PARIGI | Théâtre de la Cité | 24 novembre 2015

di CORINNA CONCI

La doppia prima assoluta di AURORA ha debuttato alcune settimane fa alle Fonderie Limone di Moncalieri (Torino). Lo spettacolo teatrale di Alessandro Sciarroni ha preceduto la proiezione del film omonimo di Cosimo Terlizzi, che nasce come diario del periodo di produzione dello spettacolo, costituendo un’opera a sé. Terlizzi, rappresentato dalla Traffic Gallery in solo show alla scorsa edizione di ArtVerona, ha ricevuto un ottimo feedback: è stato infatti selezionato dalla Direttrice del MAXXI Anna Mattirolo per l’iniziativa Level 0, che ha il fine di promuovere il suo lavoro nel 2016. Sul finire del 2015 l’artista audiovisivo presenterà questa sua ultima opera in Europa, nei festival e nei teatri con il regista e coreografo Sciarroni: prossima tappa il 24 novembre a Parigi al Théâtre de la Cité.

Aurora ©CTERLIZZI

Durante lo spettacolo AURORA, la luce del palco si abbassa fino al buio più completo e poi si alza nuovamente diventando accecante, dentro la sala finisce un giorno e ne inizia un altro. Nella semioscurità emergono una polifonia di salti, tonfi e respiri trafelati posizionati in modo preciso in uno spazio definito: un campo dove si gioca una competizione di rumori con l’incarico di difendere e attaccare. La struttura tecnica dell’impegno e la funzione ludica della fatica costruiscono un ritmo coinvolgente che trasforma gli spettatori: a mezz’ora dall’inizio dello spettacolo non faccio più parte di un pubblico teatrale, ma di un gruppo di tifosi sugli spalti di una partita di Goalball.

Aurora ©CTERLIZZI

Il Goalball è una pratica paralimpica creata per ipovedenti e non vedenti. Il nuovo spettacolo di Sciarroni è incentrato sullo spostamento di questo sport da un contenitore ad un altro, dalla palestra al teatro. Due anni di selezione degli atleti per la performance finale: è questo il percorso di creazione che Terlizzi ci racconta nel film, dove si susseguono interviste alle figure coinvolte nel progetto e immagini di grande poesia. Le vite personali degli sportivi vengono narrate da scorci casalinghi e dai vari luoghi nei quali sono avvenuti gli incontri per costituire la loro nuova identità di performers. Un lungo periodo di training, programmato da incontri basati su tecniche del movimento corporeo, coordinati da Sciarroni ad altri collaboratori artistici legati al mondo della danza.

Aurora ©CTERLIZZI

Terlizzi fa affiorare i personaggi del film da un intenso nero, poca luce nelle palestre scure, solo i sonagli all’interno della palla da gioco guidano i movimenti degli atleti ritmati dai loro calpestii e sospiri, sottolineando uno dei livelli di lettura di questa esperienza: il suono e la sua coreografia. Le nozioni del Goalball si alternano a quelle della danza, dove ogni parte del corpo cerca un altro corpo nel buio e dove l’incontro con l’altro diventa un “evento” come sostiene Francesca Foscarini. La coreografa e danzatrice trova un ponte comunicativo durante i suoi laboratori con i protagonisti, mettendosi nella condizione di non vedere e ponendosi davanti all’interrogativo di una modalità altra di conoscenza, che non sia visiva: se da quando nasciamo l’apprendimento avviene attraverso l’imitazione, quando viene a mancare la vista quanta verità acquista un movimento? In seguito all’esperienza visiva, infatti, accadono delle modificazioni nel nostro comportamento: secondo l’accreditata teoria del modellamento di Albert Bandura, l’apprendimento avviene soprattutto con l’osservazione di un modello, come può essere una figura genitoriale durante il periodo di crescita. Ma se non vi è una “copiatura” tramite la vista, da dove proviene il concetto astratto e la sfumatura di un gesto? Il sapere corporeo di questi protagonisti è così soggetto a un’integra unicità, perché aderente all’identità della singola persona. In questo tipo di atmosfera – fondamentale altro livello di lettura di AURORA – gli atleti sperimentano il loro mondo interno consegnandolo agli spettatori. Sulla voce di Françoise Hardy, che nel film canta dallo stereo uno dei suoi tormentati e dolci inni all’amore, gli atleti/performers si esercitano e ballano, senza percepire cosa.

Aurora ©CTERLIZZI

«Ho un’idea di com’è il mondo intorno a me ma non ne posso contemplare i dettagli, nei quali a volte ci si perde costruendosi un’immagine esteriore perfetta della gente. Questo distrae da cosa è veramente importante». Alexandre è uno studente del Primo anno di Giurisprudenza a Porto, giocatore nella Nazionale del Portogallo di Goalball.
12 vite, dodici stili differenti, cittadinanze, caratteri. C è chi non vede dalla nascita, chi ha subito una graduale perdita visiva e a 11 anni è andato in un collegio oppure a quell’età ha imparato il braille. Poi c’è chi, come Manu, a 5 anni arriva alla completa cecità in seguito a carenze alimentari. Cosimo Terlizzi entra in punta di piedi in tematiche delicate, chiedendo di spiegare cosa sono i colori secondo la sua concezione, anche se non li ha mai visti. Per lui i colori sono un ambiente, un’atmosfera, li associa a quello che potrebbe sentire con il tatto o con l’udito, con l’intuizione. «Faccio molto spesso astrazione dal contesto, anche quando ascolto una persona mi posso mettere in quello che chiamo uno “stato osservatore” dove non faccio altro che ascoltare, sentire l’aria e gli odori ma senza domandarmi cosa devo pensare».

Aurora ©CTERLIZZI

Il concetto di intuizione secondo Eric Berne si può definire come «la conoscenza basata sull’esperienza ed acquisita attraverso il contatto sensoriale senza che “chi intuisce” riesca a spiegare esattamente a se stesso o agli altri come sia pervenuto alle sue conclusioni…è la conoscenza… acquisita mediante funzioni preverbali». AURORA così, prende le sembianze di un viaggio alla ricerca del senso, è un percorso che sembra avere il fine di capovolgere il significato dell’estetica artistica che si basa prevalentemente sulla visione, affondando la sua ricerca oltre la parola e l’immagine, anzi prima: una zona arcaica di impressioni potenti e condivise, legate all’umano collettivo dimenticato.

Aurora ©CTERLIZZI

Il film di Terlizzi si dimostra un’opera sostanziale per comprendere il grande lavoro costruito dietro le quinte da Sciarroni, che ha portato a radicare le fondamenta dello spettacolo teatrale nelle fattezze interiori degli individui che l’interpretano e nelle loro relazioni con il mondo. Spiccano la saggezza profonda e l’insegnamento affettivo alla vita che comunicano tutte le personalità dei campioni coinvolti, tali da sovrastare altre priorità che appaiono improvvisamente superflue.
Sciarroni dichiara nel film che dopo due settimane a contatto con loro si perdono alcune abitudini, come il dare importanza all’aspetto visivo delle cose: «La loro forza e abilità è sempre superiore alla mia: qualsiasi intervento che faccio mi sembra impuro e artefatto mentre la loro disciplina è onesta, non ha la pretesa di significare niente ma allo stesso tempo è molto evocativa». Evocativa fino al punto da toccare tutta la gamma emotiva dello spettatore, dalla basica alla complessa. Una partita che ci mostra uno frammento di esistenza, senza finzioni.
Cosimo Terlizzi chiede infine ai protagonisti che cos’è per loro la bellezza di una persona. E la risposta di Yanick, nella semplicità che possiedono solo le cose difficili, non tarda ad arrivare: «La bellezza è qualcuno che è naturalmente così, senza aggiungere altro».

Aurora ©CTERLIZZI

AURORA 
Invenzione ALESSANDRO SCIARRONI
Regia e montaggio COSIMO TERLIZZI

con Alexandre Almeida, Emmanuel Coutris, Charlotte Hartz, Matej Ledinek, Damien Modolo, Emanuele Nicolò, Matteo Ramponi, Marcel van Beijnen, Sebastiaan Barneveld, Dimitri Bernardi
musica Pablo Esbert Lilienfeld
consulenza drammaturgica, casting Sergio Lo Gatto

collaborazioni artistiche Francesca Foscarini, Francesca Grilli, Matteo Maffesanti, Eric Minh Cuong Castaing
styling Ettore Lombardi
luce Valeria Foti, Cosimo Maggini, Alessandro Sciarroni
sviluppo, promozione, consiglio Lisa Gilardino
amministrazione, produzione esecutiva Chiara Fava
casting, assistenza, ricerca Damien Modolo
ufficio stampa Beatrice Giongo
consulenza tecnico-sportiva Ettore Armani, Angelo De Meo, Aurora Zanolin
produzione Marche Teatro – Teatro di Rilevante Interesse Culturale avec le soutien de la Fondation d’entreprise Hermès dans le cadre de son programme New Settings in coproduzione con Mercat de les Flors / Torinodanza Festival / Kunstenfestivaldesarts – Les Halles de Schaerbeek / Théâtre National de Bretagne – Rennes e Comune di Bassano del Grappa – CSC Centro per la scena contemporanea / Centrale Fies / SZENE Salzburg nel quadro di APAP Advancing Performing Arts Project / Espace Malraux Scène Nationale de Chambéry et de la Savoie / VOORUIT / Tanzhaus NRW Düsseldorf con il supporto di CND – Centre Nationale de la Danse de Pantin / Graner Centre de Creació / Dansehallerne – Copenhagen produzione esecutiva Corpoceleste _C.C.00#

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