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NAPOLI | Villa Pignatelli – Casa della fotografia | 6 aprile – 31 maggio 2013

di FRANCESCA CAPUTO

Il mistero dell’esistenza – nel fluire continuo di vita e morte, tenebre e luce, dono e sacrificio – scandisce le sale di Villa Pignatelli a Napoli, dove si ripercorre la ricerca di Antonio Biasucci, iniziata nei primi anni ’80, attraversando parte dei suoi cicli fotografici più importanti.

La sperimentazione di nuovi linguaggi, la ricerca dell’opposto, in un universo di simboli e relazioni, è il tratto d’unione di questi scatti, frutto di un medesimo progetto, uno stesso sentire, che nasce dal desiderio di scoperta delle cose fondamentali del vivere, cancellando il superfluo. Il nero “primigenio” è un punto di partenza imprescindibile, solo dopo la luce illumina e mette in risalto l’essenziale, un’immagine necessaria.

La scansione ritmica, temporale e narrativa delle opere in mostra, ruota attorno ai tre temi nodali della sua poetica ed è annunciata sin dal titolo 3/3. Sacrificio, Tumulto. Costellazioni. Una chiave di lettura che si estende anche alla sintassi espositiva, intima, raccolta e fortemente scenografica (voluta e allestita dallo stesso artista assieme a Giovanni Francesco Frascino), tributo agli insegnamenti del teatro sperimentale di Antonio Neiwiller.
Un percorso che rivela istanti potenti, che appartengono al presente e al remoto, cristallizzando lo spazio sospeso tra il visibile e l’invisibile.

I lavori sul cibo primario e popolare per antonomasia, (Pani, 2012), rappresentano un’epifania della nascita, per i quattro elementi naturali che lo compongono. Emergendo dall’oscurità, si trasfigurano in immagini misteriose: meteoriti, crateri lunari, pianeti, placente, grembi materni. Così come, le curve sinuose, morbide, dei corpi femminili (Madri, 1995-2002), prendono quasi le sembianze di forme di panificazione. Entrambi donano la vita.

Metafora insieme di fertilità e distruzione è Magma (1998). Scatti ravvicinati di lava che ribolle, si gonfia sino ad esplodere, trasformando incessantemente la materia, gli elementi primordiali delle viscere della Terra. Rimanda a un tempo arcaico, al tumulto della creazione, nascosto nelle orbite dei vulcani attivi. Anche Res. Lo stato delle cose (2004), riflette sul senso della catastrofe, raccoglie resti e relitti di civiltà e culture.

Nella sezione dedicata agli Ex-voto (2006-2007), tutte le gamme del nero e dei forti contrasti della luce, sembrano accarezzare, per dettagli minimi, le speranze racchiuse in questi oggetti. Le grazie ricevute assumono un’apparenza sospesa nel tempo e nello spazio, restituendo un altrove magico e sacro.

Non c’è nulla di folcloristico in queste visioni, neppure in Vapori (1982-87), che avvolge il rito di sopravvivenza contadina dell’uccisione del maiale, o nella serie Vacche (2000). Animali da sempre presenti nella storia degli uomini, diventano paradigmatici di una ricerca sulla natura delle cose.

Volti (2006-2010), è una riflessione sulla morte, un’allegoria disperata dell’esistenza umana. I calchi di tribù africane realizzati negli anni Trenta dall’antropologo Lidio Cipriani, conservati al Museo di Antropologia di Napoli, si trasformano nell’emblema dei tanti migranti che attraversano il Mare Nostrum, in cerca di speranza. Dal nero profondo emergono le fisionomie spettrali, gonfie, quasi cancellate, di chi cerca di rimanere a galla.

Il viso umano è protagonista anche di Lastre, la sua più recente opera. Sono matrici di ritratti, realizzati dal padre, fotografo di matrimoni, evidenziandone i ritocchi fatti a mano per eliminare imperfezioni e rughe. Il volto è allora presenza emozionale e concreta della precarietà del vivere.

Antonio Biasiucci. 3/3. Sacrificio Tumulto Costellazioni

6 aprile – 31 maggio 2013

Villa Pignatelli – Casa della fotografia
Riviera di Chiaia 200, Napoli

Orari:  Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 14,00 – Chiuso martedì
Ingresso € 2,00

Info: +39 081 669675 – 7612356 (Museo Pignatelli)
sspsae-na.pignatelli@beniculturali.it
www.polomusealenapoli.beniculturali.it

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