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NOLI (SV) | sedi varie | 8 – 9 – 10 giugno 2018

Intervista a GLORIA BOVIO di Francesca Di Giorgio

Torniamo nel piccolo borgo ligure di Noli per la terza edizione di Dialoghi d’Arte, un festival nato nell’estate di due anni fa, a cura di Gloria Bovio, organizzato dalla Fondazione Cultura Noli, partner dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 e realizzato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria e con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura.

Una veduta dell’antico Borgo di Noli

Scrittori, sociologi, filosofi, antropologi, critici d’arte, curatori ed artisti, a confronto, per tre giorni, dall’8 al 10 giugno, sui temi dell’arte contemporanea e della sua fruizione.
«Le prime due edizioni si sono svolte con incontri serali in giornate non consecutive, concentrate sul tema della comprensione dell’arte. Luoghi chiusi da anni, come il Castello di Noli, sono stati riaperti per l’occasione, altri, fino ad allora quasi sconosciuti, sono stati per così dire, rigenerati. In un certo senso è come se avessimo restituito al pubblico luoghi antichi e poco vissuti» racconta Gloria Bovio.

Gloria Bovio

Punti fermi anche per questa nuova edizione: la levatura degli ospiti (Cesare Biasini Selvaggi direttore editoriale di Exibart, Lorenzo Balbi direttore artistico del MAMbo, Derrick de Kerckhove, direttore del McLuhan Program in Culture & Technology, Philip Cave, direttore del programma Engagement and Audiences di Arts Council England, solo per citarne alcuni), l’attenzione per il pubblico, le installazioni e le performance ad hoc firmate da Bianco-Valente, Marina Ballo Charmet, Marta Dell’Angelo, Faiza Butt, Giulia Marchi, Bianca Novizio) e, non ultimo, il dialogo con il territorio (il festival apre, non a caso, con un appuntamento legato al ruolo di Calice Ligure nella storia dell’arte, dagli Anni ’70 ad oggi).


Lo spettatore al centro dell’attenzione: su quali temi/aspetti, nello specifico, sono stati invitati a confrontarsi i diversi interlocutori?

Il festival ha un’impronta multidisciplinare, perché la vastità dell’argomento richiede inquadrature diverse della figura dello spettatore delle arti. Per questo motivo interverranno filosofi, sociologi, curatori, direttori di musei, giornalisti e critici. Nell’anteprima di venerdì 1 giugno a Palazzo Ducale a Genova abbiamo parlato di diritti culturali del pubblico, un tema che ha suscitato un grande interesse, in un’epoca come la nostra in cui chi lavora con la cultura incontra non poche difficoltà. E a partire da questo diritto, troppo spesso negato, passeremo nelle prossime tre giornate del festival, al tema dell’accesso e del coinvolgimento del pubblico nelle attività delle istituzioni dell’arte, per poi passare ad una riflessione storica sul tema delle performance e sul coinvolgimento del pubblico nel compimento dell’opera e ancora al ruolo dello spettatore/attore in una società iperconnessa come quella contemporanea.

Marina Ballo Charment_Still frame da “Le ore blu – h.5,35’ – 16 agosto 2017”- Giudecca

Oltre ad un denso programma di talk tante le opere prodotte ad hoc per il Festival. Qualche anticipazione?
Dialoghi d’Arte si pone l’obiettivo di creare un momento di dialogo, confronto e ricerca sullo spettatore dell’arte visiva dei nostri giorni, e sul suo percorso di fruizione. A questo contribuirà la contemporanea presenza di quattro installazioni artistiche e due performance.
Bianco-Valente in collaborazione con lo chef Giuseppe Ricchebuono del ristorante stellato Il Vescovado di Noli proporranno l’intervento Catena Alimentare per sviluppare così una riflessione sul rapporto arte-cibo, e su come viene rielaborato e poi consumato.
L’interno della chiesa di San Francesco accoglierà due opere: Le ore blu, un’installazione video e sonora di Marina Ballo Charmet sul rapporto di interferenza tra luce, acqua, cielo; Collage vivant, un’installazione di Marta Dell’Angelo, dove sagome dipinte di braccia di persone diverse aleggiano sospese con un filo di nylon.
All’esterno, Faiza Butt, una delle più influenti artiste pakistane contemporanee, sarà presente con Impermanence, una grande immagine stampata su tela, affissa sulla facciata della chiesa, facendo dialogare Oriente e Occidente e contribuendo in modo originale all’innovazione della scena urbana di Noli.
Giulia Marchi esporrà nella chiesa di Nostra Signora delle Grazie, appartenente al complesso del Vescovado, Homage to John Cage, un’opera dedicata al silenzio e alla meditazione.
Sul sagrato della medesima chiesa Bianca Novizio, presenterà Confessioni, una performance dedicata al tema delle verità inconfessate, all’interazione del pubblico con l’arte e al protagonismo dello spettatore.

Faiza Butt, Impermanance

Marta dell’Angelo, Collage Vivant, Noli, 2018

Ci racconta qualcosa di più sulla Fondazione Cultura Noli, chi vi partecipa e come sono organizzate le sue attività durante tutto l’anno?
La Fondazione Cultura Noli nasce come fondazione di partecipazione comunale ed oggi si regge sull’impegno costante di pochissime persone. Nonostante questo riusciamo a fare cose straordinarie. È incredibile quanto siano importanti volontà e determinazione in una istituzione come la nostra. Obiettivo della fondazione è di valorizzare il grande patrimonio storico, artistico, architettonico, paesaggistico di Noli, attraverso l’arte contemporanea, ma non solo.
Siamo impegnati in progetti con le scuole, organizziamo esposizioni, promuoviamo ricerche storiche.

Quale pensa sia il valore aggiunto di organizzare un Festival lontano dai grandi centri dell’arte contemporanea italiani?
Il pubblico resta come incantato quando arriva ai nostri Dialoghi. Voglio dire che quando sei a Milano, Torino, Roma, Parigi o Londra ti aspetti di trovare eventi d’arte contemporanea, lì è normale! Ma essere in un antico borgo della Liguria, chiuso ed appartato dalle correnti, e incontrare relatori che normalmente sono presenti solo nei grandi centri culturali europei o artisti internazionali o ancora giovani vere promesse, questo è straordinario! Quando arrivi a Noli ti aspetti di vedere un mare incantevole, verdi colline e antiche e preziose architetture, ma poi ti accorgi che c’è molto di più, c’è un festival con ospiti che parlano di filosofia, sociologia, nuove tecnologie, arte e pubblico. Questo è unico!

Giulia Marchi_Meditazione sul vuoto – Homage to John Cage

 

Dialoghi d’Arte18. 3° Festival di Arte Contemporanea

8 – 9 – 10 giugno 2018

Noli (SV)

Info: direzione@dialoghidarte.it
www.dialoghidarte.it
www.fondazioneculturanoli.it/

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