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DRO (TN) | Località Fies 1

intervista a BARBARA BONINSEGNA di Silvia Conta

Con il premio conseguito alla fiera ArtVerona 2015 nella sezione spazi indipendenti, Centrale Fies ha catalizzato su di sé una grande e meritata attenzione mediatica. Abbiamo incontrato la direttrice artistica, Barbara Boninsegna per approfondire storia, organizzazione e identità di questa realtà, fiore all’occhiello della scena artistica italiana da oltre quindici anni e fonte continua di modelli sperimentali dal respiro internazionale.

ph_Dido Fontana per Centrale Fies: MALI WEIL
Innanzitutto, per chi ancora non la conoscesse, che cosa è Centrale Fies? Così vi definite nel vostro sito: “Centrale Fies è un centro di creazione e produzione delle arti contemporanee come performing art, exhibit, site specific, video ed ogni forma di spettacolo dal vivo, di eventi come festival, esposizioni, manifestazioni”. Ci puoi raccontare come è nato questo centro e fare un brevissimo riassunto della vostra lunga storia? 
Centrale Fies è un Art Work Space nato 15 anni fa all’interno di una centrale idroelettrica, nella parte più selvaggia del Trentino. Grazie alla visione e alla piena fiducia di un’importante azienda comeHDE – Hidro Dolomiti Enel che ci ha concesso un comodato d’uso, abbiamo trasformato alcuni spazi inutilizzati in un centro di produzione per le arti performative e una residenza per artisti. Oltre a questo, ad oggi, l’Art Work Space lavora a un festival di performance e performing art (quest’anno alla sua 36° edizione), a una piattaforma dedicata esclusivamente alla performance art e comprendente una free school per artisti internazionali, assieme a curatori interni ed esterni alla struttura. Inoltre Centrale Fies segue progetti dedicati al territorio e coordina un team di project developer che, all’interno del centro, mettono in atto modalità di co.working con start up e professionisti dai progetti liminali, sviluppando spin off atti a lavorare con aziende e Pubbliche Amministrazioni utilizzando la cultura come strumento.

Veduta Centrale Fies ad ArtVerona scattata da ANDREA PIZZALIS per Centrale Fies
Per capire quale spirito si respira a Centrale Fies vorrei riprendere le motivazioni del premio che vi è stato conferito qualche settimana fa ad ArtVerona 2105 nell’ambito di “i6”, spazio dedicato agli spazi indipendenti in cui siete stati invitati: «Premiare la qualità – tema di quest’anno per “i6”  significa guardare a realtà non profit che negli anni hanno saputo coniugare coraggio e realismo, creatività e progettualità. Centrale Fies è riuscita in questo obiettivo, ponendosi costantemente nuovi traguardi e continuando a far evolvere il proprio immaginario e quello dei suoi pubblici. Il progetto di dar vita a una collezione di performance va in questa direzione, cioè strutturarsi e, al contempo, aprirsi a nuovi interrogativi».
Quali sono gli elementi più importanti per dare origine e riuscire a sostenere nel tempo una realtà che sappia come descritto: “coniugare coraggio e realismo, creatività e progettualità”? Come si gestiscono insieme lo spazio, la collezione, i progetti in corso da anni e quelli più nuovi riuscendo a mantenere sempre una forte coerenza, ma anche una grande apertura alla sperimentazione? 

Le parole che ha usato la giuria ci hanno oltremodo sorpreso e dato un’ulteriore carica e voglia di portare avanti i progetti che nascono in questo luogo speciale. Più che “un faro” siamo certi di essere importante tassello di una riflessione generale sull’arte, che si incastra ad altre realtà altrettanto importanti. Forse il segreto della coerenza di percorso ma capace di convivere con un’apertura importante alla sperimentazione, è quello di concentrarsi su ogni progetto (da quelli centrali a quelli più laterali) e di lavorarci contemporaneamente facendo in modo che sempre di più lo sviluppo di una parte del lavoro possa coincidere con un reale aiuto per un altro progetto, e così via, in una catena di modalità e procedure smart necessarie per sveltirne i processi. Dunque dalla ricerca alla networking, dalla condivisione degli spazi alle attività laterali, tutto concorre per far crescere e mettere a sistema l’intera struttura.

ph_Sara Bugoloni per Centrale Fies: BERLIN

Quali sono i progetti più longevi, quelli più grossi e quelli più recenti?
Se dovessimo schematizzare in quest’ordine e con queste categorie le attività e i progetti, direi che i due progetti più importanti e longevi sono Drodesera (il festival di arti performative), le Augmented Residency (il dipartimento che si prende cura dell’ospitalità e dello sviluppo del lavoro degli artisti) e FIES FACTORY, progetto del 2007 nato come il primo esperimento di tutoraggio a lungo termine per artisti performativi e visivi con la mission di renderli indipendenti e capaci di reggersi da soli nel mondo del mercato. Nei nuovi progetti, invece, ci sono LIVE WORKS, una piattaforma sulla performance art che comprende una free school e un premio, FIES CORE spin off dedicato alle imprese, ai professionisti e alle pubbliche amministrazioni che utilizza il culture based thinking, ossia la cultura come vero e proprio strumento principale, per sviluppare nuovi progetti, format e servizi. Infine COLLEZIONE FIES, con la quale abbiamo vinto il premio di ArtVerona nell’ambito di i6.

Veduta Centrale Fies ad ArtVerona scattata da ANDREA PIZZALIS per Centrale Fies

Come si accede alla collezione e alla documentazione delle attività prodotte in questi anni? 
Collezione Fies sarà accessibile on line il prossimo anno, in questi mesi stiamo catalogando e facendo fotografare le opere. Vorremmo trovare una modalità che permetta a noi di raccontare, di opera in opera, il perché della sua presenza in collezione, ma anche agli altri di poterci ragionare apertamente: dal momento che le opere saranno trasformate dalla collezione in “casi-studio”, si potranno creare molteplici possibilità di sperimentare e studiare il concetto di performance. L’idea che ci sta muovendo è quella di riuscire a proporre un dispositivo open source. Il resto della documentazione (compresi i 36 anni di festival passati) sono visionabili in sede facendo una semplice richiesta agli uffici. In questi anni siamo arrivati alla 14° tesi di laurea sui progetti di Centrale Fies, tanto che ad oggi abbiamo aperto ai tesisti la possibilità di poter alloggiare, scrivere e studiare in queste sale e in questi uffici, allo stesso modo di come fanno artisti e professionisti.

Ph Paolo Rapalino per Centrale Fies: FRANCESCA GRILLI

Come è strutturato il vostro staff? Da dove provengono i fondi per continuare a lavorare? Quali sono i rapporti con le realtà e le istituzioni culturali del territorio, nazionali e internazionali?
Centrale Fies è organizzata in uffici che svolgono la funzione di Direzione Generale, Direzione Artistica, Produzione, Amministrazione, Comunicazione, Tecnica, Organizzazione. Una decina di figure professionali stabili sono affiancate da consulenti, collaboratori e professionisti ad alta qualificazione vengono attivati in modo flessibile in relazione ai vari progetti per i periodi necessari al loro sviluppo: sono curatori, project developer, assistenti. L’attività della Centrale viene sostenuta sul piano finanziario in via continuativa da importanti soggetti pubblici come il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Provincia Autonoma di Trento, la Regione Autonoma Trentino Alto Adige/Sudtirol, la Comunità Europea, il Comune di Dro, il Bim del Sarca e privati come Hidro Dolomiti Enel, la  Fondazione Cassa di Risparmio,  la Cassa Rurale Alto Garda e Ledro. Il progetto, sostenuto con finanziamenti pubblici diretti per una cifra inferiore al cinquanta per cento dei costi, si autosostiene tramite la vendita degli spettacoli prodotti, lo sbigliettamento, attività di ristorazione e attività di tipo commerciale offrendo servizi, consulenze e gli spazi della centrale per meeting, convegni, shooting fotografici e video.

Ph_Alessandro Sala per Centrale Fies: APPARATUS

Che cosa significa per una realtà di questo tipo essere fisicamente collocata in una zona non centrale, come possono essere Milano o Roma? Quali sono i vantaggi e quali le difficoltà?
Nell’era di internet il “centrale” è relativo, e sempre di più si possono mappare progetti importanti al di fuori delle grandi città. I punti di forza sono decisamente maggiori rispetto agli svantaggi, non è un caso che puntiamo molto e da sempre sulla nostra collocazione speciale non solo perché si tratta di un biotopo dal paesaggio lunare effetto di una frana preglaciale tra le più grandi d’Europa, ma anche perché avamposto italico che guarda a nord per quanto riguarda modalità e respiro nel produrre arte.

Quali sono i prossimi progetti che sarà possibile vedere a Centrale Fies?
In questi giorni sono partiti i lab per le scuole del territorio. Il progetto di chiama Enfant Terrible ed è giunto alla sua quinta edizione. Con questo format si è scelto di far incontrare giovani professionisti e artisti con gli adulti del futuro in uno scambio reciproco di ascolto e conoscenza. Artisti che durante l’anno risiedono a Centrale Fies, per creare e produrre opere di esportazione nazionale e internazionale e i professionisti legati al mondo dell’arte che incrociano o lavorano al percorso di Centrale Fies, metteranno in moto una sensibilizzazione atta a insegnare l’ascolto e la visione del contemporaneo senza mai dimenticare l’aspetto ludico, emozionale, educativo, il divertimento e la progettualità.
Dopo le edizioni #0, #1, #2, #3, che hanno visto architetti, dj, curatori, fotografi, economisti, illustratori e collettivi di artisti, l’edizione #4 fa incontrare alle scuole anche designer, storyteller e artisti visivi. Inoltre, dallo scorso anno, abbiamo aperto le augmented residency: degli artisti che lo desiderano sarà possibile spiarne il lavoro in anteprima, tramite le prove aperte o la formula degli open studio, direttamente qui, negli spazi in cui nascono e crescono le opere.

Ph Paolo Rapalino per Centrale Fies: PATHOSFORMEL

Centrale Fies
Località Fies 1, Drò (TN)

Info: www.centralefies.it

 

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