. Dopo un’attenta analisi posso dire che le più importanti motivazioni che ho riscontrato, e che mi hanno suscitato interesse per il progetto, sono lo spirito di competizione, la voglia di divertimento e la ricerca del benessere.

FERNANDO ZUCCHI “AREA DI GIOCO”
a cura di Alessandro Trabucco

20 aprile – 31 luglio 2013

GiaMaArt studio
Via Iadonisi 32, Vitulano (BN)

Orari: martedì/sabato dalle ore 16.00 e alle 20.00 e su appuntamento

Info: +39 0824 878665 | +39 338 956582
info@giamaartstudio.it

www.giamaartstudio.it 

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