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Anna Galtarossa. Skyscraper Nursery

di Elena Baldelli


“Art-Prize x 30” (lo speciale sul numero #69 – Espoarte/febbraio-marzo) continua i suoi appuntamenti sul web, per approfondire il mondo dei premi d’arte contemporanea.
Marzo ha segnato, tra i suoi impegni legati al mondo della promozione di giovani artisti, la personale di uno dei tre vincitori dell’edizione esordiente di Premio Moroso. Anna Galtarossa si impossessa dello showroom
newyorkese di Moroso inaugurando una nursery di grattacieli scalmanati in attesa di crescere; un ironico aiuto al sistema edilizio del paese durante la crisi, arricchito dal tocco femminile dell’artista veronese…
Le prossime date del viaggio internazionale di Moroso saranno a Colonia (aprile) e a Londra (ottobre) con le relative personali di Martino Gamper e Christian Frosi. Ora, però, soffermiamoci sulla prima tappa del Premio parlando con Anna Galtarossa del percorso effettuato sino a New York e del progetto Skyscraper Nursery

Elena Baldelli: Come hai vissuto l’iter del Premio?
Anna Galtarossa: Ti sto scrivendo mentre sono ancora in piena produzione! Sono stati due mesi molto intensi ed emozionanti…

Premio Moroso ti ha offerto la possibilità di re-interpretare il suo showroom di New York e tu, per l’occasione, hai presentato il progetto Skyscraper Nursery. Cosa vuoi rappresentare con un asilo per grattacieli?
I grattacieli hanno un potere immenso sul mio inconscio, assomigliano ad entità semidivine e non riesco ancora a capire come vengano costruiti. Secondo me nascono piccoli e poi crescono. Visto il periodo di crisi, ho pensato di dare una mano e di costruirne un po’ anch’io…
Skyscraper Nursery è un’immagine di rinascita. Ho pensato che lo showroom Moroso potesse essere un asilo nido perfetto dove i grattacieli bambini possano essere liberi di scatenarsi e saltare tra divani e poltrone, perché sono piccoli… quindi non riescono a stare fermi. L’architettura è sempre stata maschile, sia nei materiali che nelle forme; non penso esistano grattacieli “femminili” nel mondo. La mia è un’esplorazione di genere, costruisco grattacieli utilizzando metodi di lavoro tradizionalmente femminili, ma aggiungo anche vita e sensualità all’architettura attraverso il movimento e i materiali utilizzati.

Skyscraper Nursery pone al centro della discussione un’icona metropolitana, il grattacielo. Ad una lettura immediata, elemento fortemente in contrasto con le Divinità domestiche, tuo precedente progetto che sembra rimandare, invece, ad una cultura tribale.
Che connessioni si possono trovare tra questi due aspetti del tuo lavoro?

Anche New York è una tribù… non vedo differenza tra “tribale” e “metropolitano”.

Nei tuoi lavori si nota una forte componente sartoriale… Com’è nata questa passione?
Con l’esplorazione della mia identità. Cercando di dare spazio e senso alla mia femminilità.

Non è la prima volta che voli a New York… Come ti sei trovata a lavorare all’estero? Quali caratteristiche hai personalmente riscontrato nel rapporto artista-pubblico-istituzioni-gallerie?
Sono undici anni che abito part-time a New York e non potrei fare a meno della sua energia!
L’ecosistema è semplice: l’artista cerca di vendere al pubblico, di mangiare nelle istituzioni e di alleggerire il portafogli del suo gallerista!

La mostra in breve:
Anna Galtarossa. Skyscraper Nursery
Showroom Moroso
146 Greene Street, New York
Info: info@morosousa.com
Inaugurazione giovedì 3 marzo 2011 dalle ore 15.00 alle ore 18.00
4-26 marzo 2011

Anna Galtarossa, “Skyscraper nursery”, 2010, photocredit Alessandro Paderni

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