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CURATE AWARD | 4 marzo 2013

Annunciati ieri i 20 finalisti del premio Curate, il concorso internazionale promosso da Qatar Museums Authority e Fondazione Prada con l’obiettivo di individuare nuovi talenti in campo curatoriale attraverso un bando che invitava i partecipanti a considerare orizzonti inediti e a sfidare le idee correnti su ciò che normalmente s’intende per mostra, offrendo poi al vincitore la straordinaria opportunità di realizzare il progetto proposto diventandone il curatore.

Curate, mappa della provenienza dei progetti

Dal 29 maggio al 31 dicembre 2013 attraverso il sito www.curateaward.org, sono stati raccolti più di 500 progetti provenienti da 63 paesi proposti attraverso un video di non oltre due minuti accompagnato da un testo esplicativo dell’idea. La giuria internazionale di Curate – formata da Sua Eccellenza Sheikha Al Mayassabint Hamad Al-Thani, Presidente del Qatar Museums Authority; Miuccia Prada, Presidente della Fondazione Prada; Rem Koolhaas, architetto, teorico urbanista e fondatore dello studio OMA/AMO; Nadine Labaki, regista e attrice libanese; Nawal El Moutawakel, Vice-Presidente del Comitato Olimpico Internazionale; Hans Ulrich Obrist, condirettore della Serpentine Gallery di Londra – ha valutato i progetti sulla base della creatività e della rilevanza sociale, selezionando venti proposte.

Curate, film still dal video di presentazione del concorso

I progetti, molto diversi tra loro per provenienza geografica, temi, metodi e approcci, sono accomunati dal tentativo di un’idea curatoriale che sia originale e lungimirante in grado d’ispirare il nostro futuro e di uscire dagli schemi esistenti. Chi si avvicinerà di più all’obiettivo? Lo scopriremo nel mese di maggio quando sarà nominato il vincitore del concorso. Nel frattempo ecco la lista dei finalisti, una selezione che parla anche un po’ italiano grazie alla presenza del collettivo di architetti A12, Federico Pepe e di Gianluigi Ricuperati coinvolto in un progetto statunitense:  

A Fuego, Rodrigo Orrantia Gómez (Colombia, 1977)

An Informal Settlement, Claire Breukel (Stati Uniti, 1979)

Camping Park, Rodrigo Vilhena (Portogallo, 1968)

Collapsed City, Nacho Ruiz (Spagna, 1975)

Continuity – Syrian City Paintings, Róza El-Hassan (Siria, 1966)

Copyleft, Liping Xiang (Cina, 1976)

Directly Mild, Maria Loizidou (Cipro, 1958)

Eating Habits, Alice Liechtenstein (Austria, 1978)

Epigenetic Space, John-Paul Pryor e Alessandra Cianchetta (Regno Unito)

Erase, Federico Pepe (Italia, 1976)

Extinct in the Wild, Michael Wang (Stati Uniti, 1981)

metaPhorest, Habu Kazuhito e Yuki Yoshioka (Giappone)

Mutterzunge, Misal Adnan Yıldız (Turchia, 1979)

Outlives, José Arispe (Bolivia, 1985)

Picasso in my casa, Svenja Wichmann e Anna Bründl (Germania)

Ready Meals, Cedar Lewisohn e Mike Knowlden (Regno Unito)

S.F.C. – The Short Future City, A12 (Italia)

The Border, Evelyn Simons (Belgio, 1989)

The Power of Words Exhibition, Omneya Kilany e Nabil Al Nashar (Qatar)

The Reader Digested, Matthew Claudel, Carlo Ratti e Gianluigi Ricuperati (Stati Uniti)

Info:  www.curateaward.org

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