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MILANO | Giacomo Guidi Arte Contemporanea | 11 marzo – 10 maggio 2014

di ILARIA BIGNOTTI

Alfredo Pirri, Arie, 2014, 208x108 cm Foto Giorgio Benni Courtesy Galleria Giacomo Guidi, MilanoCeci n’est pas une plume… Ma materia pittorica, organismo che prende forma, vorticoso corporeo, sublime materiale.
Il prestito magrittiano, opportunamente scardinato, si presta bene a introdurre il lavoro di Alfredo Pirri (1957) negli spazi di Giacomo Guidi a Milano.
Infatti, se si rivolge alle piume la ricerca dell’artista declinata nelle dieci opere inedite che compongono la mostra Arie, questi leggeri elementi diventano metafora stratificata e rimandano a più d’una traiettoria dei voli pindarici della poetica e della pratica di Pirri.
In realtà la tecnica, lenta e meticolosa, fatta di diversi passaggi, più che la leggerezza documenta l’intenso e gravido lavoro artistico di Pirri, le cui opere, battaglie ed esplosioni cariche di presagi dai colori vividi, contraddicono così l’apparente levità dell’oggetto indagato, le piume.
Queste, infatti, opportunamente trattate, sono applicate sul verso di supporti di plexiglas colorato in pasta attraverso l’utilizzo di resine speciali; successivamente, sono spolverate con pigmenti puri, lavate e, infine, ritoccate con vernici acriliche a pennello. Al bordo interno delle cornici delle dieci opere, infine, è demandato il compito di riflettere e fondere, in una nuova declinazione di colori, la cromia del plexiglas e delle piume stesse, in un gioco di rimandi cromatici che l’uno con l’altro verificano le rispettive persistenze.
A loro volta le dieci opere dialogano con lo spazio circostante, assorbono e mutano con la luce dell’ambiente, respirando le diverse intensità e rarefazioni dell’atmosfera. Noi stessi, corpi pesanti di passaggio, siamo chiamati a verificare con il nostro sguardo e con la nostra presenza fisica, l’immobile eppure mutevole dibattersi delle piume delle teche, in un gioco di schermature e di rivelazioni che fa di questi lavori degli ibridi barocchi tra pittura e scultura, tesi tra la fascinazione dello schermo e la profondità della terza dimensione, complice il vorticare bloccato – eppure in apparente movimento – delle piume che si fanno luminosi guizzi cromatici.

Alfredo Pirri. Arie, Galleria Giacomo Guidi, Milano Foto Giorgio Benni Courtesy Galleria Giacomo Guidi, Milano

Non a caso, le opere della serie si intitolano Arie e giocano con la vorticosità rapida e impalpabile dell’oggetto, ma anche concettualmente con l’impossibile definizione di ciascuna opera, dell’arte in genere, leggera perchè mutevole e imprendibile nella sua complessità, quando vera.
Il mistero, l’enigma, il dichiararsi attraverso il confondersi; e ancora, il potere evocativo dell’opera rispetto alla sua presenza materica, il continuo conflitto tra finitezza e non finito, conflitto che dallo studio al luogo dell’esposizione sempre “tortura” e sollecita il lavorio dell’artista; il vortice bloccato, la stasi di un moto perenne che anche laddove parrebbe com-preso dall’occhio del pubblico, infine sfugge nella sua totalità. Temi e questioni eterni dell’arte che Pirri, con Arie, traduce in immagini tese tra astrazione cromatica e individuazione dell’oggetto che poi si contraddice: ceci n’est pas une plume.

Alfredo Pirri. Arie

11 marzo – 10 maggio 2014

Galleria Giacomo Guidi Milano
Via Antonio Stoppani 15 C, Milano

Orario: da martedì a sabato 11.00-13.30 e  15.00-19.30; lunedì su appuntamento

Info: +39 02 91477463; +39 348 7474286
info@giacomoguidi.it
www.giacomoguidi.it

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