MILANO | Palazzo Reale, Gallerie d’Italia e Casa del Manzoni | 29 giugno – 25 settembre 2016 

di MATTEO GALBIATI

Ancor oggi al pubblico “generalista”, magari non conoscitore delle sue opere, appare alquanto disarmante – forse curioso, irriverente e ironico, un giudizio questo che, però, nella sua ingenuità spontanea, coglie nel segno l’essenza stessa della sua intima poesia – il linguaggio di Emilio Isgrò (1937), artista dalla personalità poliedrica e complessa – è anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista – che fin dagli Anni Sessanta ha saputo rivelare la sua anima concettuale “inventando” l’atto della cancellazione.

Emilio Isgrò, Cancellazione del debito pubblico, 2011, libro e tecnica mista su tela montata su legno, 280x400 cm, Università Commerciale Luigi Bocconi, Milano

Emilio Isgrò, Cancellazione del debito pubblico, 2011, libro e tecnica mista su tela montata su legno, 280×400 cm, Università Commerciale Luigi Bocconi, Milano

Cancellare, non (solo) per nascondere, ma anche per creare, per generare nuove immagini, nuove suggestioni e per riportare l’attenzione dello sguardo e della mente su nuove significazioni che superino l’ordinarietà del visibile, questo, in sintesi, costituisce l’anima della ricerca di Isgrò che, pur procedendo con un lavoro artistico di natura assai complessa, ha anche creato opere il cui spirito si offre in misura diretta.
Del resto sotto il siparietto nero, la strisciata scura che si mangia tutto lasciata dal suo gesto di cancellatura, finiscono libri, romanzi, testi, partiture musicali, codici antichi, carte geografice… Insomma qualsiasi “materiale” appartenente al sapere universale e, per questo quindi, da tutti conosciuti. I nostri occhi incantati ammirano e ricercano gli estremi di qualcosa di noto, ma, privati dell’appiglio della parola scritta – salvo qualche parola abilmente (intenzionalmente, ovvio) sfuggita all’annullamento del maestro – sono costretti a vagare scoprendo quegli altri imput che Isgrò sa mettere in luce.

Emilio Isgrò, L’occhio di Alessandro Manzoni, 2016, acrilico su tela montata su legno, 260x160 cm, Collezione privata

Emilio Isgrò, L’occhio di Alessandro Manzoni, 2016, acrilico su tela montata su legno, 260×160 cm, Collezione privata

Milano celebra il grande artista – che risiede nel capoluogo lombardo da oltre sessant’anni – con una grande mostra (imperdibile!), suddivisa nelle tre diverse sede di Palazzo Reale (con la spettacolare antologica composta da oltre 200 opere), delle Gallerie d’Italia e Casa del Manzoni (con due interventi creati per questa importante occasione), in cui si evidenziano in modo sorprendente le peculiarità uniche del suo linguaggio artistico.
Tutti i grandi capolavori riuniti in questa esposizione dislocata hanno modo di far immergere – in misura davvero sorprendente – nella personale pratica pittorica di Isgrò: nelle sale espositive delle tre sedi si ha modo di verificare, senza congetture postulanti, proprio l’universo filosofico del maestro fondato su quel gesto che, alternativo al fare generale del mondo che cerca sempre la rivelazione, l’affermazione, la messa in evidenza, si fonda sull’annullamento. Il segno scuro e denso che cancella, in realtà aiuta a ribadire la vitalità e l’audacia di un atto creativo che diventa fondante nell’ambigua contraddittorietà della sua essenza, al contempo distruttiva e creativa. Parole e immagini non spariscono mai sotto le mani di Isgrò, ma si innervano di umori inespressi che infondono un altro spirito vitale al loro essere.

Emilio Isgrò, Particolare di Elvis Presley ingrandito 1900 volte, 1974, tecnica mista su legno, 67x97 cm, Collezione privata

Emilio Isgrò, Particolare di Elvis Presley ingrandito 1900 volte, 1974, tecnica mista su legno,
67×97 cm, Collezione privata

Isgrò in ogni suo intervento – e in questo progetto ce ne sono di grandiosi esempi – sa essere abile regista nel dare equilibrio al triangolo artista-opera-spettaore, ricorrendo ad una teatralità che esplicita la trasmissione di quel senso che trapela dai suoi capolavori. Senza nemmeno la necessità di seguire un percorso cronologico, i lavori esposti nella monumentale mostra di Palazzo Reale (le altre due sedi completano il progetto con opere mirate) si susseguono con ritmi diversi, i cui tempi spezzati restituiscono valore alla forza mai sopita della cancellatura nel corso degli anni e nei processi evolutivi della sua ricerca.
Ogni opera resta sempre viva, mai fuori dalla sua epoca, ma nemmeno ne resta imprigionata; in questo senso i nuclei tematici scelti non muovono lo spettatore a ricostruire un itinerario artistico sviluppatosi nei vari decenni, ma vogliono – riuscendoci benissimo – ha stimolare quelle “altre” interpretazioni e relazioni di cui il silenzioso apparire delle immagini di Emilio Isgrò amplifica il senso. Sempre pulsando silenziose sotto una cancellatura che non smette mai di rappresentare qualcosa di inedito.

Emilio Isgrò
a cura di Marco Bazzini
promossa e prodotta da Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, Intesa Sanpaolo, Centro Nazionale Studi Manzoniani e casa editrice Electa
progetto di Archivio Emilio Isgrò
catalogo Electa

29 giugno – 25 settembre 2016

Palazzo Reale
piazza Duomo 12, Milano

Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Gallerie d’Italia
piazza della Scala 6, Milano

Orari: Caveau Gallerie d’Italia, sabato e domenica 10.30-12.30 e 16.30-18.30; martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 16.30-18.30; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; una visita guidata ogni mezz’ora, preferibile la prenotazione 800.167619

Casa del Manzoni
via Gerolamo Morone 1, Milano

Orari: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10.00-18.00; sabato 14.00-18.00; chiuso lunedì e domenica; inizio visite ogni 20 minuti, ultimo ingresso 17.20

Ingresso gratuito

Info: +39 02 88445181

Visite guidate e didattica Ad Artem
+39 02 6597728
info@adartem.it 

www.palazzorealemilano.it
www.gallerieditalia.com
www.casadelmanzoni.it
www.emilioisgro.info


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