TORINO | Riccardo Costantini Contemporary | 11 febbraio – 19 marzo 2016

intervista a AQUA AURA di Chiara Serri

Ci sono titoli e titoli. Alcuni hanno poca importanza, altri sono l’esito di un lungo percorso di ricerca. In poche parole, a volte in una sola, si cristallizza un mondo, che acquista suono ed immagine. Scintillation – spiega Aqua Aura – è un termine prevalentemente scientifico, riferibile alle dinamiche dello sguardo e ai fenomeni distorti della percezione di entità labili o inconsistenti, ovvero la traduzione scientifica dell’esperienza che abbiamo dell’invisibile. Una nuova produzione, quella presentata da Riccardo Costantini Contemporary, che riduce le componenti “drammatiche” lasciando campo ad atmosfere sospese, in cui la visione diviene stupore.

LIQUID STILL LIFE #2, 2015, stampa digitale su carta cotone Hahnemuehle, montata su alluminio, cornice floccata, cm 150x130x8

LIQUID STILL LIFE #2, 2015, stampa digitale su carta cotone Hahnemuehle, montata su alluminio, cornice floccata, cm 150x130x8

Come si potrebbe tradurre il termine Scintillation nel tuo lavoro?
Come illusione ottica o sensoriale, quell’attimo fuggente nel quale catturiamo l’impressione di entità altrimenti impercettibili.

Rispetto alle opere della precedente produzione, nella mostra allestita da Riccardo Costantini, la sublime grandezza della natura sembra lasciare campo ad un’atmosfera magica, a paesaggi maggiormente onirici, dove la visione diventa stupore…
Questo nuovo ciclo di lavori parte da un assunto magrittiano, ovvero che la profonda natura dell’arte sia quella di incarnare un enigma che lo spettatore è chiamato a risolvere. Le domande che orientano la mia ricerca sono sempre: quello che sto osservando cos’è? Quale il soggetto profondo che traspare dalla superficie dell’immagine? Rispetto alla precedente produzione, le nuove immagini mi sembrano caleidoscopiche “macchine della visione”. Continua invece la riflessione sull’opera come “assoluto altrove”, un meta-luogo tanto veridico e convincente quanto parossistico e paradossale. Usi i termini “stupore” e “onirico” per definire i lavori. L’opera rimane per me il luogo dell’estrema meraviglia, così come in epoca barocca veniva concepita quale “macchina delle meraviglie”. Per quanto riguarda il termine onirico… non so. Penso più vicino alla mia visione l’idea di ipnotico.

ELUSIVE LANDSCAPE #2, 2015, Stampa digitale su carta cotone Hahnemuehle, montata su alluminio, cornice floccata cm 88×13

Il progredire del lavoro ha comportato una rimodulazione degli aspetti tecnici?
Il procedimento è rimasto sostanzialmente inalterato. Scelta dei ritagli da scatti di base, progettazione e costruzione dell’immagine seguono le stesse dinamiche dei precedenti lavori, anche se i tempi di elaborazione digitale sono quasi raddoppiati. Il contesto e, in qualche modo, il clima delle immagini hanno invece subito un’evoluzione, nei termini di una maggiore sospensione dell’atmosfera, di una riduzione delle componenti “drammatiche” e di una maggiore lucidità del dettaglio allo scopo di ottenere un iper-realismo che volevo straniante. La modellazione 3D è effettivamente una novità per quel che mi riguarda. La trasformazione di immagini bidimensionali in paesaggi a tre dimensioni sta portando risultati interessanti. Nella serie Scintillation viene utilizzata per la costruzione di “oggetti enigmatici”, come ad esempio le gocce vetrificate.

WARPED PASSAGE, 2015, Stampa digitale su carta cotone Hahnemuehle, montata su alluminio, cornice floccata, cm 100x123x8

Il percorso della mostra, dedicata per intero alla serie Scintillation, comprende anche un trittico del 2013. Il dialogo tra le opere?
Le opere recenti sono debitrici di una germinazione avvenuta nel corso del tempo in serie precedenti, a volte in singoli lavori, attraverso cui ho approfondito riflessioni e atmosfere che acquistano piena cittadinanza in questa nuova raccolta di immagini.

L’importanza delle cornici?
Le cornici, floccate, derivano da un procedimento usato soprattutto nell’industria automobilistica che fornisce alle superfici trattate un’epidermide vellutata. L’intenzione, più volte sfiorata in opere precedenti, è sostanzialmente quella di costruire l’opera come un unicum estetico. Immagine e cornice, insieme, formano un oggetto ellittico che si sposta dal territorio visivo a quello tattile e ritorno, senza soluzione di continuità. Volevo una pelle dell’opera che suggerisse all’osservatore il forte desiderio del contatto con essa. È curioso notare come il pubblico, una volta scoperta la superficie vellutata delle cornici, cerchi di accarezzarla con le dita, con fare circospetto e un po’ colpevole!

Veduta della personale Scintillation da Riccardo Costantini Contemporary a Torino

Veduta della personale Scintillation da Riccardo Costantini Contemporary a Torino

Una delle opere esposte nasconde un segreto…
Si, The Cage ha in effetti una doppia valenza narrativa. È all’apparenza l’immagine di un iceberg fluttuante sulla superficie del mare. Se ci si dà abbastanza tempo, però, si scopre che l’iceberg emerso racchiude al suo interno una casa nera, leggermente inclinata, imprigionata e appena percettibile oltre gli strati di ghiaccio. L’idea era quella di costruire una rappresentazione che nascondesse un’altra rappresentazione, più profonda e velata. Se si desidera possedere l’interezza dell’opera ed entrare nell’intima natura dell’immagine, allora bisogna darle tempo, bisogna darci tempo perché questa “rivelazione” si compia.

THE CAGE #1, 2015, stampa digitale su carta cotone Hahnemuehle, montata su alluminio, cornice floccata. cm 82x101x8

Aqua Aura, Scintillation
Testo critico di Michele Bramante

11 febbraio – 19 marzo 2016

Riccardo Costantini Contemporary
Via Giolitti 51, Torino

Orari: da martedì a sabato 11.00-19.00, chiuso il lunedì

Info: +39 011 8141099
riccardocostantini65@gmail.com
www.rccontemporary.com

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