BOLZANO | EX-MASTEN – FOUR POINTS BY SHERATON
#report concerto del 16 settembre 2015

di CORINNA CONCI 

La potenza della formazione integrale degli Einstürzende Neubauten si percepisce fonda, fino a toccare le ossa. Solo la presenza scenica, luci semplici sulle cinque magnetiche figure, azzittisce ogni parola del pubblico.
The silence is sexy scandisce la canzone che intitola il loro ottavo album. Ma non sempre il silenzio è sensuale, come racconta il testo del pezzo. A volte anticipa la tempesta, può essere preludio di guerra, come ora: il nuovo disco LAMENT infatti è incentrato sulla Prima guerra mondiale, frutto di un lavoro di anni di ricerca negli archivi sonori della Humboldt University di Berlino e dell’archivio tedesco della Radiodiffusione di Francoforte.

Festival Transart - Einstürzende Neubauten - Blixa Bargeld - PH Gregor Khuen Belasi

Lo spettacolo inizia con alcune scritte nere su cartelli bianchi alzati da Blixa Bargeld, muto. I suoni cominciano a nascere e si sovrappongono: Alexander Hacke e N.U. Unruh muovono e lasciano cadere vari oggetti su una piattaforma di lamina metallica microfonata mentre Jochen Arbeit fa cantare la sua chitarra con accessori di plastica, non manca lo storico vibratore. Rudolf Moser usa catene e trapani per suonare piatti di batteria dalle forme uniche. Poi Unruh, Hacke e Moser si riuniscono intorno ad una struttura costituita da grossi tubi per amplificare e distorcere il suono dell’aria sparata dalle pistole dei compressori. La personalità del gruppo è immutabile e gli strumenti da sempre utilizzati dalla band compaiono uno ad uno sul palco.

Festival Transart- Einstürzende Neubauten  - PH Gregor Khuen Belasi

Ma quello che è novità adesso, è la citazione: gli agganci con la storia documentata. Blixa Bargeld canta e nomina Russolo e Marinetti materializzando strumenti futuristi: un disco che gira su un bicchiere produce quel rumore che è l’arte del rumore, cenno inconfondibile di quel periodo. Vengono intonate le canzoni del primo reggimento afro-americano Fighters Harlem Hell e Hacke si unisce a Bargeld riproponendo la ricostruzione delle comunicazioni telegrafiche tra il Kaiser Wilhelm e lo Zar di Russia Nicholas II.
N.U. Unruh vestito con cappello e abito dada di Hugo Ball tocca oggetti dell’epoca come fossero magici, di prassi rigorosamente assemblati da lui. Poi poggia i piedi su una tavola di legno che fa muovere convulsamente mentre Alexander Hacke cammina con due stampelle microfonate: ogni passo è un’azione della guerra, sono tonfi, sono pause di confusa sospensione della realtà. La performance più pura aderisce alla musica.

Due violini, una viola, un violoncello ed un pianoforte sono al centro del palco nascosti dietro una fila di sei scheletri di bombe originali, che Rudolf Moser fa suonare nelle loro varie grandezze con le bacchette. Qualsiasi oggetto prende voce, da gigantesche molle a manufatti metallici assemblati in mostri giganteschi, pezzi autentici di memorie belliche stridono e battono. Ogni cosa sul palco è mobile, scivola da destra a sinistra, viene spinta via, nascosta, sostituita. Ogni cosa è scenografia.

Festival Transart- Einstürzende Neubauten - PH Gregor Khuen Belasi (2)

Si crea un sistema di suoni di una violenza che sta sempre per esplodere, proprietaria di un’intensità distruttiva non visibile. È quella prima guerra mondiale che c’era ma non era sempre sotto gli occhi di tutti e devastava minuto dopo minuto ogni cosa. E sono le voci originali delle vittime recluse tra il 1914 e il 1916 in campi d’internamento nei pressi di Berlino che chiudono il concerto: i musicisti manipolano con immenso rispetto piccole casse davanti ai microfoni, azzittendo, coccolando, avvicinando e allontanando i lamenti agli spettatori. Una sorta di preghiera per ricordare, consolare le loro presenze finalmente lontane da quegli eventi.

Si ritorna a casa, l’esperienza sensibile è finita e il gruppo domani mattina ha il volo presto per tornare a Berlino. Rimane una visione diversa di quel passato che sembra sempre lontano, inconsapevole come noi. Ma in questi giorni il Festival Transart continuerà a proporre scorci di flash-back, di tagli profondi e voli di qualche ora tra performances, musica, danza, cinema e tavoli di pensieri per condividere e mostrare altre realtà.

Festival Transart XV edizione

9 – 26 settembre 2015

Info: www.transart.it
https://neubauten.org

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