BOLOGNA | Quartiere Fieristico

Un ritratto di Claudio Spadoni

Intervista a Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti
di Francesca Di Giorgio*

Mentre Arte Fiera, dopo la conferenza stampa di venerdì scorso, si appresta ad inaugurare nel segno di David Bowie – grande attesa per giovedì 28 gennaio, data dell’opening e della performance (con musiche dal vivo di Maurizio Baglini) di Lindsay Kemp, coreografo e danzatore, che collaborò con Bowie per Ziggy Stardust – abbiamo fatto due chiacchiere con Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti. Hanno storie diverse e una vita professionale separata ma, da quattro anni, formano una sorta di “duo” curatoriale diventando la firma di Arte Fiera Bologna. L’edizione 2016, in corso dal 28 gennaio al 1 febbraio, segna i 40 anni di uno degli appuntamenti più longevi con il mercato dell’arte (e non solo) italiano e ci siamo fatti raccontare dai due direttori qualcosa di più sulla strada fatta fino a qui…

Un ritratto di Giorgio Verzotti

Fate parte di un progetto che ha una lunga storia alle spalle…
Claudio Spadoni: La direzione di una fiera d’arte è stata per me un’esperienza inedita, assieme, poi, ad un altro curatore come Giorgio Verzotti, col quale non avevo mai avuto, precedentemente, l’opportunità di lavorare, temevo che sarebbe stato necessario un periodo di rodaggio. Debbo dire che, invece, si è stabilita subito una felice concordanza sugli obiettivi da raggiungere…
Giorgio Verzotti: Ci siamo inseriti in una struttura già molto articolata, con persone di grande esperienza, e in un settore che non era propriamente quello che frequentavamo abitualmente. Abbiamo imparato presto ad osservare l’opera d’arte da un altro punto di vista, quello del mercato, che fino ad allora avevamo frequentato solo marginalmente. Dopo quattro anni credo che abbiamo accumulato una buona esperienza in questo senso.

Immagino che abbiate dovuto conciliare i vostri principi e pratiche curatoriali, e la vostra esperienza personale in gallerie ed istituzioni, con la “macchina fieristica” bolognese…
C.S.:
Certo, venivamo da percorsi diversi, per formazione e curriculum. Ma, forse, anche per questo, penso di poter dire che ci siamo ben integrati. Giorgio con la sua identità di critico e curatore al Castello di Rivoli e al Mart e da parte mia con una formazione da storico che, oltre ad insegnare, aveva sempre lavorato per Istituzioni pubbliche e, in particolare, con una direzione decennale del Museo di Ravenna.
Proprio queste nostre diverse storie professionali ci hanno consentito di vedere Arte Fiera non solo per la sua peculiarità mercantile ma anche come un importante appuntamento culturale.
G.V.: In effetti non è stato facilissimo, all’inizio. I galleristi prima erano i nostri compagni di strada, l’oggetto delle nostre recensioni, i prestatori delle nostre mostre, sono diventati ora i nostri clienti… Come direttori di Arte Fiera non possiamo più lavorare con i galleristi privati come facevamo prima, sarebbe un conflitto di interessi. Quindi è cambiata la natura del nostro rapporto lavorativo con loro.

Giovanni Castell Aporie 52 2014 C-print on diasec face, 130x170 cm Ed. 9+2AP Courtesy: Galleria Alessandro Casciaro

Quali sono le scelte che pensate siano state determinanti a caratterizzare l’indirizzo della Fiera in questi ultimi anni? A quali pensate di aver contribuito maggiormente con la vostra direzione?
C.S.:
Intanto abbiamo cercato di dare un nuovo impulso alla manifestazione puntando a restituirle o quantomeno a rafforzare un’identità che sembrava un po’ sbiadita, anche per il proliferare di altre fiere. Abbiamo fin da subito concordato di puntare sul made in Italy, ma sempre in un confronto vigile con l’attualità internazionale. Puntare sull’arte italiana in un sistema dell’arte nazionale, come tutti sanno, gravemente penalizzato sul piano delle risorse come su quello della legislazione, poteva sembrare una scommessa arrischiata. Ma oggi possiamo dire di averla azzeccata, o se si preferisce, che siamo stati fortunati visto il grande rilancio internazionale che ha avuto l’arte italiana, come confermano le esposizioni in prestigiosi musei europei e americani di diversi nostri protagonisti, e ancora, le quotazioni sorprendenti nelle grandi aste internazionali.
G.V.: Abbiamo lavorato molto al miglioramento qualitativo di Arte Fiera, vagliato la qualità delle opere esposte, interferito, se possiamo dire così, con i propositi dei galleristi espositori, abbiamo cercato di dare organicità alla fiera più o meno come se lavorassimo alla selezione delle opere in vista di una grande e unica mostra collettiva. Abbiamo anche aperto all’internazionalità ma su un progetto specifico, che è stato prima l’Est Europa, poi il Medio Oriente. Quest’anno però celebriamo l’Italia, per i quarant’anni della prima e più ampia fiera italiana. Ma proseguiremo. Abbiamo inoltre sottolineato il carattere curatoriale delle scelte in Fiera, accompagnandola con mostre dal taglio scientifico.

Jacob Hashimoto More About Perception and Consciousness 2015 122 x 244 x 20 cm bambù, Dacron, carta, nylon, acrilico e pigmenti / bamboo, Dacron, paper, nylon, acrylic and pigments foto / photo Michele Alberto Sereni courtesy Studio la Città, Verona

La mostra Arte Fiera 40, dedicata all’importante anniversario, è un ulteriore dichiarazione di intenti.
C.S.:
La mostra che festeggia la quarantesima edizione di Arte Fiera, a partire dalla prima inaugurata nel 1974, presenta una campionatura di una quarantina di protagonisti dell’arte italiana, dai maestri più celebrati del primo ‘900 alle figure di primo piano delle generazioni successive. Occorre precisare che la scelta è caduta sugli artisti importanti che hanno registrato un alto numero di presenze nella storia della Fiera, grazie alle gallerie che ne hanno costantemente promosso il lavoro. Dunque la mostra è insieme anche una storia delle gallerie, protagoniste fondamentali di ogni fiera assieme appunto agli artisti che rappresentano e ai collezionisti. Anche questa, dopotutto, come le altre mostre allestite nelle precedenti edizioni – Storie Italiane curata da Laura Cherubini e Lea Mattarella, Il piedistallo vuoto e Too early too late curate da Marco Scotini – confermano il carattere, per così dire, più curatoriale che abbiamo inteso dare alla manifestazione.
G.V.: Abbiamo scartabellato tutti i cataloghi di Arte Fiera per sezionare 45 artisti fra quelli più presenti nelle diverse edizioni, quindi più premiati dal mercato italiano. Però abbiamo fatto anche delle scelte ”nostre”, da curatori quali siamo, quindi la mostra è molto “oggettiva” con diversi interventi “soggettivi”, nel quadro di quanto Bologna, la città e non solo la Fiera, ha prodotto in termini di città d’arte. Fra le chicche, tre “pezzi da museo” con le opere di grandi dimensioni di Burri, De Maria e Schifano, insieme ad altre bellissime “minuzie” come il piccolo bozzetto di Savinio per una scenografia.

Galleria L'ARIETE Bologna Ettore Frani 'Cattedrale' 2015 cm100x100 olio su tavola. Courtesy L'Ariete Arte Contemporanea

Luigi Ontani ErmeEstetica San SebastianSagittario 1995 Ceramica di Faenza, altezza 176 cm, diametro base 52 cm Courtesy: Galleria dello Scudo

Ogni anno si fanno scommesse su defezioni e ritorni in Fiera…
C.S.:
Credo che possiamo dirci soddisfatti degli importanti “recuperi” di gallerie di prestigio, per quanto abbiamo dovuto constatare che qualche galleria, da diversi anni, da prima cioè del nostro incarico, ha optato per un altro profilo di Fiera. Com’è naturale che sia. Ma l’edizione 2016 vede alcuni importanti, quasi insperati, rientri, oltre ad un numero accresciuto di espositori nonostante i criteri selettivi adottati ancora più rigorosi.
G.V.: Sì, ogni anno c’è chi va e, fortunatamente, chi torna. Fra queste gradite presenze: Lia Rumma, Studio la Città, Galleria Milano, Emilio Mazzoli, per citare solo i “contemporaneisti” come li chiama il nostro amico Massimo Di Carlo, della Galleria dello Scudo.

*Intervista tratta dallo speciale “Cultura Reloaded. Parola ai direttori” sul numero #91 di Espoarte

Arte Fiera 2016 – 40° edizione
Direttori artistici Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti

29 gennaio – 1 febbraio 2016

Quartiere Fieristico di Bologna
Ingresso: Ovest Costituzione
Orari: da venerdì 29 a domenica 31 dalle 11.00 alle 19.00
lunedì 1 febbraio dalle 11.00 alle 17.00

Info: www.artefiera.it

 

La mostra:

Arte Fiera 40
a cura di Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti

Pinacoteca Nazionale di Bologna
via delle Belle Arti 56

28 gennaio – 28 marzo 2016

Una selezione di capolavori provenienti dalle Gallerie, come risultato di un lavoro di consultazione di documenti d’archivio per individuare le presenze più assidue, gli artisti più esposti e quelli di maggior successo, e proporre uno spaccato dell’arte filtrato dal punto di vista del mercato

www.pinacotecabologna.beniculturali.it

Collezione Permanente del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Giovanni Minzoni 14

28/29 gennaio 2016

Una selezione di opere acquisite da BolognaFiere, dai maestri indiscussi degli anni Settanta fino ad artisti che hanno cominciato a operare negli anni Novanta. Insieme a loro, sono presentati esponenti delle nuove generazioni a ribadire l’importanza che Arte Fiera ha dedicato alla ricerca dei più giovani

www.mambo-bologna.org

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