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PARIGI (FRANCIA) | Palais de Tokyo | 24 aprile – 23 giugno 2014

Intervista a FEDERICA FALANCIA e RITA DEIOLA di Maria Chiara Cardini

In occasione del progetto artistico Flamme éternelle, in corso al Palais de Tokyo di Parigi fino al 23 giugno 2014, l’artista Thomas Hirschhorn ha considerato il Palais come il suo atelier e l’ha reso uno spazio in cui filosofi, scrittori, poeti e artisti introducono la loro visione delle cose e condividono il proprio lavoro. Tra i 200 invitati erano presenti anche le artiste Federica Falancia e Rita Deiola con la loro ricerca Fefa Ride. Il progetto delle artiste italiane è stato presentato durante un incontro con il pubblico nelle serate del 31 maggio e 1 giugno 2014. L’opera, realizzata a quattro mani, mette in dialogo i percorsi individuali (ItalianMerzBau e Spostare il silenzio) di Falancia e Deiola attraverso la costituzione di un lavoro comune.
Rita Deiola, Spostare il silenzioIniziamo raccontandovi brevemente il loro individuale cammino artistico. Nel 2012 Rita Deiola costruisce una bambola con le sue sembianze. Da qui prende le mosse un lavoro itinerante e autobiografico dal titolo Spostare il silenzio, una sorta di favola nera, un lavoro sul doppio, sull’io, sull’autoritratto. La bambola vive scomposta dentro una scatola di cartone e viaggia con lei in diversi luoghi del mondo, sviluppando momenti che sono registrati dalla videocamera e confluiscono in una narrazione visiva. ItalianMerzBau
è l’ironico titolo che Federica Falancia dà alla ricerca che inizia a Bologna nel 2012 e si sviluppa in tappe itineranti. Ispirato inizialmente dall’opera di Kurt Schwitters, già dalla prima tappa di Bologna, la ricerca si mostra subito come un originale percorso a sé. Nell’IMB il processo è attivato da una meditazione artistica che prende spunto dall’ascolto, dalla partecipazione e dal trascendentale, e che si concretizza nella costruzione, come in un rituale, di rocambolesche sculture animate in design interattivo, una sorta di autobiografia costruita attorno a schegge di memoria e pensieri collettivi.
Le abbiamo intervistate per voi in occasione di questo progetto internazionale:

La vostra collaborazione prende il via nel 2004, come nasce l’idea di mettere in dialogo in vostri percorsi individuali?
Rita: Abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo l’una per la poetica dell’altra e ci siamo rese conto che, pur attraverso linguaggi differenti, il nostro percorso condivide istanze e punti sostanziali. Tre in particolare: si tratta di lavori autobiografici (se Spostare il silenzio è una vera e propria autobiografia, l’ItalianMerzBau è la costruzione di una biografia collettiva che parte da esigenze personali), itineranti, dove lo spostamento, anche fisico, va di pari passo col precisarsi del pensiero sul lavoro e realizzati con materiali poveri.

Federica Falancia e Rita Deiola, Fefa Ride (ItalianMerzBau/Spostare il silenzio), mandalamappa immagini, 2014

Sono questi i punti in comune che ci hanno fatto venire voglia di attivare un dialogo tra i rispettivi percorsi, anche per scoprire cosa sarebbero riusciti a trasmettersi l’un l’altro. Un dialogo dove entrambe abbiamo messo in gioco elementi portanti della nostra ricerca, e li abbiamo fatti interagire, generando una nuova immagine che rappresenta un distillato dialettico delle nostre poetiche.

Avete presentato il progetto FEFA RIDE a Parigi all’interno di Flamme èternelle, dell’artista svizzero Thomas Hirshhorn. Di cosa si tratta?
Rita: All’interno dell’installazione concepita da Thomas Hirshhorn, pungolate e stimolate dalla Fiamma eterna intesa come spazio, visione e simbolo, la nostra intenzione era realizzare un’interazione inquieta che attivasse interrogativi sul nostro paese, in particolare su società e politica, economia ed ecologia. Questa “inquietudine” è il minimo comune denominatore intorno al quale abbiamo fatto convergere messaggi aventi varie forme (scritta, visiva, sonora) e inviati da persone di diversa età e provenienza, messaggi che sono stati incorporati nel lavoro e resi pubblici durante l’appuntamento parigino tra l’ItalianMerzBau e Spostare il silenzio.
Federica Falancia, ItalianMerzBauIndividuate le persone che ci faceva piacere coinvolgere, abbiamo scritto loro chiedendo un contributo che avesse queste caratteristiche: Deve rappresentare qualcosa che vuoi salvare del tuo paese; Deve rappresentare qualcosa d’importante che ti è caro; Può essere riconosciuto come valore anche dalla collettività. Il contributo doveva inoltre essere accompagnato da parole e da una fototessera.
Una volta raccolti i materiali (brani musicali, video, fotografie, frasi) come farli confluire in un unico luogo, nel nostro lavoro congiunto? Fefa Ride è il modo in cui abbiamo risolto il problema. Lavorando sulla mappa della città di Parigi, abbiamo realizzato tre mandala. Il primo è composto dalle fototessere, quindi dai volti, di tutte delle persone che hanno contribuito al lavoro. Il secondo da tutte le foto che ci hanno mandato. Il terzo, incompleto, da immagini e parole, quest’ultimo è stato donato a Flamme èternelle, affinché chiunque potesse contribuire a completarlo.
Gli altri due mandala sono stati donati alla città di Parigi, con l’idea di portare in strada la bellezza della fiamma che le mappe erano riuscite ad assorbire. Il primo è stato lasciato in rue Du Temple, il secondo nella piazzetta dietro il Centre Pompidou.

La curatrice Chiara Canali scrive in merito alla vostra ricerca comune: “(…) la bellezza del quotidiano diventa antidoto per salvare l’umanità attraverso l’espressione di contenuti dal forte valore etico-estetico”. Approfondiamo la questione.
Federica: Rispondo con una frase di Schwitters perché ogni volta che la leggo, la scrivo o la cito mi elettrizza. “Si può urlare anche con gli oggetti di casa. Ed è quello che ho fatto, incollandoli e inchiodandoli insieme”.

Hirshhorn realizzando Flamme èternelle si pone alcune questioni tra cui “Perché utilizzo gli strumenti che utilizzo?”e risponde affermando che li sceglie perché vuole lavorare con ciò che lo circonda, con ciò che è a disposizione e con ciò che gli è accessibile, così che diventi accessibile anche all’Altro. Qual è il vostro rapporto con i materiali che avete deciso di utilizzare in Fefa Ride?
Federica: Per il progetto Fefa Ride abbiamo raccolto molti materiali attraverso la partecipazione delle persone coinvolte. Si tratta di materiali virtuali che ci sono stati spediti via email: foto, musiche, voci, parole, link.

Federica Falancia e Rita Deiola, Fefa Ride (ItalianMerzBau/Spostare il silenzio), 2014, Palais de Tokyo, Parigi

Questi sono stati gli strumenti perfetti per una fluida comunicazione “mondiale” di contenuti. Altra cosa invece sono stati i materiali scelti per riunire, accostare, e trovare una forma complessiva. Abbiamo scelto quelli di uso comune, facili da trovare, sia per valore intrinseco sia per diffusione. Si tratta di materiali in linea con le poetiche di entrambe e con la grande esposizione di Hirshhorn: polietilene, ritagli di giornale, nastro adesivo. La scelta è legata a un pensiero influenzato dalle esperienze artistiche che vanno dall’object trouvé al ready-made, fino a giungere a questa sorta di grande ready-made collettivo.
Ispirate poi dalla vibrante e vitale atmosfera respirata davanti alla Fiamma, dalla fortissima presenza di Hirshhorn, dai vari pensatori, poeti, filosofi ascoltati – soprattutto M. Stewing – abbiamo deciso di portare due dei nostri pannelli per le strade di Parigi compiendo quasi un’azione da writer, pratica che intendiamo approfondire negli sviluppi prossimi del progetto.

Esporre all’estero è un obiettivo per tutti gli artisti. Che differenze avete riscontrato tra il pubblico italiano e quello francese?
Rita: La cosa che più ci ha emozionato del progetto Flamme èternelle è stata l’abbattimento dei muri, sia spaziali sia fruitivi, un abbattimento che ha creato un’atmosfera unica. Ci siamo rapportate alla fiamma come al principale destinatario delle parole, mentre gli spettatori erano ai nostri occhi non semplici spettatori, bensì coloro che alimentano la fiamma, quasi degli strumenti di un rituale profondo. Strumenti altamente sensibili, o meglio: sensibilizzati da questa fiamma che – ardendo di pensiero e internazionalità – suscita una disposizione all’ascolto straordinaria, una magia dove la comprensione sembra quasi andare oltre le parole.

Federica Falancia e Rita Deiola, Fefa Ride (ItalianMerzBau/Spostare il silenzio), 2014, Palais de Tokyo, Parigi

Quali sono i vostri progetti futuri?
Federica: L’esperienza di Parigi è stata fondamentale sia per dare l’impulso al progetto sia per chiarire e pianificare i nostri piani futuri. La nostra collaborazione proseguirà attraverso una serie di residenze artistiche e d’incontri con luoghi, persone, culture diverse. Al momento abbiamo voglia e bisogno di continuare a lavorare sul pensiero e le potenzialità del progetto e sul tipo di ricerca in modalità itinerante per esplorare e dare forma alla nostra visione in modo anche partecipato. Profondamente fedeli all’auto-spiazzamento, alla decostruzione di evidenze, alla necessità di nutrire continuamente un pensiero stimolato e appassionante, stiamo pianificando insieme alla nostra curatrice Chiara Canali una serie di residenze che potrebbero riguardare Cuba, Indonesia, Islanda, Turchia e Germania.

Federica Falancia e Rita Deiola. Fefa Ride (ItalianMerzBau/Spostare il silenzio)
a cura di Chiara Canali

Nell’ambito dell’esposizione:

«Flamme éternelle» di Thomas Hirschhorn

24 aprile – 23 giugno 2014

Palais de Tokyo
13, avenue du Président Wilson 
75, Parigi (Francia)

Orari: tutti i giorni eccetto il giovedì 12.00-24.00 

Info: www.flamme-eternelle.com

 

 

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