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Artissima 17
Torino

Intervista a Francesco Manacorda (di Francesca Di Giorgio)

Altro giro, altro regalo. Nuova sede, nuovo curatore. Artissima 17 sta per aprire i battenti con uno spettro aperto di possibilità date all’arte e alla cultura, a chi ne fa/ ne farà parte o a chi darà solo un’occhiata. Un “evento matrioska”, un dischiudersi di progetti contenuti da un unico grande spazio di 20.000 mq: l’Oval-Lingotto Fiere già sede dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006.
153 gallerie, sulla piazza internazionale dell’arte, si presentano nella tradizionale partizione in sezioni – Main Section, Present Future, New Entries – ma l’impronta curatoriale di Francesco Manacorda si respira dalle novità introdotte in un programma sfacciatamente culturale che mira a confrontarsi e a divenire spunto di progetti espositivi di livello museale…


Francesca Di Giorgio: Il primo segno di cambiamento arriva da una componente importante, la sede di Artissima 2010… È la forma (lo spazio dell’Oval-Lingotto Fiere) che asseconda il contenuto (le sue redini curatoriali) o viceversa?
Francesco Manacorda:
Le cose si sono influenzate a vicenda. Era mia intenzione sin dall’inizio avere contenitori nei contenitori (fisicamente o concettualmente) ma certo l’Oval ha ispirato quest’intenzione, offrendo spazio in più per realizzare un grande progetto-proposta per un museo sperimentale del futuro.

La scelta di una nuova location porta con sé alcuni cambiamenti, il più evidente nasce nell’ottica di voler mantenere l’“unità di spazio” per espressioni differenti: architettura, design, letteratura, cinema e danza. L’unico evento esterno per  Artissima Design, Visualising Transformation, a Palazzo Birago, nella sede della Camera di Commercio di Torino. Perché?
La Camera di Commercio collabora con Artissima da alcuni anni e ci tiene molto a ospitare una mostra legata alla Fiera nella sede situata nel centro storico della città. Per tre anni ha ospitato Artissima Fumetto, mentre quest’anno, anche per via del tema dello sconfinamento tra le arti, ho scelto di dedicare l’esposizione al design più sperimentale, che confina con il mondo dell’arte contemporanea. Questa scelta è stata anche dettata dal ricco arredo barocco del palazzo, che dialogherà con le creazioni di giovani protagonisti del design internazionale.

Tra le sezioni in cui si presentano le gallerie partecipanti, note al pubblico di Artissima, salta subito all’occhio Back to The Future, la sua impronta curatoriale.
Collezionisti e grande pubblico saranno messi davanti ad una selezione di opere di artisti italiani e internazionali attivi tra gli anni ’60 e ’70 che non hanno avuto un adeguato riconoscimento…

Ci tenevo ad avere una sezione di arte moderna che non fosse scontata e che rafforzasse l’identità di Artissima come fiera di scoperta (e in questo caso di “riscoperta”). Ho pensato a Back to the Future come una specie di macchina del tempo, un intero corridoio che riporti i visitatori indietro di 50 anni.

Alla nuova voce Programmazione culturale: Poesia in forma di rosa l’ispirazione porta ancora al passato, questa volta al clima dell’avanguardia storica… Cos’è la Casa delle contaminazioni?
È un progetto di Raumlabor, un collettivo di architetti e artisti di Berlino, che propone un’ipotesi di museo. Sarà come un modellino di un edificio realizzato a grandezza naturale composto da uno spazio danza, un cinema, una sala espositiva, un salone letterario e un centro di ricerca. L’ipotesi è costruita sulla possibilità dell’architettura di facilitare le collaborazioni tra arti diverse. Ogni spazio ha un programma realizzato da curatori diversi, che testeranno il “modellino” nei tre giorni della fiera usandolo ognuno in maniera inconsueta e innovativa.

Nelle ultime due edizioni il catalogo della Fiera si è distinto come un prodotto editoriale sui generis. Non un elenco di gallerie, e relative proposte, ma uno strumento da leggere. Come è stato concepito quest’anno?
Lo abbiamo scorporato in tre prodotti diversi: un’agenda a uso dei collezionisti con tutti i contatti delle gallerie e l’elenco degli artisti corrispondenti; un magazine con due sezioni: a piè di pagina le immagini di opere delle gallerie che formano uno storyboard della fiera, mentre nella parte alta si trovano saggi, articoli e testi che danno conto delle varie sezioni della fiera e del suo programma culturale; infine un catalogo “do it yourself”: daremo ai visitatori un raccoglitore vuoto da riempire con le pagine reperibili in ogni stand della fiera, per formare una sorta di diario della loro esperienza fieristica.

Quale linea è stata adottata invece per accogliere la tradizionale “sezione editoria”?
Abbiamo ridotto gli spazi per cui la selezione è stata ancora più difficile degli scorsi anni.
In fiera la sezione è in un’area che ospita altre sezioni della fiera. Tutte hanno a che fare con la carta stampata: il bookshop, il print shop che stamperà le pagine del catalogo “fai da te”.

La fiera in breve:
ARTISSIMA 17
Internazionale d’Arte Contemporanea a Torino
4 novembre 2010, presentazione alla stampa, anteprima collezionisti, inaugurazione
Ore 12.00 – Presentazione alla stampa
Ore 12.00 / 18.00 – Anteprima collezionisti (su invito)
Ore 18.00 – Inaugurazione (su invito)
5-6-7 novembre 2010, apertura al pubblico
Orario: tutti i giorni 12.00 – 20.00
OVAL – Lingotto Fiere
Info: +39 011 19744106
www.artissima.it

In alto, da sinistra:
Francesco Manacorda all’Oval, photo credit Max Tomasinelli
Oval Lingotto Fiere, photo credit Max Tomasinelli

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