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MILANO | Triennale Design Museum | 5 settembre – 5 ottobre 2014 

Ritratto di Lina Bo Bardi, Kamakura (Giappone), 1978 Foto © Instituto Lina Bo e P.M. Bardi, São PauloLa mostra, nata da una collaborazione tra Arper e Triennale Design Museum e dedicata alla versatile personalità dell’italo-brasialiana Lina Bo Bardi (1914-1992), si presenta come una reinterpretazione della sua opera, vista e riletta attraverso i lavori dell’artista Madelon Vriesendorp, i film di Tapio Snellman e le fotografie di Ioana Marinescu.
Non la solita mostra monografica o antologica, quindi, ma qualcosa di più: questa esposizione cerca, infatti, di porre attenzione tanto sul contributo dato dalla versatile e attenta creatività di Lina Bo Bardi rispetto a ricerche che vivono oggi ancora una grande attualità, quanto sulle influenze che ha saputo esercitare sia sugli artisti che sui progettisti contemporanei.
Esplorato intensamente il Brasile, sua terra d’adozione, per assorbire e comprendere la sua cultura, lei ha sempre sostenuto che un paese avrebbe dovuto edificare le proprie identità fondandole sulle sue radici culturali: in questo senso l’installazione di Madelon Vriesendorp intende proprio celebrare l’approccio progettuale e culturale di Lina Bo Bardi che ha, tra l’altro, organizzato svariate esposizioni dedicate all’arte popolare brasiliana.
Pensando alla sua idea di valorizzazione della cultura originaria, Vriesendorp, per questo lavoro, ha compiuto una selezione di svariati oggetti presi dai mercati di Salvador de Bahia e, dopo aver condotto un workshop con persone del luogo, soprattutto bambini, alla Solar do Unhão, ha selezionato alcune loro opere ora esposte in mostra.
Si aggiungono poi le giganti figure Exu che, divinità afro-brasiliane simbolo di movimento ed equilibrio, sono la connessione tra il mondo materiale e quello spirituale e alcune grandi mani di carta che, indicando citazioni tratte dagli scritti della Bo Bardi, riprendono i disegni di mani – con l’indice proteso in avanti – che lei appuntava accanto a dettagli degni di attenzione nei suoi schizzi, disegni o progetti.

Lina Bo Bardi, Bardi's Bowl Chair, progetto 1951, prodotta per la prima volta da Arper, edizione limitata

Tapio Snellman, invece, nei suoi film non cerca una spiegazione dell’architettura di Bo Bardi, ma presenta le costruzioni come semplici oggetti dislocati nello spazio-ambiente reale. In altre due proiezioni esplora poi la vita presso il SESC Pompéia, centro culturale di San Paolo realizzato da Bo Bardi, che testimoniano come lo spazio si trasformi in base ai movimenti delle persone che lo animano.
A questi si accostano poi un video che riprende  lo scorrere della vita e delle attività di San Paolo riflessi in una pozza d’acqua, mentre su altri tre piccoli si osservano rispettivamente: una sinfonia di materiali, textures e colori del mondo di Lina Bo Bardi; la sua ispirazione ripresa dalla vita quotidiana di Salvador de Bahia; la Solar do Unhão che lei ha trasformato in laboratorio museo (dove sono stati ospitati i workshop di Madelon Vriesendorp).
La linea del tempo e il documentario del 1980 su Lina Bo Bardi accompagnano il visitatore sino alla fine della mostra e lo portano addentro al mondo intimo e riservato della Casa de Vidro di San Paolo, edificio che oggi ospita l’Instituto Lina Bo e Pietro Maria Bardi. Tanto il film di Tapio Snellman, quanto gli scatti di Ioana Marinescu riportano all’atmosfera della casa privata, della sua residenza, luogo dove Bo Bardi lasciava convivere oggetti di ogni genere dai giocattoli alle opere d’arte fino ai materiali di riciclo.
Da non dimenticare la celebre Bardi’s Bowl Chair, poltrona divenuta icona e disegnata da Lina Bo Bardi nel 1951, che oggi viene prodotta in edizione limitata per la prima volta da Arper.
La mostra, itinerante, prima di approdare a Chicago, arriva a Milano dopo le tappe di Londra, Vienna, Basilea, Parigi, Stoccolma e Amsterdam.

Lina Bo Bardi: Together
a cura di Noemí Blager
exhibit design Assemble
timeline Renato Anelli 

Artisti: Lina Bo Bardi, installazione di Madelon Vriesendorp, film di Tapio Snellman, fotografie di Ioana Marinescu

5 settembre – 5 ottobre 2014     

Triennale di Milano
Viale Emilio Alemagna 6, Milano 

Orari: da martedì a domenica 10.30-20.30; giovedì 10.30-23.00
Ingresso libero 

Info: www.triennale.org
www.linabobarditogether.com/it/
www.bardisbowlchair.arper.com/it/

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