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TORINO | GAM | Fino al 5 febbraio 2017

di FRANCESCA DI GIORGIO

Ultimi giorni per vedere Carol Rama nella sua Torino. La passione secondo Carol Rama, ancora per il prossimo week-end, espone alla GAM circa duecento opere dell’artista scomparsa nel settembre 2015 e che, proprio da Torino, gettava il suo sguardo sul mondo, dall’appartamento al quinto piano di via Napione 15, lungo il Po’. «Uno spazio di pareti e tende nere che ha sempre tenuto con le finestre chiuse, pieno zeppo di oggetti, fotografie e ricordi» scrive Teresa Grandas. Una «camera oscura» secondo Nico Orengo.
Su quella casa la Soprintendenza ha recentemente posto un vincolo: da luogo privato presto la casa di Carol sarà un bene collettivo.

La passione secondo Carol Rama, veduta della mostra, GAM Torino. Foto: Giorgio Perottino

La passione secondo Carol Rama, veduta della mostra, GAM Torino. Foto: Giorgio Perottino

Alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino entriamo nelle sue “stanze”: dai primi acquerelli erotico-espressionisti di Appassionata degli anni ’30 e ’40 ai bricolage e ai collage degli anni ’60 e ’70 dove entrano i materiali (prima fra tutte la gomme delle camere d’aria) e piccoli oggetti (siringhe, occhi di vetro…) fino ai lavori dagli anni ’80 in poi dove sono si rincorrono corpi, lingue, dentiere, organi genitali… Serie di lavori molto eterogenei ma che ruotano sempre a tematiche essenziali: sesso, malattia, follia, feticismo, piacere, guerra, morte…

La passione secondo Carol Rama, veduta della mostra, GAM Torino. Foto: Giorgio Perottino

La passione secondo Carol Rama, veduta della mostra, GAM Torino. Foto: Giorgio Perottino

Una mostra significativa non solo perché vuole ricordare la grandezza di un’artista ma soprattutto perché segna un altro punto di partenza per tornare a guardare l’opera di Carol Rama. Un nuovo inizio, che supera sia la scomparsa (Rama non potrà mai vedere la mostra) sia il “tono” da “classica” retrospettiva. La Gam, infatti, è l’ultima sede espositiva europea di una grande mostra curata da Teresa Grandas e Paul B. Preciado e organizzata dal Museu d’Art Contemporani de Barcelona, MACBA, in collaborazione con la Gam e il Musée d’Art moderne de la Ville de Paris, l’Espoo Museum of Modern Art, l’Irish Museum of Modern Art. Un percorso, quindi, che inserisce con giusto valore la ricerca dell’artista nel contesto europeo. Queste possono essere solo considerazioni postume che tengono presente dell’intera “parabola” artistica di Carol Rama: le “cadute” e le “risalite” fatte di alterne fortune che non hanno però mai arrestato la sua geniale sperimentazione. Ricordiamo che la prima grande mostra antologica arrivò solo nel 2004 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dopo un Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 2003, assegnato con scarso tempismo.

Bricolage, 1967 Occhi di vetro, china e guazzo su carta, 43,5 x 54,5 cm. Collezione privata, Torino. Foto: Tommaso Mattina

Bricolage, 1967
Occhi di vetro, china e guazzo su carta, 43,5 x 54,5 cm. Collezione privata, Torino. Foto: Tommaso Mattina

La parola “retrospettiva” quindi sembra andare stretta quanto quella di “riscoperta” perché come fa notare giustamente Paul B. Preciado, nel testo critico che apre il catalogo  (concepito più come una una raccolta di preziosi saggi) significherebbe «prendere possesso, nominare con la lingua del potere, territorializzare» concetti davvero lontani da ciò che Rama incarna con pensieri e azioni.
Carol Rama resta «un luogo, vasto e inesplorato» come scriveva Lea Vergine negli anni ’80? Un foglio su cui declinare il suo nome e cognome più volte (sette) in modi diversi, come fece Man Ray nel 1974, «la donna dei sette volti»:

Carolrama

Coralarma

Claromara

Arolcarma

Coralrama

Ormalacra

Carmalora…

E così via, forse, all’infinito…

 

La passione secondo Carol Rama
una mostra ideata dal Museu d’Art Contemporani de Barcelona (MACBA) e dal Musée d’Art moderne de la Ville de Paris (MAMVP), organizzata dal MACBA e co-prodotta con PARIS MUSÉES / MAMVP, EMMA – Espoo Museum of Modern Art, Irish Museum of Modern Art, Dublino (IMMA) e GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino.

L’edizione italiana del catalogo è edito da Silvana Editoriale grazie al sostegno della Fondazione Sardi per l’arte

Fino al 5 febbraio 2017

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta 31, Torino

Info: gam@fondazionetorinomusei.it
gamtorino.it

 

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