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REGGIO EMILIA | Collezione Maramotti | 17 febbraio – 31 luglio 2013

di CHIARA SERRI

Persi, in un labirinto bianco. «Forma intricata, indistinta, baluginante», verosimile metafora dell’universo. Ai piedi, copriscarpe chirurgici, per non lasciare tracce; tra le mani, la mappa concettuale della mostra di Evgeny Antufiev, artista russo ospite della Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Prima un leggero senso di spaesamento, dato dalla fila all’ingresso e dal “dress code” imposto dall’autore, poi la certezza di dover camminare in punta di piedi in un mondo non sempre benevolo, popolato da mostri, maschere rituali e frammenti del contemporaneo. Tutto ha inizio da un dettaglio – in questo caso la polaroid di un paesaggio siberiano – che viene successivamente inglobato in un complesso sistema di connessioni e rimandi.

Dal bianco della neve al bianco dell’allestimento, colore dell’immortalità, dei cristalli, del marmo e delle ossa. Per l’artista, infatti, la presenza di diversi materiali è elemento imprescindibile, in quanto essi «rappresentano per l’arte ciò che il corpo è per l’uomo». Nelle prime sale, si evidenzia un consistente uso del tessuto, cucito a mano dall’autore per dare corpo a figure antropomorfe, esito di un lungo processo che, come nel caso di Louise Bourgeois, assume significati simbolici, attingendo ad una storia personale e collettiva. Nelle stanze successive, i manufatti e gli oggetti sono allestiti secondo modelli ricorrenti, che richiamano l’ambito religioso e museale: da un lato l’altare di marmo, circondato da immagini sacre ed ex voto, dall’altro le teche delle raccolte etnografiche, all’interno delle quali sono conservati i reperti.

Per finire, l’ultimo ambiente, ispirato allo studio dell’artista, con pezzi tratti dalle sue infinite collezioni, installazioni, elementi d’arredo ed un modellino in marmo, mostra nella mostra. Accanto all’uscita, una ruota della fortuna. Un solo biglietto per ogni visitatore, una chiave di lettura per l’intero percorso. Ad alcuni una frase, ad altri un “gadget”, ad altri ancora l’accesso ad una stanza segreta, conclusione di un viaggio fatto di scelte ed improvvisi vicoli ciechi. Accompagna l’esposizione un prezioso libro d’artista, con ringraziamenti scritti a penna, stickers e risguardi di marmo. Nonostante la giovane età, Evgeny Antufiev ha esposto al New Museum di New York su invito di Massimiliano Gioni, direttore della prossima Biennale di Venezia. Chissà che a questa prima mostra italiana non ne seguano presto altre…

Evgeny Antufiev. Twelve, wood, dolphin, knife, bowl, mask, crystal, bones and marble – fusion. Exploring materials

17 febbraio – 31 luglio 2013

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia

Orari: giovedì e venerdì 14.30-18.30, sabato e domenica 10.30-18.30, chiuso 25 aprile e 1 maggio

Info: +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
www.collezionemaramotti.org

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  • Ho visto la mostra e francamente scomodare Louise Bourgeois mi sembra eccessivo. Forse c’è un tentativo di citazione ma manca tutta la forza e la potenza simbolica dei lavori della Bourgeois. Diversa è l’età degli artisti, il percorso e la maturità dei risultati.

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