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BRESCIA | A Palazzo Gallery | 14 dicembre 2013 – 15 febbraio 2014 

di SARA POLOTTI 

Ha inaugurato lo scorso sabato, presso la galleria bresciana A Palazzo, la mostra personale di Chiara Fumai (1978), la performer romana vincitrice del Premio Furla 2013.
Sulla sua (effettiva) somiglianza fisica e artistica con Marina Abramovic si è detto e ridetto. Forse i lunghi capelli castani, forse le labbra carnose, forse la violenza del significante e del significato, certo è che Chiara Fumai si trova a incarnare la nuova concezione di performer trasformista del nostro secolo, e lo fa servendosi generosamente dei più svariati personaggi, dei quali prende in prestito sembianze o parole per veicolare messaggi il più delle volte impregnati di un’invettiva femminista tanto anacronistica quanto attuale.

Chiara Fumai, veduta dell'installazione, stanza VI, A Palazzo Gallery, Brescia

Negli ambienti suggestivi della galleria bresciana si incontrano ora (talvolta ripetutamente) le persone e le personalità di cui l’artista ha vestito gli abiti negli ultimi sette anni, attraverso collage, video, installazioni e fotografie.
Ad accogliere il pubblico ci pensa la freak Zalumma Agra, protagonista dalla capigliatura voluminosa di Shut up. Actually, talk, che a Documenta (13) recitava su un tetto Carla Lonzi e Rivolta Femminile, e che qui, da un angolo buio, orgogliosa ripete il suo manifesto.
Chiara Fumai, veduta dell'installazione, stanza III, A Palazzo Gallery, BresciaCi sono poi Elisabetta Querini, Eusapia Palladino, Annie Jones, Dope Head, Harry Houdini e (di nuovo) Zalumma Agra, a leggere le parole di Valerie Solanas, della quale la Fumai ha fatto proprio lo SCUM, manifesto “per l’eliminazione del maschio”.
C’è Eusapia Palladino, rievocata in un’installazione da conferenza stampa in cui un fluttuante tavolo richiama le capacità della medium. Ci sono memorabilia di Rosa Luxemburg e di Harry Houdini, definito dalla stessa Fumai come “il primo sex symbol della storia”, forse per la sua capacità (dai risvolti metaforici) di dissolvere nel nulla le sue figure femminili. E ci sono i collage a inchiostro o ricamati dal sapore tipico della poesia visiva, che irrompono sugli scritti di Julius Evola o di Rivolta Femminile.
Il fil rouge dell’allestimento sembra, quindi, simboleggiato dalla teca contenente la pelle dellartista, cambiata e abbandonata come quella di un serpente ogni volta che personaggi, maschere e parole altrui possiedono la sua persona e la sua arte.
Un’arte potente e spesso ironicamente provocatoria, nella quale l’elemento femmineo e femminista acquista un valore centrale che, attraverso la teatralità, mira all’indipendenza della donna in un mondo ancora troppo maschile. 

Chiara Fumai. With love frome $inister 

14 dicembre 2013 – 15 febbraio 2014 

A Palazzo Gallery
Piazza Tebaldo Brusato 35, Brescia

Orario: da martedì a sabato 11.00-19.00

Info: +39 030 37 58 554
art@apalazzo.net
www.apalazzo.net

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