REGGIO EMILIA | Bonioni Arte | 27 maggio – 24 luglio 2016
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Andreas Senoner, It would be so nice, 2013, legno di tiglio policromo cm 45×11-5×9

Una ricognizione attraverso il medium espressivo, dalle opere dei maestri (Alik Cavaliere, Arnaldo Pomodoro, Daniel Spoerri) alle giovani generazioni (Luca Freschi, Andreas Senoner) con un occhio rivolto anche all’uso di sostanze particolari, come il nastro adesivo (CCH), la carta (Nicola Bolla, Amanda Chiarucci) e le resine (Emanuele Giannelli, Renata e Cristina Cosi).

Il titolo della mostra, La scultura è una cosa seria, è tratto da una celebre frase di Bruno Munari (“Il gioco è una cosa seria”) e intende porre l’accento sull’aspetto ludico del fare scultura, una pratica che, come spiega il curatore Niccolò Bonechi, «proietta la memoria di tutti verso la propria infanzia, verso quei momenti di svago e apprendimento che attraverso l’uso della materia e della relativa manipolazione rendevano capaci di liberare la fantasia ed allo stesso tempo di prendere coscienza dello spazio tridimensionale».
È sempre Bonechi a ricordare che:

La mostra si apre con una grande installazione di carte da gioco di Nicola Bolla che, posizionate ordinatamente e minuziosamente, creano un vortice dal consueto sapore kitsch e dall’orientamento spiccatamente optical/pop. Le opere di Amanda Chiarucci prevedono l’applicazione di sistemi “origamici” su pagine di atlante, nel tentativo estremo di costruire nuove geografie artistiche, distruggendo di fatto le nostre ataviche convinzioni. La stessa volontà di destrutturare la superficie visibile ha impegnato per tutta la vita Getulio Alviani, qui presente con Cilindro virtuale (1968), rarissimo esempio nella produzione dell’artista di opera tridimensionale. Dell’anno successivo è Onda di Arnaldo Pomodoro, tra i primi esperimenti con l’acciaio inox: l’opera rivela un andamento fluido e persistente, pur mantenendo un aspetto rigido, tanto da ricordare un elemento meccanico.

In esposizione, opere realizzate da una ventina di artisti contemporanei, diversi per esperienza e linguaggio: dalle sculture in acciaio di Eduard Habicher ed Iler Melioli alle composizioni con cannucce di Francesca Pasquali, dal lavoro ironico di Corrado Bonomi al marmo rivisitato da Michelangelo Galliani, dalle macchine di Umberto Cavenago alle lettere di Rudy Pulcinelli, dalle sculture su lastra specchiante di Bonzanos Art Group alle installazioni concettuali di Giordano Montorsi

Bonzanos Art Group, Riflettendo il cosmo, 2016, scultura su lastra specchiante in teca di vetro, cm. 44x19,5x19,5

Bonzanos Art Group, Riflettendo il cosmo, 2016, scultura su lastra specchiante in teca di vetro, cm. 44×19,5×19,5

Completano il percorso, i lavori di alcuni artisti conosciuti per la produzione pittorica ma che, saltuariamente, hanno fatto incursioni anche nel campo della scultura, come Getulio Alviani e Concetto Pozzati, oltre ai più giovani Mirko Baricchi e Luca Moscariello.


La scutura è una cosa seria
a cura di Niccolò Bonechi
Opere di Getulio Alviani, Mirko Baricchi, Nicola Bolla, Corrado Bonomi, Bonzanos Art Group, Alik Cavaliere, Umberto Cavenago, CCH, Amanda Chiarucci, Renata e Cristina Cosi, Luca Freschi, Michelangelo Galliani, Emanuele Giannelli, Eduard Habicher, Iler Melioli, Giordano Montorsi, Luca Moscariello, Francesca Pasquali, Arnaldo Pomodoro, Concetto Pozzati, Rudy Pulcinelli, Andreas Senoner, Daniel Spoerri.

27 maggio – 24 luglio 2016
Inaugurazione venerdì 27 maggio, ore 18.00

Galleria Bonioni Arte
Corso Garibaldi 43, Reggio Emilia
+39 0522 435765
info@bonioniarte.it
www.bonioniarte.it

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