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TAIBON AGORDINO | Fabbrica Ex Visibilia
Primo blocco mostre > 4 agosto – 9 settembre 2012

Intervista a GIANLUCA D’INCÀ LEVIS
di Elena Baldelli

– 4 giorni all’apertura del primo blocco mostre di DC Next… E noi facciamo una chiacchierata con il suo ideatore e curatore.

Ci presenteresti il percorso di Dolomiti Contemporanee dal termine dell’edizione scorsa sino ad ora? Ma soprattutto, perché quest’anno avete deciso di non rimanere a Sass Muss? È stata una decisione obbligata o era previsto dall’inizio? E come siete andati oltre?
Sass Muss non è arrivato per caso, è frutto di un lavoro esplorativo. Con DC siamo costantemente a caccia di nuovi siti dalle forti potenzialità non sfruttate, edifici e spazi abbandonati in contesti inaspettati. Nel caso di Sass Muss si trattava di una Fabbrica ferma da molti anni a ridosso delle Dolomiti. Il sito era complesso, il suo rilancio problematico, molto scetticismo attorno all’operazione. Ci abbiamo creduto, ed è andata decisamente bene; naturalmente servono molte risorse, soprattutto economiche, per gestire uno spazio di 8.000 metri quadri. Il tentativo di tenerlo anche quest’anno c’è stato, ma era un’ipotesi alquanto difficile. Le difficoltà ci hanno fatto valutare se rimanere o guardare altrove e la seconda ipotesi è prevalsa.

È prevalso il vettore rivitalizzante che ha caratterizzato Dolomiti Contemporanee dalla sua nascita. Abbiamo deciso di non fermarci alla prima esperienza perché quello che facciamo in questi siti non è un trattamento estetico, non volevamo trasformare Sass Muss in un residence, in una casa attrezzata e confortevole, e lo stesso vale per Taibon Agordino, Casso e Andraz, le nuove sedi di DC Next. Ci concentriamo su siti che meritano di essere ripresi e visti e non ne facciamo semplici contenitori di mostre. Vogliamo attivare un motore attraverso la reinterpretazione. Gli spazi sono contenuti, la modalità è analitica e critica. DC è un progetto culturale che studia e opera sul territorio, non un’azione di site management.

Da ottobre dell’anno scorso ci siamo messi nuovamente alla ricerca e abbiamo individuato altri 7 o 8 siti della stessa forza. Del resto, a farci attenzione, ci sono spazi del genere ovunque, e pochi di essi vengono recuperati in modo attivo. In questo senso l’azione di Dolomiti Contemporanee ha ancha una valenza sociale, è un lavoro di tipo sperimentale che si costruisce nel tempo, grazie all’attivazione di collaborazioni esterne, necessarie per un progetto di tale entità. Dolomiti Contemporanee cerca e riceve molto appoggio dal territorio circostante: fondamentali sono i sostenitori del progetto – quest’anno oltre 100 tra patrocinatori, istutizioni, partner culturali, aziende nazionali e locali – la cultura, l’arte contemporanea, spesso tacciate di inutilità, stimolano il territorio. Questo è successo durante la scorsa edizione. Sass Muss è decollato commercialmente dopo il nostro intervento: significativo in questo senso il Premio Città Impresa 2012, ricevuto dal Ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera, che ci ha visti tra i fabbricatori di idee del Nord-Est, per il contributo allo sviluppo economico, sociale e culturale di questo territorio. Nonostante tutto quest’anno ripartiamo da zero con tre nuove sedi: la prima è il blocco centrale di Taibon Agordino, che rimarrà aperto per tre mesi. Il blocco di Taibon Agordino era una fabbrica di occhiali, chiusa da una decina d’anni. I tetti perdevano, non c’erano né acqua né elettricità … Abbiamo iniziato a portare le risorse primarie, poi sono arrivati gli sponsor e la comunità e ora il sito sta prendendo forma: ci sono letti, cibo, l’ufficio, il bar, e tutto ciò che serve per rendere fruibile questo enorme spazio.

Potresti anticipare qualche novità dell’estate di DC Next?
Innanzitutto quest’anno si vedranno tre tipologie di mostre che avranno come protagonisti curatori+artisti, gallerie+artisti e artisti+artisti (artisti auto-gestiti). Diverse mostre sono personali o bi-personali, le esposizioni sono insature, niente effetto fiera. DC Next si divide in due blocchi espositivi, il primo inaugura sabato 4 agosto mentre il secondo a metà settembre. Molto importante è il gemellaggio tra Dolomiti Contemporanee e il Parco del contemporaneo – Forte Marghera, che vede i primi artisti di Future Landscape. A changing exhibition migrare a Taibon Agordino, con una mostra nuova, in versione dolomitica. L’Amministrazione regionale veneta ha fortemente voluto e sostenuto lo scambio tra i due progetti, che dovranno contribuire a generare le linee guida per la candidatura di Venezia e il Nord Est Capitale della Cultura europea 2019.
A Taibon ci saranno incontri e dibattiti sull’arte contemporanea e sulla montagna, perché il contesto in cui ci troviamo è realmente impressionante e stimolante, al di là del cartolinismo e delle retoriche alpestri. Continuiamo a parlare di montagna e di archeologia industriale non per una fissazione; non siamo fissati nemmeno con le Dolomiti, in realtà. Esse sono un modello, supercaratterizzato. Ma considerate da un’angolazione proiettiva, esse diventano spazio di ricerca e sperimentazione alternativa. Sotto le Dolomiti tira un’aria di guerra, di eccitazione. Si scala.

Negli incontri si parlerà anche di alpinismo. Considero l’arrampicata una pratica di riflessione e azione filosofica, non certo una ginnastica o uno sport. Alpinista e artista sono per certi versi simili, entrambi hanno una “creatività mobile”, esplorano la verticalità senza sapere dove arriveranno, verso nuovi luoghi. Si tende spesso a dire che la montagna “era”; il lavoro di produzione di immagini contemporanee ad alta quota risulta spesso difficile perché questo mondo spesso è chiuso e ancorato a idee o figurazioni e processi statici e conservativi (conservatori, fossili). Si vuole andare oltre questo pre-concetto. A settembre apriremo un’ex scuola elementare chiusa dal ’63, dal disastro del Vajont, e non sarà inaugurata, come taluni si aspetterebbero, come un centro della memoria, per ricordare il disastro causato dalla frana del monte Toc. Cercheremo di farne un centro culturale attivo, un Centro per la Cultura Contemporanea della Montagna.

Quando sono arrivati i primi artisti in residenza?
I primi artisti sono arrivati da una settimana circa, ma siamo ancora in una situazione in divenire, si tratta di un meccanismo in fase di avviamento. Tutto avviene simultaneamente. DC Next è un vero e proprio cantiere artistico e la residenza è piuttosto spartana. Abbiamo già qui in residenza gli artisti del progetto A Poem about a chance meeting (Nicola Genovese, Paolo Gonzato, Andrea Magaraggia, Dacia Manto, Tiziano Martini), che hanno iniziato a lavorare sulla mostra visitabile durante il corso della sua realizzazione. Inoltre sono già attive le visite agli studi degli artisti.

E tu come vivrai questi tre mesi all’interno di Taibon? Quale sarà il tuo ruolo?
Diciamo che io accendo la macchina, che è un ordigno intellettuale e culturale, e non un mero spazio fisico. DC non nasce come macro-service, è una macchina sperimentale, un ragionamento culturale attivo, un progetto fatto di molte cose che sembrano impossibili da realizzare tutte insieme. Il mio compito è quello di tenerla su e far si che non sia sfruttata come un contenitore. È importante generare spazi e nuove realtà. L’artista che arriva qui a Taibon Agordino ha un feeling con il progetto, sa che non viene solo per portare “tappezzerie”, per decorare una scatola vuota. Vuole creare, insieme a noi, qualcosa di nuovo, e sa che non ci sono luoghi privilegiati e contenitori distinti dai contenuti. La periferia culturale non coincide con quella geografica.

Come definiresti il rapporto della macchina DC con il territorio circostante?
Il rapporto di Dolomiti Contemporanee con il territorio circostante è molto forte, anche se non definitivo. È sbagliato estraniarsi. Relazionarsi con ciò che si ha attorno significa avere gli occhi aperti. Non ci interessa appellarci ad ogni costo al termine indipendente. Indipendente da cosa? Senza l’aiuto di sponsor, sostenitori, delle comunità, non riusciremmo a generare un progetto di questa entità. Hanno partecipato realmente tutti.
Non sempre, però, siamo stati accolti a braccia aperte. In alcuni contesti abbiamo trovato contrasto, ad esempio nel sito di Casso, paese che prima del disastro del Vajont aveva più di 500 abitanti e ora ne ha solo 15: non tutti hanno visto di buon occhio il nostro intervento, ma si va. Il nostro obiettivo è scoperchiare i crani.contenitori-di-materiale-esausto. L’immagine guida della nuova edizione – DC Next – presenta in modo molto chiaro questo intento. Le Tre Cime di Lavaredo, classico simbolo dolomitico, sono sorvolate dagli alieni, che turbano la dimensione poetica della montagna.

DC Next
dolomiti contemporanee
Laboratorio d’arti visive in ambiente

a cura di Gianluca D’Incà Levis

Inaugurazione sabato 4 agosto, ore 17.00
BLOCCO di Taibon
, Fabbrica Ex Visibilia
Località Campagna 1, Taibon Agordino (BL)

4 agosto – 21 ottobre 2012
DC BLOCK – Taibon Agordino (BL)

11 agosto – 15 settembre 2012
Museo delle Regole, Cortina D’Ampezzo (BL)

15 settembre – 28 ottobre 2012
Nuovo spazio di Casso, Erto e Casso (PN)

Info: info@dolomiticontemporanee.net
www.dolomiticontemporanee.net

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