BOLOGNA | L’Ariete artecontemporanea | 15 aprile – 11 giugno 2016

di ILENIA MOSCHINI

Da L’Ariete artecontemporanea di Bologna è in corso, fino all’11 giugno, la personale di Ettore Frani dal titolo Requiem, concepita e realizzata dall’artista appositamente per gli spazi della galleria.
Il titolo della mostra richiama alla mente un componimento musicale; le opere, infatti, sono impaginate e allestite alle pareti come in una sorta di partitura divisa in due tempi, così come due sono gli ambienti della galleria. I dipinti, tutti di piccolo formato e della medesima dimensione, sono inseriti all’interno di strutture rettangolari nere, ideate e costruite dall’artista a guisa di soglie, finestre che si aprono alle visioni di Frani e che fanno emergere le immagini dall’oscurità, come se esse fossero apparizioni.
Ogni tavola dunque costituisce un movimento della sequenza visiva e musicale delle opere in mostra, ne determina il ritmo e costella le pareti di palpiti e squarci di luce, quest’ultima, ancora una volta, grande protagonista della poetica dell’artista.

Ettore Frani, Requiem, veduta della mostra presso L'Ariete arte contemporanea. Foto: Paola Feraiorni

Ettore Frani, Requiem, veduta della mostra presso L’Ariete artecontemporanea. Foto: Paola Feraiorni

Il preludio della composizione è affidato alle sette opere allestite al piano terra della galleria; esse hanno come soggetto un albero, il quale sembra talvolta apparire e scomparire simultaneamente, per poi stagliarsi sulle tonalità di grigio degli sfondi. Al piano superiore invece i dipinti che raffigurano il mare, nei quali il fluttuare delle onde e lo scemare dell’intensità della luce conducono lentamente all’ultima opera Nunc dimittis (Ora lascia). Infatti, il senso da attribuire alla parola Requiem che dà il titolo alla personale è proprio quello di “saper lasciare andare”, ossia l’accettazione della caducità, della perdita, del dissolvimento e della consunzione inevitabile, del commiato. Queste le parole di Frani nel testo che accompagna la mostra: «Tutte le opere si raccolgono in seno alla parola Requiem quasi ad evocare una composizione musicale, ma il senso che voglio dare va soprattutto inteso come congedo simbolico e veglia, un apprendistato che possa insegnarci il “saper lasciare andare”. Sentire ed accettare il diminuire del giorno come risonanza intima del nostro destino. Un lento e prezioso lasciar essere per trovare consolazione nel proprio dileguare come fine del nostro compito. Dissipare ogni disperazione, di modo che la sofferenza del grido divenga canto, che risuoni al di là degli abissi scavati dalla separazione e dalla morte».

Ettore Frani, Requiem 2016, olio su tavola laccata e acrilico su akò cm 34,5x40,5x10. Courtesy L'Ariete Arte contemporanea Foto: Paola Feraiorni

Ettore Frani, Requiem 2016, olio su tavola laccata e acrilico su akò cm 34,5×40,5×10. Courtesy L’Ariete artecontemporanea. Foto: Paola Feraiorni

Infine, la natura come tematica che accomuna le opere qui presentate e che Frani indaga da diverso tempo all’interno del suo percorso di ricerca. L’artista infatti considera la natura un luogo universale, spirituale ed emblematico, simbolo delle nostre paure, ma anche dei nostri desideri; spazio attraverso il quale noi possiamo prendere coscienza del nostro essere al mondo e fare esperienza dell’alterità misteriosa implicita nella natura stessa.

Ettore Frani. Requiem

15 aprile – 11 giugno 2016

L’ARIETE artecontemporanea
via D’Azeglio 42, Bologna

Info: info@galleriaariete.it
www.galleriaariete.it

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