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MILANO | Triennale di Milano | 11 settembre – 9 novembre 2014

di MATTEO GALBIATI

Intreccio con filato Lurex ®La mostra Textile vivant, presentata la scorsa settimana in Triennale a Milano, costituisce, pur nella sua non “facilità” di lettura, un’ottima occasione per comprendere le finalità di un luogo “ibrido” come la Triennale. Ibrido, perché questo progetto rappresenta molto bene quella vocazione multidisciplinare e polisettoriale che contraddistingue da sempre le attività di questo spazio. Se siamo abituati a vedere esposizioni di moda, architettura, arte, design… in questo progetto li troviamo sommati in un momento solo e sono, qui, indagati attraverso la lettura del mondo del tessile.
Del resto – come ha sottolineato più volte Eleonora Fiorani nel suo discorso introduttivo alla mostra – il tessile, e la sua industria, ha rappresentato l’epicentro scatenante della rivoluzione industriale e, in particolar modo in Italia, ha costituito il motore trainante nell’economia del dopoguerra, affermando nel mondo le specifiche qualità e unicità del made in Italy.
Si diceva non facile, proprio perché i percorsi che qui s’intrecciano sono molteplici e vanno dalla ricerca scientifica alla moda, dalla produzione industriale di alta qualità al design, dalle applicazioni in svariati settori all’arte: spunti diversi che restituiscono una possibilità di coinvolgimento di un pubblico allargato che accontenta sia il tecnico e l’appassionato, sia il creativo e l’artista. Ognuno riesce a cogliere le specificità del proprio interesse, ma può anche contemplare altre implicazioni che rimandano lo sguardo su scelte curiose quanto meticolosamente individuate.

Textile vivant, allestimento della mostra, Triennale Milano (Afran)

Snodo cruciale di questo progetto è proprio la strategica e calibrata fusione tra gli elementi tecnici con quelli più liberi e originali, dati dal design e dall’arte, che portano ad un allestimento contaminante dove l’esposizione dei nuovi filati e dei nuovi materiali sembra portare ad installazioni di un autore contemporaneo e, viceversa, quelle degli artisti, appaiono come un campionario tecnico o una prova di comunicazione “commerciale”. Il percorso della mostra diventa “sensibile”, una verifica quasi performativa, un viaggio esperienziale.
Il progetto lascia leggere, del resto, una fase di studio e preparazione evidentemente accurata che si è tradotta in una scelta e selezione attenta di quanto proposto e organizzato.
Stone Island, Mussola prismaticaAttenzione massima si pone sui temi, veri principi chiave interpretati dai curatori, dagli studiosi e dai tecnici che hanno dato i propri contributi, dell’innovazione e della ricerca, della sperimentazione e dell’avanzamento dell’high-tech – in mostra ci sono materiali presentati in anteprima rispetto al diffusione commerciale – nel sistema produttivo. Tutti elementi che hanno inciso su questo settore, che deve diventare ancora posizione chiave e volano per il rilancio economico del nostro paese. Non per niente si guarda proprio a quei distretti del tessile che, in Italia, hanno rappresentato da sempre il meglio della nostra produzione che resta di altissima qualità, non solo per la moda, ma anche per gli innumerevoli altri campi di impiego.
Il tessuto può essere considerato come una seconda pelle, un filtro con cui ci presentiamo al mondo, diventa “corpo vivente” e modo per  abitare il conetsto che ci sta attorno. La mostra, coniugando aspetti tecnici a valori simbolici, restituisce del filato un’immagine estremamente poetica e trasmette una particolarissima sensibilità che non si determina solo attraverso potenzialità tecnologiche, ma porta il tessuto ad accompagnarci anche attraverso stimoli sensoriali, cognitivi ed estetici ad estensione del nostro abituale campo percettivo.
A completare questo articolato progetto espositivo vanno ricordate anche due iniziative collaterali: la prima, domani, in occasione della settimana della moda, nell’atrio della Triennale si terrà Candiani Denim Symphonie, “concerto” accompagnato dal telaio musicale di Candiani; la seconda, il 24 ottobre, con un importante convegno dedicato in cui si farà il punto sullo stato dell’innovazione nel settore tessile.

Textile vivant. Percorsi, esperienze e ricerche del textile design
a cura di Giovanni Maria Conti, Barbara Del Curto, Maria Grazia Soldati, Eleonora Fiorani
allestimento a cura di Peter Bottazzi
grafica a cura di Rossana Gaddi
in collaborazione con INSTM Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali, AIMAT Associazione Italiana d’Ingegneria dei Materiali, Dipartimento di Chimica Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Laboratorio Industriale Pugliese dei Plasmi (LIPP), Archivio Gianni Bologna, Archivio Biblioteca Tremelloni, Base, Fibretec, Texpoint

Creativi e artisti: Nanni Strada, Carlo Rivetti, Deda Barattini, Ivana Margherita Cerisara, Ilaria Beretta, Afran

Aziende: Candiani, Canepa, Dainese, Eurojersey, Forza Giovane Art, Gavazzi, Lurex NextMaterials, RadiciGroup, Res, Slam, Stone Island, Zegna Baruffa Lane Borgosesia, ZIP GFD 

11 Settembre – 9 Novembre 2014

Triennale di Milano
Viale Alemagna 6, Milano 

Orari: da martedì a domenica 10.30-20.30; giovedì 10.30-23.00; lunedì chiuso (la biglietteria chiude un’ora prima delle mostre)
Ingresso €6.00; €5.00; €4.00 

Info: Triennale di Milano
+39 02 724341
www.triennale.org

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