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CAPRI (NA) | CERTOSA DI SAN GIACOMO | 4 giugno – 24 luglio 2016

Intervista ad ADRIANA RISPOLI di Francesca Caputo

La visione di Raffaela Mariniello ed Eugenio Tibaldi celebra la bellezza non stereotipata dell’Isola Azzurra, l’identità più autentica attraverso un ribaltamento di prospettiva.
Fino al 24 luglio, il complesso trecentesco della Certosa di San Giacomo a Capri, negli spazi un tempo destinati al Quarto del Priore, accoglie circa venti opere – tra fotografie, installazioni e collage – nella mostra CAPRI B&B – Behind and Beyond, a cura di Adriana Rispoli.
Una riflessione corale che, come suggerisce l’acronimo del titolo, è incentrata su ambivalenza e duplicità di associazioni e rimandi tra ironia e poesia, panorama globalizzato del turismo di massa e paesaggio dell’anima. Ne abbiamo parlato con Adriana Rispoli.

Capri B&B, Behind and Beyond. Raffaela Mariniello, Eugenio Tibaldi. Certosa di San Giacomo, Capri. Veduta dell’allestimento. Photocredits: Danilo Donzelli.

Capri B&B, Behind and Beyond. Raffaela Mariniello, Eugenio Tibaldi. Certosa di San Giacomo, Capri. Veduta dell’allestimento. Photocredits: Danilo Donzelli.

Come nasce l’idea della mostra e in che modo gli artisti hanno interagito con l’isola di Capri e la sua comunità?
Circa un anno fa, visitando la Certosa di San Giacomo è nato il desiderio di costruire per questo spazio una mostra speciale che rispecchiasse un legame specifico con Capri e un suo luogo incantato, il Quarto del Priore – l’appartamento privato della massima autorità certosina – e anche il mio feeling personale con l’isola di amore e odio, attrazione e repulsione.
Raffaela Mariniello ed Eugenio Tibaldi sono stati, in quest’avventura, due veri compagni di strada; entrambi avevano un rapporto diretto e particolare con l’isola. L’invito ha trovato un immediato interesse, alcune perplessità e una non facile attuazione. Gli artisti durante l’anno hanno realizzato circa venti lavori, alcuni tra i più importanti e monumentali direttamente a Capri, con il sostegno di diverse figure, dalle imprese locali agli studenti del Liceo Axel Munthe.

Attorno a quali filoni concettuali è costruito il progetto? E che tipo di dialogo si instaura lungo il percorso espositivo?
Gli artisti hanno risposto all’invito di presentare l’isola da una prospettiva diversa, perseguendo essenzialmente due filoni: il turismo di massa con i suoi effetti sul territorio e il lavoro dell’uomo che è dietro le quinte della sua straordinaria bellezza ed efficienza, amplificandone l’aurea mitica.
Nell’affrontare questi temi, le estetiche dei due artisti si combinano, generando una sinergia fatta di assonanze ma anche di contrasti. Ad esempio, il concetto di “scenografia”, di finzione, si percepisce sia in 46 bed places di Tibaldi, installato in giardino, sia nella sala di Raffaela Mariniello con l’installazione Lost & Found, alle cui spalle domina una grande fotografia del porto di Capri, Val di Sole, che funziona come assurda scenografia del “concerto” di valigie impossibili.

Capri B&B, Behind and Beyond. Raffaela Mariniello, Eugenio Tibaldi. Certosa di San Giacomo, Capri. Veduta dell’allestimento. Photocredits: Danilo Donzelli.

Capri B&B, Behind and Beyond. Raffaela Mariniello, Eugenio Tibaldi. Certosa di San Giacomo, Capri. Veduta dell’allestimento. Photocredits: Danilo Donzelli.

Nell’opera monumentale 46 bed places di Eugenio Tibaldi si intrecciano indagine sociale e il mito dei Faraglioni, bellezza e icona dell’isola…
È proprio in questa sintesi di concetti che risiede la grandezza di quest’opera. Il supporto della grande scenografia dei Faraglioni è particolarmente importante, come tradisce il titolo: 46 posti letto. Tibaldi ha acquistato i cartoni dai clochard del centro di Napoli, stabilendo un’immediata equazione con il costo del “posto” letto sull’isola. In questo senso, il lavoro prosegue una ricerca iniziata dall’artista alcuni anni fa sull’unità abitativa minima.
Attribuendo il medesimo valore al fronte e al retro dell’opera, e rendendo l’impalcatura che li sorregge parte integrante di essa, Tibaldi sottolinea il valore pratico del lavoro dell’uomo, nella manutenzione della bellezza, e quello spirituale, che ne eterna il mito.

Come nasce e si è sviluppata l’installazione Lost & Found di Raffaela Mariniello?
Fin dal 2006 l’artista ha rivolto la sua ricerca sugli effetti del turismo di massa nelle città storiche d’Italia, sfociata nella serie Souvenirs d’Italie. La genesi dell’installazione Lost & Found è qui, in particolare nello scatto sulla banchina di Porto Cervo in Sardegna, un luogo per alcuni versi simile a Capri.
Le circa cinquanta valigie si ammassano nello spazio dando l’immediata sensazione del gruppo turistico, ma i loro spropositati manici tradiscono l’impossibilità della loro funzione. Una sorta di sinfonia assurda, come assurda sembrerebbe la foto che le fa da scenario: Val di Sole, che è invece una reale visione della biglietteria del porto di Capri, in cui incredibilmente da anni compare la pubblicità delle piste del Trentino.

Capri B&B, Behind and Beyond. Raffaela Mariniello, Eugenio Tibaldi. Certosa di San Giacomo, Capri. Veduta dell’allestimento. Photocredits: Danilo Donzelli.

Capri B&B, Behind and Beyond. Raffaela Mariniello, Eugenio Tibaldi. Certosa di San Giacomo, Capri. Veduta dell’allestimento. Photocredits: Danilo Donzelli.

I micro-mondi di Eugenio Tibaldi che aspetti rivelano dell’isola?
Lavorando sulla percezione del mito, i collage presentati da Tibaldi – con immagini rielaborate di vecchie cartoline provenienti da collezioni locali, come quella di Luciano Garofano e Stella Lepore – presentano visioni surreali del suo paesaggio e delle sue architetture. Le rocce – dai frammenti dei Faraglioni all’Arco Naturale – perdono gravità e prospettiva, componendo scenari onirici vicini alla visione simbolista del pittore tedesco K. W. Diefenbach, cui è dedicata un’ala della Certosa di San Giacomo.
La cartolina, strumento turistico per eccellenza, è un altro filone comune nel lavoro dei due artisti, in questo caso per contrasto. Romantica e icona dei tempi per Tibaldi, falsa e incarnazione del kitsch per Mariniello che, con il grande light box Saluti da Capri, chiude scenograficamente la mostra.

Eugenio Tibaldi, Myth’s Landscape 01, 2016, Collage di stampe digitali tratte da cartoline e acrilico bianco, cm 136 x 156

Eugenio Tibaldi, Myth’s Landscape 01, 2016, Collage di stampe digitali tratte da cartoline e acrilico bianco, cm 136 x 156

In Capri Teorema, composto da trentadue fotografie, che tipo di narrazione visiva e riflessioni mette in campo Raffaela Mariniello?
Ci conduce nelle sue passeggiate notturne sull’isola, lasciandoci immergere nella sua personalissima visione. In un’atmosfera lunare, si intervallano paesaggi campestri e dettagli archeologici, installazioni spontanee di cui coglie poesia e assurdità. Non mancano dettagli magici, tavoli rotanti e impossibili boe in piscina, barche sospese che sembrano voler spiccare il volo piuttosto che lasciare porti.
È difficile per chi non è esperto dell’isola, riconoscerne gli anfratti. Lontana dai clamori mondani, l’artista, come sempre nella sua pratica, ci parla di una Capri dismessa, catturata nel momento di passaggio stagionale quando la sua bellezza è più vera, più schietta.

Raffaela Mariniello, Eugenio Tibaldi, Capri B&B, 2016, Fotografia stampata su forex e pittura bianca, cm 80 x 130

Raffaela Mariniello, Eugenio Tibaldi, Capri B&B, 2016, Fotografia stampata su forex e pittura bianca, cm 80 x 130

Nell’opera Capri B&B, realizzata a quattro mani, è sintetizzata la visione dei due artisti. Ci racconti come?
Questo lavoro è diventato l’icona della mostra perché sublima tecniche e ricerche dei due artisti. Il soggetto, quasi irriconoscibile, è l’Arco Naturale, altro simbolo indiscusso di Capri, a tutt’oggi imbragato da impalcature perché in fase di restauro. È la trasposizione nella realtà dell’opera 46 Bed Places ideata da Tibaldi. Imbattutasi in questo incredibile scenario, che lascia sbigottiti turisti e habitué, Raffaela ne ha tratto uno scatto, leggendovi immediato il riferimento al lavoro di Eugenio e in generale al concetto su cui poggia la mostra, l’unione tra bellezza naturale e artificiale.
Lontano da qualsiasi intento polemico, l’arco naturale imbragato è divenuto un Arco Supernaturale che, attraverso l’intervento pittorico di Tibaldi sullo scatto della Mariniello, assume le forme indistinte di una meteora, restituendo un’immagine perturbante, familiare e respingente allo stesso tempo, sintesi tra uomo e natura.

Quali i tuoi progetti futuri?
Sto lavorando a una mostra di video arte per la bellissima triplice facciata del Museo d’Arte Contemporanea di Zagabria, dove presenterò una selezione dei video del progetto Q.I. VEDO, che curo per il Quartiere Intelligente di Napoli. Ci accomuna, infatti, la metodologia espositiva, ovvero proiezioni en plein air rivolte ad un pubblico in transito, una dinamica curatoriale che mi accompagna da anni.

Raffaela Mariniello Capri Teorema (dettaglio), 2016, Stampa ai pigmenti su carta fine art, cm 52,5 x 70

Raffaela Mariniello
Capri Teorema (dettaglio), 2016, Stampa ai pigmenti su carta fine art, cm 52,5 x 70

CAPRI B&B – Behind and Beyond
a cura di Adriana Rispoli

4 giugno – 24 luglio 2016

Certosa di San Giacomo
Via Certosa 1, Capri

Orari: da martedì a domenica 14.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.30)
Ingresso: € 4,00 (mostra e Certosa)

Info: 081 837 6218
pm-cam.sangiacomocapri@beniculturali.it

 

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