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SASSUOLO (MO) | CAVALLERIZZA DUCALE | MUSEO BERTOZZI & CASONI

Intervista a BERTOZZI & CASONI di Chiara Serri

Il Museo Bertozzi & Casoni, inaugurato lo scorso dicembre all’interno della Cavallerizza Ducale di Sassuolo, costituisce un caso isolato, forse un unicum: la collezione personale di un artista – in questo caso del duo composto da Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni – in esposizione permanente all’interno di un edificio storico completamente restaurato per iniziativa privata. Negli spazi tardo-settecenteschi, un tempo parte della “Delizia Estense”, si susseguono opere di grandi dimensioni che ricostruiscono il percorso dei due artisti dagli anni Novanta ad oggi. Protagonista indiscussa: Composizione non finita-infinita, opera monumentale che ha fortemente segnato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2009 con oltre cinquecento cassette del pronto soccorso trasformate in capsule del tempo. Protagonista silenziosa: la ceramica policroma, utilizzata per riprodurre fedelmente gorilla ed orsi polari, così come fiori, rifiuti e tutto ciò che è effimero o decadente. Innovazione nel solco della tradizione che consente a Bertozzi & Casoni di condensare in una sola immagine disastro e bellezza, fragilità sistemica della società contemporanea ed ampie aperture poetiche…

Bertozzi & Casoni, Madonna scheletrita, 2008, ceramica policroma e argento, cm. 200 x 354 x 241

Bertozzi & Casoni, Madonna scheletrita, 2008, ceramica policroma e argento, cm. 200 x 354 x 241

Il Museo Bertozzi & Casoni nasce dall’interesse di un’azienda – Gruppo System – che ha riconosciuto nel vostro lavoro la possibilità di lanciare un ponte tra produzione industriale (quello che si colloca nella fascia pedemontana tra le province di Modena e Reggio Emilia è un distretto ceramico di primo piano) e ricerca artistica contemporanea. Come vi collocate in questo ambito?
Il Museo Bertozzi & Casoni nasce da un’idea di Franco Stefani, presidente del Gruppo System di Fiorano Modenese. La nostra conoscenza risale ad una ventina di anni fa, in occasione della nostra prima mostra a Sassuolo, allestita presso la Paggeria Arte (non troppo lontano dalla Cavallerizza), al tempo gestita da Betta Frigieri, da sempre interessata ai giovani artisti. Franco Stefani notò il nostro lavoro per il particolare uso che facevamo della ceramica e cominciò a collezionare alcune opere, anche di grandi dimensioni. Ci siamo rincontrati due anni fa a Modena, durante la nostra personale alla Galleria Verolino. È stata questa l’occasione in cui ci è stato chiesto di far uscire dalle casse i lavori maggiormente rappresentativi della nostra carriera per esporli nella sede in cui ora si trovano. Un gesto che sfocia nel mecenatismo… Abbiamo da sempre avuto un approccio alla scultura di tipo sperimentale creando con materiali di derivazione industriale le nostre contemplazioni, coniugando tradizione e innovazione perché, fin dagli inizi, abbiamo pensato che l’unico modo per innovarsi fosse quello di muoversi nel grande solco della tradizione dell’arte.

Bertozzi & Casoni, Polar bear, 2016, ceramica policroma, cm. h. 196 x 222 x 116

Bertozzi & Casoni, Polar bear, 2016, ceramica policroma, cm. h. 196 x 222 x 116

Le opere esposte sono una ventina, molte di grandi dimensioni, realizzate dalla fine degli anni Novanta ad oggi. Come sono state selezionate? Da dove provengono? In diversi casi si legge la courtesy di Sperone…
Le opere esposte provengono in gran parte dalla nostra collezione privata. Sono lavori di grande formato – pensiamo ad esempio a Composizione non finita-infinita, Regeneration, Brillo box con pappagalli e Scegli il Paradiso – che, proprio per le loro dimensioni, risultano più adatte per situazioni museali che per il mercato. Sono opere che bene rappresentano le tappe fondamentali del nostro percorso, reso esaustivo anche grazie al supporto del nostro gallerista di riferimento, Gian Enzo Sperone, e di Tania Pistone. Naturalmente le opere nel tempo gireranno e saranno sostituite con altre.

Come sottolinea Franco Bertoni nel testo di presentazione, ricorre spesso nelle opere esposte, e nel vostro lavoro in generale, il tema della vanitas e del memento mori
Ci muoviamo nel grande solco della tradizione dell’arte: il tema delle vanitas appartiene a questa grande tradizione. Abbiamo cercato di rinnovarla portando al suo interno le contemplazioni del nostro presente. L’idea della transitorietà è forse il tema portante dell’arte in tutti i secoli. Disastro e bellezza è quello che cerchiamo di mettere in scena.

Tra le opere esposte, c’è anche la Composizione non finita-infinita che abbiamo visto in anteprima alla Biennale di Venezia del 2009. Le citazioni all’interno delle cassette del pronto soccorso sono tantissime, da Munch al David di Michelangelo, dai vasi canopi alla Venere di Milo
Composizione non finita-infinita nasce da un’occasione davvero speciale per un artista: l’invito a rappresentare il proprio Paese alla Biennale di Venezia. Quest’opera, formata da 509 cassette del pronto soccorso personale, è dedicata all’uomo nel suo complesso, al dolore così presente nella nostra vita, all’arte, alla religione, ai sogni, alle passioni, alla storia. Per questo motivo abbiamo descritto al suo interno tutta una serie di simbologie per farne un ritratto complesso e multiforme che ha qualcosa di infinito.

Che vita avrà il Museo?
Non sappiamo che tipo di vita avrà il Museo, ma speriamo lunga e con nuove e interessanti iniziative. È uno strumento per noi nuovo e dobbiamo cominciare a pensare che esiste per davvero (ridono, ndr). Per il momento è aperto al pubblico dal venerdì alla domenica dalle 15.00 alle 19.30.

A cosa state lavorando in questo momento?
Stiamo lavorando alla nostra prossima personale che si terrà a Roma, presso la galleria di Anna Marra, dal 7 marzo al 7 aprile 2018. Saremo inoltre presenti ad Arte Fiera con Galleria Giovanni Bonelli, Galleria Tega ed Eduardo Secci.

Bertozzi & Casoni, Regeneration, 2012, ceramica policroma, cm. h. 160 x 213 x 190

Bertozzi & Casoni, Regeneration, 2012, ceramica policroma, cm. h. 160 x 213 x 190

Bertozzi & Casoni è una società fondata nel 1980 a Imola da Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e da Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961).
www.bertozziecasoni.it

Museo Bertozzi & Casoni
Cavallerizza Ducale
Via Racchetta 2, Sassuolo (MO)
www.museobertozziecasoni.com

Orari: da venerdì a domenica ore 15.00-19.30
Ingresso libero

Info: +39 0542 640136
info@bertozziecasoni.it

 

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