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FIRENZE | Palazzo Bartolini Salimbeni | 24 marzo 2018 – 10 marzo 2019

di DAVIDE MARIANI

Quando nel 1952 Roberto Casamonti assiste nello studio di Ottone Rosai all’esecuzione del ritratto del padre Ezio ha solamente dieci anni. Ciononostante, resta folgorato dalla ritualità con cui viene compiuta l’opera, dalle lunghe ore di attesa e dai profondi silenzi che contribuiscono a dare vita a un’atmosfera solenne. Quell’episodio, quel primo contatto con il mondo dell’arte, non avrebbe più scordato anche negli anni a venire, segnati nel 1981 dall’apertura della storica Galleria Tornabuoni nel cuore di Firenze, fino ad oggi, dove ancora una volta, in occasione dell’apertura al pubblico della sua collezione privata, rievoca piacevolmente quel ricordo per introdurre la mostra Dagli inizi del XX secolo agli anni ‘60, a cura di Bruno Corà.

Palazzo Bartolini Salimbeni

Palazzo Bartolini Salimbeni

Dal mese di marzo 2018 Firenze ha infatti un nuovo importante luogo dedicato all’arte moderna e contemporanea, uno spazio collocato al Piano Nobile di Palazzo Bartolini Salimbeni, storico edificio, nonché capolavoro architettonico rinascimentale, opera di Baccio d’Agnolo, che si affaccia sull’asse visuale che congiunge piazza Santa Trinità a via Tornabuoni. Proprio questa vicinanza, tanto fisica quanto emotiva, con la signorile via fiorentina, ha giocato un ruolo decisivo per Casamonti, un’occasione unica per concretizzare un progetto al quale pensava ormai da cinque anni, ovvero esporre la sua personale collezione d’arte entro una cornice che fosse al tempo stesso “famigliare” e prestigiosa.

Giorgio De Chirico, Ettore e Andromaca, 1950, olio su tela, cm 90 x 70

Giorgio De Chirico, Ettore e Andromaca, 1950, olio su tela, cm 90 x 70

La collezione, come giustamente osserva Corà, «si appresta a qualificarsi come una delle maggiori raccolte d’arte moderna e contemporanea aperte al pubblico esistenti in Italia». Per mostrare quella che Casamonti definisce come «la sintesi di un percorso che si è formato negli anni», si è scelto di dare vita a due rassegne: la prima con opere dagli inizi del XX secolo agli anni Sessanta, attualmente in corso, mentre la seconda, prevista per la primavera del 2019, partirà dalla metà degli anni Sessanta per giungere fino ai giorni nostri.

Lunga la schiera dei maestri che accompagnano il visitatore lungo il percorso espositivo nel quale vengono messe in luce affinità tematiche e autentiche rarità. D’altra parte, per sua stessa ammissione, Casamonti ha preferito «alla serialità rassicurante delle tipologie iconiche di molti artisti» opere ricercate e inusuali. In linea con questa predisposizione risultano particolarmente felici gli accostamenti in cui, a fianco all’opera riconoscibile di un autore, ne segue un’altra che mostra sfumature e caratteristiche meno note al grande pubblico: è il caso ad esempio di De Chirico, di cui oltre alla scultura del Grande Metafisico (1970-1985), all’olio su tela Ettore e Andromaca (1950) e a Piazza d’Italia con piedistallo vuoto (1956), trova spazio La passeggiata (o il tempio di Apollo a Delphi, 1909) in cui si scorge ancora l’influsso di Böcklin. Lo stesso accade con Balla, grazie al raffronto tra la Grande serata nera al Salone Margherita. Serata nera (1903-04) e Idealfiamma (1929) e ancora con Boccioni del quale è esposto Il gelso (1908) che ne mostra l’esperienza pre-futurista.

Giacomo Balla, Idealfiamma, 1929, olio su tela, cm 77 x 77

Giacomo Balla, Idealfiamma, 1929, olio su tela, cm 77 x 77

Non mancano tuttavia opere di prim’ordine dei maestri della storia dell’arte italiana della fine dell’Ottocento, come Ritratto femminile (1890) di Boldoni e In ricognizione di Fattori (1899), alle quali si affiancano tutti, o quasi, i grandi protagonisti della scena artistica nazionale e internazionale dai primi del Novecento fino alla metà del secolo, come Sironi, presente con due opere (Periferia. Il tram e la gru, 1921 e Figure, 1937 ca.) e Severini (Natura Morta,1918), Marini e Morandi, rappresentati da Personaggi del circo (1950) e Guerriero (1958-59) il primo e da Paesaggio (1942) e Natura morta (1958) il secondo, e ancora Casorati e Licini, con L’angelo Azzurro (1951) e Angelo ribelle su fondo celeste (1952), Guttuso, con Fiasco, candela e bollitore (1940-41) e Campigli, con Donne ai tavolini (1952).

Renato Guttuso, Fiasco, candela e bollitore 1940-41, olio su tela, cm 54 x 73

Renato Guttuso, Fiasco, candela e bollitore 1940-41, olio su tela, cm 54 x 73

Con Picasso, presente in collezione con due opere (Combat de faune et de centaure, 1946 e Deux pigeons, 1960), si apre poi la strada alle esperienze internazionali: dagli oli su tela di Braque (Faucille et pichet, 1945) e Léger (L’insecte sur fond rouge, 1954), passando per l’acquerello Wachsende Waffen (1935) di Klee, il collage Taureau di Le Corbusier (1960), l’olio su carta Animaux dans la forêt di Max Ernst (1954), un “senza titolo” (1940) di Kandinsky, un cartone bruciato su pannello (Marque de feu – empreinte d’un nu, 1961) di Klein e una serigrafia su tela di Andy Warhol (Jackie, 1964) mai esposta prima d’ora.

Da sinistra: Paul Klee, Wachsende Waffen (1935); Max Ernst, Femme, maison, moineau (1965); Wassily Kandinsky, Sans titre (1940)

Da sinistra: Paul Klee, Wachsende Waffen (1935); Max Ernst, Femme, maison, moineau (1965); Wassily Kandinsky, Sans titre (1940)

Di particolarmente rilievo anche le opere di Burri (Rosso nero, 1955; Sacco, 1952 e Combustione, 1960), di Fontana, tra i prediletti di Casamonti, in mostra con ben cinque opere di grande valore, e i due Achrome di Manzoni.

Alberto Burri, Rosso nero, 1955, stoffa, olio, vinavil su tela, cm 100 x 86

Alberto Burri, Rosso nero, 1955, stoffa, olio, vinavil su tela, cm 100 x 86

Quella di Roberto Casamonti rappresenta un’esperienza affascinante e «si esprime – come afferma Corà – come un autentico gesto mecenatizio (…) l’atto di riconoscenza di un cultore appassionato d’arte, per la città che lo ha seguito nel corso della sua attività professionale e della sua stessa vita».

 

 

DAGLI INIZI DEL XX SECOLO AGLI ANNI ‘60
a cura di Bruno Corà

24 marzo 2018 – 10 marzo 2019

Collezione Roberto Casamonti
Palazzo Bartolini Salimbeni, Firenze
Direzione: Sonia Zampini

Orari: mer – dom 11.30/19.00
chiusura biglietteria ore 18.30

Info: +39 055 602030
info@collezionerobertocasamonti.com
www.collezionecasamonti.com

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