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MILANO | Banca Sistema | 16 aprile – 16 luglio 2014

Intervista a THOMAS BERRA di Alberto Mattia Martini

Thomas Berra, Casabarata, 2014, Banca Sistema Arte, veduta della mostraLa mostra Casabarata nasce nel 2013, in occasione di una residenza artistica. Thomas Berra (Desio, 1986), partito per il Marocco, approda a Tangeri ed inevitabilmente, come è accaduto per grandi scrittori, artisti e registi, ne rimane affascinato ed ispirato. Il percorso espositivo, che si snoda su due piani all’interno della sede della Banca Sistema, comprende 28 disegni incorniciati su carta dai temi e colori con forti influenze marocchine e 32 disegni su carta e l’opera in legno Casabarata.

Nel corso di una chiacchierata con l’artista – nuovo protagonista del progetto no-profit Banca Sistema Arte – abbiamo scoperto di più riguardo la mostra, la sua ricerca e il “bugiardo” che compare in molte delle sue opere…

Presso la Banca Sistema a Milano, è attualmente in corso una tua mostra personale, il cui titolo è: Casabarata. Se non sbaglio le opere esposte nascono durante e dopo un viaggio. Ci racconteresti di che cosa si tratta?
Casabarata è il nome di un quartiere-mercato di Tangeri, la città marocchina che mi ha ospitato per una residenza di un mese lo scorso dicembre insieme ad un altro artista italiano, Matteo Zinesi. Una residenza che mi ha portato a sviluppare una mostra sia a Tangeri, in una fondazione gestita da una italo-francese, lo Spazio Tabadoul, sia, successivamente a Milano, a Banca Sistema appunto. Il percorso marocchino è arrivato anche a Milano dunque. E’ un’esperienza, un viaggio che mi sono portato dietro, non per scelta, ma come necessaria esigenza di dover riportare delle immagini e delle sensazioni a casa mia, a Milano. Dunque Casabarata è un racconto di un viaggio.

Spesso nei tuoi lavori compare un personaggio con un lungo naso. Chi è per te il “Liar”? Cosa rappresenta?
Il “Liar” è un bugiardo. Lo riporto spesso nei miei lavori, è un mio alter ego, forse. O forse rappresenta un po’ tutti. Ha un lungo naso come richiamo sicuramente a Collodi, a quel Pinocchio con cui siamo cresciuti. Ma non è un burattino dal naso lungo e basta: è un uomo, un mio personaggio in crescita che interagisce all’interno dei miei lavori.

Trittico, Acrilico e smalto su carta, 435x138 cm, 2014

Una domanda di natura tecnica: Come nasce un tuo lavoro?
Può nascere da qualsiasi cosa. Un’ esperienza particolare e specifica – vedi Casabarata -, un’illustrazione o una vecchia fotografia che ha attirato il mio occhio, lavori di altri artisti o il cinema, espressione quest’ultima che mi influenza molto.

Invece dal punto di vista concettuale cosa ricerchi e cosa indaghi, cosa vuoi esprimere?
Questa è la domanda che non vorresti mai che un critico ti rivolgesse. La mia indagine non ha mai un ambito preciso, dipende cosa, in “quel” determinato momento, mi interessa. Dipende da qualcosa che ho letto o che ho visto, o, magari, da qualcuno che ho incontrato, o, ancora, un luogo visitato, e da li inizio a sviluppare un percorso di ricerca, solitamente attraverso il supporto che prediligo, la pittura. Ma in realtà dipende, ripeto, dal momento: per Casabarata ad esempio, ho iniziato a costruire, pezzo per pezzo, una piccola “baracca” in legno, con elementi marocchini all’interno. Questa casa – testimonianza di Tangeri – è nata così, in maniera naturale. E l’esito era perfetto. Quello che voglio esprimere racchiude diverse cose, che non riguardano solo me stesso e la mia espressione in questo ambito del “lavoro di artista”. Mi ripeto ma … ciò che esprimo è ciò che assorbo ogni giorno, anzi, ogni minuto. Basta poco, o basta molto, perché ci sono dei momenti in cui poche cose riescono a spingermi a lavorare, a creare qualcosa. L’ispirazione ed espressione sono combinate.

Thomas Berra, 2014, Acrilico e Smalto su tela, Photo Zeno Zotti

All’interno del percorso espositivo della mostra di Milano, oltre ai dipinti, alle opere su carta e alle tele, ci sono due sculture o assemblaggi, come le definiamo? Esse tra l’altro danno il titolo anche alla mostra, sono delle strutture in legno composte prevalentemente in legno e con materiali riciclati. Cosa rappresentano?
Le strutture di cui mi chiedi sono un po’ l’anima di Casabarata, proprio perché è da quel quartiere che le ho assorbite per la prima volta- naturalmente non esattamente così, ma molto più reali, molto più “casabarata”, appunto. A Milano, una volta tornato, sono nate in modo casuale, naturale, e naturalmente ci ho messo del mio. Diciamo che questi due “assemblaggi”, come tu li chiami, rappresentano le mie personali baracche di tangeri. Un souvenir che ho sviluppato successivamente. Sono due lavori importanti per il mio percorso forse perché esulano un po’ dal mio stile a cui sono abituato, anche se non è la prima volta che realizzo elementi scultorei. Nel 2012 avevo realizzato delle piramidi in ferro in perfetta relazione con delle piramidi dipinte, molto grandi, di colori diversi. La piramide, come il Liar, è diventato un simbolo ricorrente nel mio lavoro.

Qual è la parte che ti piace di più del tuo lavoro, del tuo essere creativo?
Mi piace il senso di libertà del mio lavoro. E poterlo fare ovunque. E poi mi piace l’odore di trementina.

Thomas Berra, Casabarata, 2014, Banca Sistema Arte, veduta della mostra

Tu che sei giovane, ma già inserito nel così detto “mondo dell’arte”; pensi ci sia spazio per chi oggi si appresta o meglio vorrebbe entrare a far parte del sistema artistico italiano? Consiglieresti ad un tuo coetaneo o ad una persona più giovane di te, di “dedicare” la sua vita all’arte?
Si, lo consiglierei. Ma fuori dall’Italia. E poi, magari, tornare. Se si hanno le possibilità direi a tutti di studiare all’estero.

Cosa vorresti dal tuo futuro?
Voglio portare avanti la mia pittura. E avere evoluzioni ogni giorno.

Thomas Berra. Casabarata

16 aprile – 16 luglio 2014

Banca Sistema
Corso Monforte 20, Milano

Catalogo: Vanillaedizioni

Info: www.bancasistemarte.it

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