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BOLOGNA | Museo internazionale e biblioteca della musica | 16 aprile – 15 maggio 2016

Al Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna apre oggi la personale di Penelope Chiara Cocchi intitolata Avatar in cui l’artista, dopo una ricerca incentrata su una riflessione sul ricordo e la memoria nei luoghi dimenticati, per l’occasione analizza il rapporto, spesso stretto e pieno di rimandi, esistente tra musica e arte visiva.
Il titolo scelto per l’esposizione si riferisce ad una riflessione che pensa al nostro corpo come una speciale “mappa” in cui si rispecchia l’immensità dell’universo, con il complesso sistema di leggi biologiche, fisiche, chimiche e matematiche che lo regolano al pari di ogni altro elemento presente nel cosmo.
Cocchi avvia la sua indagine dal concetto secondo il quale “siamo polvere di stelle” e quindi connette le differenti analogie tra le micro e macro strutture cosmiche (i nessi neuronali come radici di alberi ad esempio) per trovare poi le similitudini tra i suoni dell’universo e le primordiali e originali forme di musicalità.
Studia le origini della musica per ricavarne la sua codifica armonica, il suo essere diventata linguaggio scientifico e strutturato secondo regole e principi, pur derivando da un insieme di suoni liberi, non definiti e svincolati da schemi o regole.
Avendo presenti gli studi e i trattati teorici della scuola pitagorica, di Platone e di Keplero, il lavoro dell’artista in questa installazione si mostra come una “tassonomia del movimento” alla ricerca di un ritmo universale posto alla base della sostanza delle cose, un elemento che sa disvelare l’occulta anima del mondo.

Penelope Chiara Cocchi, Nebulosa occhio

Penelope Chiara Cocchi, Nebulosa occhio

Se già per i Greci esistevano analogie e connessioni tra musica e astronomia per una coincidenza di leggi matematiche e per un’attribuzione sonora specifica ad ogni pianeta secondo la cosmologia, abbiamo modo di comprendere come l’armonia cosmica delle parti si ritrovi nella coscienza di una musica universale trasformata in arte dall’uomo.
Nel libro d’artista e nei dischi in vinile, realizzati appositamente per questa mostra, Penelope Chiara Cocchi confronta, nel segno di questo spostamento tra macro e micro, le energie delle galassie astronomiche che, nelle neuroscienze, ritornano nelle similari sinapsi cerebrali con l’irradiazione della loro energia vitale; la chiocciola si abbina a vortici galattici seguendo il principio matematico della sezione aurea che dà proporzioni alle cose nelle differenti scale di grandezza.
All’interno del museo si ammira anche un’installazione di sfere trasparenti che, a differenti scale di grandezza, si contengono una nell’altra e rimandano all’intreccio tra le sfere celesti (esterne e intoccabili) e le sfere minori (la “musica delle sfere”) che costituiscono il senso delle creazioni umane.
A completamento della mostra lo speciale libro d’artista rende, quindi, testimonianza del confronto analitico tra istanze mitologiche, archetipiche e cosmologiche: immagini, riflessioni individuali e citazioni filosofiche e letterarie si contaminano e confondano in un’incessante trasformazione che attraversa il passato e rimanda – spesso anticipandolo – il futuro.

Avatar. Dialogo con l’Universo. L’Origine della Musica. Di Penelope Chiara Cocchi
a cura di Olivia Spatola
libro d’artista in esemplare unico di Historica Edizioni 

16 aprile – 15 maggio 2016
Inaugurazione 15 aprile 2016 ore 19.00 

Museo internazionale e biblioteca della musica
Strada Maggiore 34, Bologna 

Orari: da martedì a venerdì 9.30-16.00; sabato e domenica 10.00-18.30; chiuso il 1° maggio

Info: +39 051 2757711
museomusica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/musica

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