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NAPOLI | Galleria Umberto Di Marino | 26 ottobre – 5 dicembre 2012

di BEATRICE SALVATORE

Potremmo definire la pittura, e specificamente la pittura di Ana Manso, giovane artista portoghese (Lisbona, 1984), l’incontro, in una nuova dimensione, tra soggettività e regola (quella dettata dalla téchne), tra riflessione teorica e “accadimento” della pratica. Forse, questo la pittura insegna: che l’una non può prescindere dall’altra, nel tentativo di “comprensione” della realtà.
Così la tela, il supporto, fanno da specchio, quasi un modello, una rappresentazione del mondo e delle tensioni che lo animano, provando a tracciarne un senso, in bilico tra tempo, evoluzione, “creatività” e fisicità del gesto. La pittura qui, potremmo dire, si pone, attraverso il corpo stesso dell’artista, il suo gesto appunto, come una sorta di spartiacque tra la storia, intesa come processo in continua evoluzione e trasformazione e la ricerca di un tempo assoluto (come essenza), non fermo ma carico di universalità.

Questi sembrano essere i riferimenti degli ultimi lavori di Ana Manso, raccolti in questa mostra dal titolo, appunto, transition and duration. Ana Manso, raccoglie, in qualche modo, i segni e gli elementi del “movimento” del reale, del suo farsi tempo e “oggetto”, astraendone i contenuti, azzerandone il significato (in senso linguistico), ma introducendo un elemento nuovo, puro ed essenziale: la carica soggettiva, i movimenti emozionali e psichici, che, quasi entrando in collisione producono poi nuovi equilibri. Tutto avviene sulla tela che diviene s-velamento (quasi nel senso fisico del velo) e traccia.

La pittura di Manso, infatti procede per trasparenze, sovrapposizioni di “ombre” e scarti improvvisi che cercano armonie e spazio. Sulla tela tutto si compone, tutto si legge, il bisogno di uno spostamento, di una ricerca nuova e la drammaticità della casualità, del necessario.

La pittura, qui, diviene movimento e al tempo stesso ricerca di stabilità. Non a caso l’artista introduce in questa esposizione un oggetto, simbolo di quella “regola”, della téchne (la nostra logica?) che ci avvolge e ci apre però al mistero: piccole tessere del domino, spazio del “gioco” proprio di regole e casualità che divengono qui un elemento di quell’incontro cercato tra realtà e soggettività, una sorta di objet trouvée improvviso e carico di sorpresa e necessità.

La sua ricerca dello spazio (quello quotidiano in cui dipinge e quello della tela stessa) si traduce, in mostra, con il “desiderio” di esplorare altri confini: i dipinti divengono allora un wall drawing che sembra racchiudere in sé, insieme, l’ansia di conoscenza, un senso “arcaico” della pittura (i segni sono scarni, essenziali, quasi a voler sottolineare una “struttura” delle cose e del pensiero) e un sentimento di fragilità e di ricerca di un equilibrio tra “leggerezza” e forma.

 

 

 

Ana Manso
transition and duration

Galleria Umberto Di Marino
Via Alabardieri 1 P.zza dei Martiri, Napoli

26 ottobre – 5 dicembre 2012

Orari: lunedì – sabato 15.00 20.00

Info: + 39 081 060 9318
umberto.dimarino@fastwebnet.it
www.galleriaumbertodimarino.com

 

 

 

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