MILANO | AICA Andrea Ingenito Contemporary Art | Fino all’8 aprile 2016
NAPOLI | 16 aprile – 14 maggio 2016

di CARLOTTA PETRACCI

Non sono pennelli, ma armi da fuoco – 44 magnum, fucili, colt – a catturare il dinamismo di un colpo intrappolandolo nel moto curvilineo di una lamiera industriale. Una progressione di spari ritmati e calibrati dalla forte valenza tecnica e simbolica, contraddistinguono il lavoro di Angelo Brescianini, del suo inno alla velocità e della sua costante ricerca tra spazio-luce e forma. In mostra a Milano e Napoli, alla galleria AICA, con una ventina di sculture in acciaio, alluminio e rame, Brescianini è un autore che ha saputo interpretare in maniera assolutamente personale i linguaggi degli anni Cinquanta e Sessanta, dalla Pittura-oggetto all’Arte cinetica-programmata, raccogliendo l’eredità di Lucio Fontana tanto quanto degli Shooting Paintings di Niki de Saint Phalle, manifestando l’esigenza di andare oltre il gesto pittorico in favore dell’istantaneità e della naturalezza della manifestazione di un’idea.

Angelo Brescianini, N.85 spari pistola cal 556, lastra-d'acciaio inox, 80x80 cm

Angelo Brescianini, N.85 spari pistola cal 556, lastra-d’acciaio inox, 80×80 cm

Una fredda lastra metallica diventa una tela iridescente o monocroma su cui imprimere colpi di pistola. Quella di Brescianini è una ribellione statica e astratta che emerge dopo un lungo percorso che, attraverso l’arte cinetica, approda ad una produzione plastico-pittorica di “quadri sculturali”, che nascono dall’immediatezza del gesto. Da Lucio Fontana a Turi Simeti, tra anticipatori e “militanti”, l’immaginario che va dall’Astrattismo allo Spazialismo, al cosiddetto Rigorismo – neologismo con cui vennero identificati, nella mostra all’Istituto Italiano di Cultura di New York, un gruppo di pittori-scultori italiani che dagli anni Cinquanta hanno lavorato sull’esaltazione di materia, colore e forma – si fa composito. Angelo Brescianini però fugge ogni definizione. Pur dialogando con le lacerazioni inferte alle tele da Fontana, la sua esperienza rappresenta un’evoluzione delle sperimentazioni balistiche di Niki de Saint Phalle, a cui si aggiunge una riflessione sulla luce, sulla meraviglia che si prova nel vederla correre lungo le estroflessioni e introflessioni create dai proiettili.

Angelo Brescianini, Senza titolo, due lastre acciaio inox, diametro 132

Angelo Brescianini, Senza titolo, due lastre acciaio inox, diametro 132

L’istantaneità dell’idea in Brescianini raggiunge la superficie con la velocità di un colpo di arma da fuoco, seguendo il rituale di un cecchino. Tiri esatti da cui scaturiscono composizioni geometriche che oltrepassano la gestualità impulsiva e brutale per farsi razionalità pura, precisione e pulizia formale capaci di immetterci in una vibrante tridimensionalità, attraverso la scomposizione della luce su una materia che programmaticamente viene “violentata”. Poliedrico, capace di sconfinare tra generi e discipline – dagli inizi negli anni Sessanta nell’ambito dell’Arte Informale, all’abbandono di tele e colori in favore della scultura negli anni Settanta, alle opere cinetiche degli anni Ottanta, fino alle Espansioni dei primi Duemila – arte, artigianato e design, Brescianini utilizza i proiettili come colori, scolpendo l’acciaio, il rame e l’alluminio ed espandendoli, creando delle dilatazioni visive in grado di dialogare con lo spazio circostante, restituendoci degli oggetti fluttuanti di pieni e vuoti. Rosso, blu, giallo, bianco e nero, oltre ai materiali naturali, sono le tinte ricorrenti delle sue opere. Una riduzione primaria che funge da traccia, per continuare a interpretare in chiave anche pittorica la sua produzione.

Angelo Brescianini. L’Angelo e la pistola

AICA Andrea Ingenito Contemporary Art
Via Massimiano, 25 – Milano

17 marzo – 8 aprile 2016
Info: +39
02 36798346

AICA Andrea Ingenito Contemporary Art
Via Cappella Vecchia 8/A (P.zza dei Martiri) – Napoli

16 aprile – 14 maggio 2016
Inaugurazione venerdì 15 aprile, ore 18.30
Info: +39 081 0490829
www.ai-ca.com

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