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Come ogni anno Arte Fiera Art First è tra gli eventi simbolo che aprono la stagione fieristica distinguendosi come vetrina, punto di incontro e scambio per il mondo dell’arte italiana e internazionale. Da poco conclusa, ha visto impegnate oltre 200 gallerie – di cui un terzo straniere – sul fronte dell’arte moderna e contemporanea. Rispetto ad un discusso 2009 si respira un clima decisamente ottimista confermato dalla direttrice artistica Silvia Evangelisti che ha riassunto in poche battute la sua soddisfazione «Arte Fiera 2010 è stata – a detta di tutti: stampa, collezionisti, visitatori ed espositori – una bella edizione. Questo risultato è stato possibile anche e soprattutto per l’impegno delle gallerie, che hanno presentato bellissime opere in stand allestiti con rigore e gusto. Ciò dimostra come le gallerie abbiano affrontato con coraggio il periodo di crisi, non facendosi vincere dalla paura di non vendere, ma – al contrario – impegnandosi come mai per testimoniare la forza e la qualità dell’arte. Arte Fiera, ed io personalmente, non può che ringraziare per questo grande lavoro».
La parola passa, allora, ad alcune delle gallerie partecipanti…


Da sinistra: Jacopo Mazzonelli, dittico, 2009, giradischi con forchetta, bicchiere con zucchero, specchio e telefono con audio in loop, cm 120x220x40. Courtesy Paolo Maria Deanesi Gallery. Daniel Glaser / Magdalena Kunz, “Barnaby”, 2009, tecnica mista, cm 120x60x180, ed. 1/5. Nicola Samorì, 2010, tecnica mista su tela, cm 300×200. L’ARIETE artecontemporanea Bologna.

Paolo Maria Deanesi – Paolo Maria Deanesi Gallery, Rovereto (TN)
«Il riscontro è stato molto positivo a livello di interesse riguardo tutte le proposte presentate (grande affluenza nello stand per tutti i giorni di fiera e non solo di curiosi…!!!), anche gli affari sono andati bene soprattutto considerando il periodo non propriamente felice.
Per quanto mi riguarda questa volta hanno fatto la parte da leone Federico Pietrella con il suo famoso lavoro con i timbri e la mia giovane proposta Jacopo Mazzonelli (entrato nell’occasione in una delle più importanti collezioni italiane) il suo Dittico un’installazione sonora con giradischi, forchetta, bicchiere e telefono con voce registrata ha suscitato un costante interesse, grande curiosità ed apprezzamento».

Pietro Gagliardi – Gagliardi Art System, Torino
«Nonostante le condizioni atmosferiche domenicali abbiano ridotto l’afflusso di pubblico, l’affluenza generale mi è sembrata eccellente. Per quanto riguarda i collezionisti, si sono avviate parecchie trattative su lavori importanti e si è effettuata qualche vendita. Siamo comunque lontani dal poter considerare di essere ritornati ai livelli di euforia di qualche anno fa, tuttavia sembra essere digerita o superata la fase di stallo conseguente alla crisi economica.
Sono particolarmente soddisfatto dell’interesse suscitato da tutti gli artisti presenti in fiera: Davide Coltro, Paolo Consorti, Giuliana Cunéaz, Daniel Glaser / Magdalena Kunz, Miha Strukelj, Jelena Vasiljev, Fabio Viale. I loro lavori hanno interessato sia i collezionisti sia gallerie e curatori internazionali. A livello di pubblico non si può tralasciare che davanti all’opera “Barnaby” di Glaser e Kunz era costante un assembramento di persone».

Patrizia Raimondi – L’Ariete artecontemporanea, Bologna

«Siamo soddisfatti della nostra partecipazione ad Arte Fiera 2010, che abbiamo trovato molto ben organizzata e impostata dalla direttrice artistica Silvia Evangelisti, nel segno della continuità, ma anche della sempre migliore qualità delle proposte.
Circa il pubblico, l’affluenza è stata superiore alle previsioni e questo è un segnale positivo in un momento delicato come quello attuale.
Abbiamo ritrovato i nostri visitatori e collezionisti abituali, che non mancano mai questo appuntamento annuale.
Ma anche fasce ampie di nuovi interessati, soprattutto giovani fra i 25/30 e i 40/45 anni, che stanno guardando all’arte contemporanea come ad un investimento interessante e meno insidioso di altri.
Una osservazione: che in un momenti di caduta verticale dei valori come quello attuale, non sia proprio l’estetica artistica a conservare i caratteri di un possibile riferimento culturale e un motivo di riflessione personale? Ci pare che, fra gli artisti contemporanei, alcuni giovani abbiano colto questa sensazione e, superando i facili effetti fra marketing e trite trasgressioni, stiano percorrendo strade più impegnative e più interessanti.
Fra le opere che nel nostro stand hanno riscosso il maggiore interesse – oltre al video New Italians dei Lemeh42, giovani vincitori del Premio Iceberg 2009 – i dipinti su rame di Nicola Samorì, in cui l’artista rivisita la grande pittura antica, decostruendo l’immagine attraverso la liquefazione del colore, per un ritorno all’origine della forma che fallisce il tentativo di diventare narrazione. Oppure costruisce grandi figure assemblando, strappando e riunendo frammenti e pigmenti in una continua rivisitazione anatomica e iconografica».


Da sinistra: Adelita Husni-Bey, “Sketch per Gaza”, 2009, tecnica mista su carta, cm 30×20. Hans Hartung, “Composition”, 1952, olio su tela, cm 49×81

Corrado Gugliotta – LAVERONICA, Modica (RG)
«LAVERONICA ha appena concluso la sua prima esperienza fieristica bolognese nella sezione Giovani Gallerie. Il bilancio è positivo sia per l’affluenza di pubblico che per l’interesse dimostrato dai collezionisti. Nonostante la crisi dei mercati, le vendite reggono e fanno sperare. Personalmente sono molto soddisfatto del successo di critica e dei complimenti ricevuti dagli addetti ai lavori che hanno apprezzato il lavoro dei giovani artisti presentati. Le opere di Adelita Husni-Bey e Nicholas Jeffrey hanno conquistato il pubblico attento di Arte Fiera. In particolare l’acquerello di Adelita Husni-Bey, “Sketch per Gaza”, scelto anche per l’immagine del catalogo, è stato apprezzato da visitatori e collezionisti (uno di quest’ultimi se lo è aggiudicato proprio nei primi giorni di Fiera)».

Davide Mazzoleni – Galleria d’Arte Mazzoleni, Torino
«Arte Fiera Art First Bologna rappresenta uno degli eventi fieristici più importante a livello nazionale e internazionale per le gallerie, configurandosi anche come un momento di confronto tra i diversi esponenti del mondo dell’arte e, soprattutto, tra la domanda del pubblico e l’offerta delle gallerie.
Rispetto alle manifestazioni degli ultimi anni ho riscontrato un considerevole aumento di pubblico, che indica un maggiore e ritrovato interesse nei confronti dell’arte dopo un anno in cui le priorità e gli investimenti dei nostri potenziali clienti erano rivolti a superare un momento imprenditoriale delicato. L’attenzione del collezionista si rivolge sempre più alla ricerca di opere di artisti storicizzati, la cui produzione, se da una parte è già considerevolmente apprezzata dalla critica, dall’altra si colloca su un segmento di mercato stabile, ma con un’interessante possibilità di crescita. Per questa ragione, il nostro stand ha voluto presentare una selezione delle opere dei più grandi maestri informali italiani ed europei, con particolare attenzione alla loro qualità e al periodo di realizzazione. In modo particolare, abbiamo voluto esporre diverse opere del maestro Alberto Burri, che possono essere considerate dei classici del moderno, in quanto nella loro dimensione sospesa e affascinante sanno evocare le inquietudini e le spaccature esistenziali di un’epoca storica, ma anche dell’uomo di oggi, trasformando la concreta e vissuta fisicità dei materiali della realtà.
Il pubblico ha mostrato grande interesse nei confronti delle ultime estroflessioni del maestro Agostino Bonalumi. L’opera “Rosso, 2010, estroflessione e acrilico su tela, 120×90 cm” riprende un tema a lui caro sviluppato negli anni Settanta, mentre “Argento, 2010, estroflessione e acrilico su tela, 70×90 cm” si configura come una vera e propria novità per l’utilizzo di una tonalità argento, che ha catturato l’attenzione di diversi collezionisti.
Infine, una menzione particolare va alle opere del pittore Salvatore Mangione, in arte Salvo, a quei paesaggi densi di memorie e suggestioni, in cui l’artista offre dei notturni spezzati da coni di luce dei lampioni, che tanto hanno incantato i visitatori».


Da sinistra: PaciArte Contemporary, stand Bologna 2010. Federica Schiavo Gallery, panoramica Bologna 2010

Giampaolo Paci – PaciArte Contemporary, Brescia
«L’impressione è più che positiva, sia da parte del pubblico che del collezionismo.
Gli artisti maggiormente richiesti dal pubblico sono Sandy Skoglund e Michal Macku.
Sandy Skoglund attraverso le sue scenografie create manualmente, ci trasporta in un mondo surreale e fantastico, le sue opere sono caratterizzate da una straordinaria quantità di oggetti, di forme e di colori.
Nelle sue installazioni si sforza di trovare un equilibrio tra la fantasia e la realtà. Introducendo elementi irreali o insoliti in una scena ordinaria produce un effetto spiazzante e divertente, ma per l’artista la fantasia è un modo di vedere la realtà interrogandosi su quello che prendiamo per scontato.
Nelle sue opere è presente un conflitto, è come se gli uomini avessero creato un mondo che è fuori controllo e gira intorno ad essi.
Definire le sue opere è un problema non da poco. Sono sculture, oppure installazioni, o fotografie di installazioni e sculture? Quel che le sue immagini ci mostrano è tutto vero? Sicuramente sì, ma non nel senso comunemente inteso: si tratta piuttosto di una True Fiction. Niente viene infatti manipolato con il photoshop e tutto si mostra per quel che realmente è.
Creato il suo magico paesaggio, e dopo aver inserito alcune persone reali che paiono vivere con assoluta normalità tale angolo da paese delle meraviglie, Sandy effettua numerosi scatti fino a sceglierne uno solo. Un’unica immagine di grande formato diventerà infatti la testimonianza del lungo lavoro, durato magari quasi un anno, necessario per creare simili luoghi un po’ da sogno, un po’ da incubo.
Michal Macku ha raccolto il favore del pubblico grazie alla sua personale tecnica fotografica chiamata glass gellage; il suo nuovo lavoro artistico attraverso il quale trasferisce la tecnica fotografica su vetro, dando vita alla fotografia-scultura.
Tale tecnica consiste infatti in una complessa rimozione chimica dell’emulsione di gelatina dalla sua pellicola fotografica, per trasferirla su vetro, rielaborando completamente gli esiti visivi precedenti. Questa strategia riconducibile a una dialettica di decostruzione/ricostruzione, consente di operare similmente alle modalità del collage, con una finalità metamorficamente imprevedibile, in cui la pelle della fotografia rinasce una seconda volta, rigenerata e ricomposta liberamente dalle mani dell’artista. L’artista usa il suo corpo nudo per iniziare un’esplorazione interiore».

Federica Schiavo – Federica Schiavo Gallery, Roma

«Il nostro bilancio per la partecipazione ad Art First 2010 è sicuramente positivo dandoci anche un importante incentivo a continuare la nostra ricerca. Essendo, la nostra, una galleria molto giovane è stato interessante avere l’attenzione di un pubblico particolarmente attento al lavoro di artisti, italiani e non, molto giovani e in generale alla linea di ricerca della galleria.
La risposta del collezionismo alle nostre proposte è stata gratificante anche perché insieme ai collezionisti che ci seguono dall’inizio abbiamo avuto l’occasione di “acquisirne” di nuovi pronti a darci fiducia. Gli artisti più seguiti e richiesti nel corso della fiera sono stati Gabriele Porta, Andrea Sala e Jay Heikes ma su tutte l’opera “Everything in it’s right place” di Rob Sherwood, vincitrice del premio Euromobil 2010, è stata una vera e propria attrazione».

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