SPECIALE ARTE & IMPRESA GRANDI GIARDINI ITALIANI #2

Intervista a Emanuele Montibeller di Matteo Galbiati

Accanto alla Valsugana si apre la Val di Sella, un luogo che, come il resto del Trentino Alto Adige, sprigiona la bellezza affascinante di paesaggi pressoché incontaminati. Qui, infatti, la Natura ha il privilegio di avvantaggiarsi di un rapporto rispettoso e deferente dell’uomo con il luogo in cui vive e lavora. Il paesaggio viene scrupolosamente conservato, non vituperato e maltrattato, permettendo quella circolarità (quasi) armoniosa del binomio uomo-natura. Questo ambiente si è reso, crescendo nel tempo con garbo e con precisa attenzione rispetto alle opere e agli artisti presenti, epicentro e motore di Arte Sella, progetto di Art in Nature che, grazie proprio alla forza evocativa delle opere strettamente legate all’ambiente che le riceve, è diventato esempio e modello di fama internazionale.

Arte Sella, amato e conosciuto anche da un vasto pubblico di non addetti ai lavori (in questo si denuncia ancor più il valore del suo modello), quest’anno festeggia i suoi primi trent’anni, in occasione di questa ricorrenza e della partecipazione a Grandi Giardini Italiani, abbiamo incontrato e intervistato il direttore artistico Emanuele Montibeller

Jaehyo Lee, 0121-1110=115075. Foto: Giacomo Bianchi. © Arte Sella

Jaehyo Lee, 0121-1110=115075. Foto: Giacomo Bianchi. © Arte Sella

In che circostanze nasce Arte Sella e come è cresciuto nel tempo?
Arte Sella nasce nel 1986: si tratta di una data forse non del tutto casuale, essendo in quello stesso anno accaduta la tragedia della centrale nucleare di Chernobyl. Fu un momento di passaggio assai significativo, che ha acuito la consapevolezza a livello globale dell’importanza del problema ecologico. Tale sguardo è stato da subito parte integrante del nostro lavoro, tanto che Arte Sella è riconosciuta come uno dei primi progetti europei dedicati interamente all’approfondimento del legame tra arte e natura. Nel tempo il progetto è cresciuto in modo esponenziale, partendo da una dimensione temporale e spaziale limitata, fino a diventare, in particolare negli ultimi dieci anni, un vero e proprio museo all’aperto ed uno dei progetti più riconosciuti a livello internazionale nell’ambito dell’Art in Nature.

Quali sono i tratti distintivi e unici di questo progetto?
Come già sottolineato, il legame inscindibile tra arte, uomo e natura è ciò che rende Arte Sella un progetto unico: l’artista non è più il protagonista assoluto dell’atto creativo ed è chiamato a leggere il mondo naturale attraverso tutta la complessità di cui è costituito – dal punto di vista storico, geologico, antropologico, ecc… – e di partire proprio da questa relazione per dare corpo al suo lavoro. Si tratta di mettere in discussione la presunta superiorità della specie umana sul mondo naturale e di ricollocare l’uomo e la sua capacità creativa all’interno di esso.

Onishi Yasuaki, Reverse of volume. Foto: Giacomo Bianchi. © Arte Sella

Onishi Yasuaki, Reverse of volume. Foto: Giacomo Bianchi. © Arte Sella

Che territorio coinvolge e a chi si rivolge?
Arte Sella è fortemente legata al luogo in cui il progetto è nato, la Val di Sella, valle laterale della più nota Valsugana. Questa dimensione locale, essenziale proprio per quanto detto in precedenza, non è mai stata tuttavia un orizzonte spaziale limitante per la crescita e lo sviluppo di Arte Sella. La dimensione internazionale è stata il filo conduttore che ha attraversato tutta la storia del progetto, sottolineata dalla presenza di centinaia di artisti provenienti da ogni continente. I legami che nel tempo si sono strutturati con artisti ed istituzioni portano Arte Sella a dialogare a diversi livelli, partendo dalla dimensione regionale fino a quella internazionale.
Dal punto di vista del pubblico a cui si rivolge, Arte Sella è un progetto trasversale, capace di mettersi in dialogo e di offrire un’esperienza unica ad un pubblico molto eterogeneo per formazione culturale, provenienza geografica ed età: l’Art in Nature ha la capacità di entrare in dialogo con ciascuno di noi, nell’unicità di ciascuno.

Quali meccanismi virtuosi si sono innescati con Arte Sella?
Da un punto di vista culturale Arte Sella ha contribuito, e contribuisce tuttora, a ridefinire un intero territorio, dimostrando praticamente come la creatività e la cultura siano possibilità reali di sviluppo per un’intera comunità. Un’intera generazione è cresciuta ed altre cresceranno nella consapevolezza che l’atto artistico sia una modalità di espressione alla portata di ciascun essere umano e che questo possa essere uno degli strumenti più potenti per costruire il futuro stesso della comunità.

Mi pare che, da progetto culturale bisognoso di investimenti, Arte Sella abbia saputo generare una sua micro-economia, con positive ricadute sul territorio che l’accoglie… Può svelarci qualche numero?
È difficile fornire dati precisi in relazione all’indotto economico generato da Arte Sella a favore del territorio: si tratta certamente di un contributo estremamente rilevante, considerato che ogni anno più di sessantamila visitatori si recano appositamente in una valle piccola e nascosta come la Val di Sella con lo scopo di visitare i nostri percorsi espositivi. Si tratta di un pubblico in costante crescita numerica e proveniente da un bacino sempre più ampio, nazionale ed internazionale, che riconosce in Arte Sella una destinazione unica. Questo flusso di visitatori genera benefici diffusi per tutta la Valsugana e per tutto il Trentino, non solo in chiave turistica, ma anche in termini occupazionali e di opportunità di crescita per nuove imprese e nuove professionalità.

Urs Twellmann, Bosco geometrico. Foto: Giacomo Bianchi. © Arte Sella

Urs Twellmann, Bosco geometrico. Foto: Giacomo Bianchi. © Arte Sella

Cosa significa entrare nel circuito di Grandi Giardini Italiani?
Significa in prima istanza creare relazioni con istituzioni che nel tempo hanno saputo valorizzare, ciascuna con la propria specificità e con la propria storia, il territorio in cui si trovano ad operare: è uno scambio di conoscenza e di esperienze che non può che contribuire alla crescita culturale e professionale di ciascun giardino.

Quali sono le sue aspettative per il futuro? Cosa si augura per l’istituzione che dirige?
Auspico che Arte Sella possa sempre avere la forza di generare novità, di accogliere nuovi linguaggi, di proporre nuove letture e possibilità di relazione con il mondo naturale, attraverso lo strumento della creatività.

Arte Sella. The Contemporary Mountain
Località Val di Sella, Borgo Valsugana
www.artesella.it

Intervista tratta dallo Speciale Arte & Impresa su Espoarte #93.

Leggi la parte #1 dello Speciale.

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