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TRENTO | Arte Boccanera | 2 febbraio – 26 aprile  2013

Intervista a CHRISTIAN FOGAROLLI di Gabriele Salvaterra

Christian Fogarolli, fino al 31 marzo, presenta alla Galleria Arte Boccanera di Trento white, un viaggio nei meandri dell’identità attraverso l’analisi di personalità allo stesso tempo anonime ed emblematiche. Utilizzando un’ampia varietà di strategie e tecniche emergono dal passato vissuti complessi e drammatici in un dialogo costante tra identità e sua determinazione. Ne abbiamo parlato con l’artista…

Gabriele Salvaterra: Parlaci del tuo lavoro. Com’è iniziato l’interesse verso l’aspetto identitario delle persone e come hai scelto di approcciare il campo di indagine dei manicomi?
Christian Fogarolli: L’attenzione verso ex istituzioni manicomiali non ha collegamenti diretti con indagini di stampo sociologico o politico; la genesi della ricerca è stato l’interesse per l’identità unito allo studio della fotografia criminale e segnaletica di primo Novecento. Su questa base ho impostato il mio progetto, incentrandolo sul rapporto fotografia/psicologia/identità e pensando che questi luoghi mi potessero aiutare nell’indagine.

All’interno dello spazio espositivo c’è una netta suddivisione tra due progetti, anche cronologicamente distinti. Che differenze hai trovato nell’approccio a questi lavori?
Da Boccanera si è deciso si presentare Lost identities e blackout. I due progetti in mostra sono diversi, ma simili e uniti allo stesso tempo. Lo scarto temporale credo non esista, le identità indagate sono praticamente coeve. Personalità e luoghi differenti uniti da metamorfosi e ossessioni simili. L’approccio di studio è stato certamente diverso, in blackout la ricerca identitaria di un individuo non avviene più attraverso corpi e fisionomie, ma tramite oggetti personali ed intimi: il “gioco” in questo caso è inverso.

In blackout mi incuriosisce il personaggio di Miss Swann, una figura caratterizzata da un impulso accumulatorio che si può riconoscere anche nel tuo lavoro. Cosa ti ha attratto nella sua vita?
Sicuramente riconosco in me alcune analogie con questo enigmatico personaggio, particolarmente nell’azione di custodia di memorie, ma Miss Swann appartiene, in piccola parte, a ciascun uomo.

Nella tua ricerca riservi anche spazio all’intervento pittorico. Che ruolo ha la pittura nel tuo lavoro?
Nei miei lavori l’intervento pittorico interagisce talvolta con l’immagine fotografica, questo può così permettere all’osservatore di avere nuove chiavi di lettura incrementando gli stimoli dell’immaginazione.
A differenza della ricerca fotografica, nel gesto pittorico non seguo precise regole o canoni, tecnica a parte, ma lascio che sia l’istinto del momento a guidarmi verso quell’atto di intromissione.

Mi sembra quindi che siano riconoscibili sia una volontà di testimoniare una realtà storica sia un impulso alla cancellazione. Qual è il tuo intento? Documentare precisamente o suggestionare?
Potrei dire che la mia ricerca può essere letta come un continuo contrasto tra “testimonianza” e “cancellazione”. Testimonianza vista come lettura e proposta sotto nuova veste di materiale emerso da ricerca d’archivio. Cancellazione come conseguente impulso espresso tramite interventi sull’immagine utilizzati come mezzo di indagine per il non conosciuto. Quindi direi non “documentare”, non sono un archivista, e nemmeno “suggestionare”, ma piuttosto creare indizi e possibilità di ragionamento su alcuni aspetti dell’identità; nel cercarli in me stesso li pongo indirettamente agli altri.

E come fuggire alla morbosità che la presentazione di realtà drammatiche può portare con sé? Pensi che ci possa essere il rischio di innescare un piacere dell’orrido?
Credo che il piacere dello scomodo, di ciò che è nascosto, strano o inconcepibile non nasca certo dal mio lavoro, ma esista da sempre. Non rinnego di vedere molta più bellezza nella bruttezza, ma non ho mai avuto obiettivi di morbosità o angoscia; in Lost identities, per esempio, credo che la vera angoscia umana non si trovi nei soggetti ritratti, ma in chi stava e sta dall’altra parte dell’obiettivo.

Quali progetti hai per il futuro?
Nell’ultimo periodo ho impostato le basi per un nuovo progetto tutto inedito e al contempo sto portando avanti le ricerche in nuove istituzioni manicomiali per poter confrontare dati e nuovi elementi.

Christian Fogarolli. white
a cura di Chiara Ianeselli

2 febbraio – 26 aprile 2013

Arte Boccanera
via Milano 128, Trento

Info: +39 0461 984206 C +39 340 5747013
www.arteboccanera.com

Evento in corso:

La magnifica ossessione
26 ottobre 2012 – 06 ottobre 2013
Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Corso Bettini 43, Rovereto (TN)
www.mart.trento.it


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