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LODI | Bipielle Arte | 8 settembre – 21 ottobre 2012

di CLAUDIA BERNAREGGI

Quello che capita al pittore di fronte alla tela vuota non è una cosa da dare per scontata. Il pittore spesso è come se pensasse con le mani. C’è una perfetta affinità tra il pensiero e le mani. La materia in sè è estremamente comunicativa. Voglio pensare che questa sensazione che il materiale restituisce al pittore durante l’esecuzione possa poi essere conservata nel tempo, una volta che il quadro è pronto.

Queste poche frasi rubate alla video intervista ad Andrea Mariconti, intitolata Memorie della materia, delineano in maniera estremamente incisiva il matrimonio tra azione ed emozionalità intimamente congiunto al lavoro dell’artista. I testi stessi che accompagnano il primo significativo percorso antologico dell’artista lodigiano, non possono esimersi dall’effettuare un’attenta analisi delle sue parti costitutive e della loro relazione con l’opera finita.

Diventa quindi imprescindibile, per comprendere al meglio la ricerca pittorica (e scultorea) di Mariconti, considerare la terra, la cenere e l’olio combustibile esausto, non tanto metafore o simboli di un qualcosa ma, come l’artista stesso tiene a sottolineare, pure essenze, elementi che vivono e che portano con sé un proprio passato ed un proprio significato. Lavorare con questi materiali diventa per Mariconti una vera e propria fase esperienziale, in cui l’uno deve letteralmente scendere a patti con l’essenza dell’altro. L’allestimento della mostra lodigiana, basato su un principio logicamente cronologico, elenca di fatto anche i cicli di queste esperienze materiche, dapprima contrastanti, grumose, crostose fino alla lacerazione, poi lineari, armoniose, bituminose ed ancora, infine, concrete al punto di diventare scultura.

La fratturazione non rimane però un concetto legato alla sola materia, ma si estende all’intero assetto dell’opera, a partire dalle colature di bianco e dalle composizioni destrutturate “ad origami” fino ai non finiti, in cui a fratturarsi è il processo pittorico, focalizzato su un preciso punto narrativo ed indifferente alla volontà di contestualizzarlo, come nel ciclo Aleifar. A sovrapporsi, come per chiudere il cerchio di questa lettura stratificata, vi è il concetto del tempo ed assieme, della memoria. In ciascun materiale, in ogni manipolazione, in ogni soggetto, come in ogni non finito, l’aspetto temporale della conservazione del ricordo di ciò che è stato rimane una costante imperativa che coinvolge la biografia dello stesso artista, delle persone che si sono relazionate con ciò che cenere fu, che hanno reso esausto quell’olio, che hanno calpestato, lavorato, annusato quella terra, e dell’uomo in senso ampio, del suo passaggio e delle tracce che questo passaggio ha generato. Storia Naturale, esposizione che si conclude con una serie di sculture che diventano come il culmine della trattazione di questi principi, ripristina il rapporto emozionale dell’uomo con la sua terra, una terra colma di passato e di storia, della quale sempre più spesso se ne dimentica il valore.

Andrea Mariconti. Storia Naturale
testi di Emanuele Beluffi e Flaminio Gualdoni

Inaugurazione venerdì 7 settembre, ore 18.00
8 settembre – 21 ottobre 2012

Bipielle Arte
Via Polenghi Lombardo, Lodi
con la collaborazione di Galleria Federico Rui, Milano

Orari: martedì-venerdì 16.00-19.00 | sabato, domenica e festivi 10.00-13.00 | 16.00-19.00 | lunedì chiuso
Info: bipiellearte@fondazionebipielle.it
www.fondazionebipielle.it

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