VENEZIA | Chiesa di San Nicola da Tolentino | Dal 27 maggio 2016

Albero Gianfreda (1981), giovane scultore milanese, ha realizzato un grande intervento di arte sacra predisponendo, per la bellissima Chiesa di San Nicola da Tolentino a Venezia, un nuovo altare e un nuovo ambone.
Dialogando con gli storici ambienti della chiesa veneziana, davanti allo stupefacente altare policromo, vera e propria maestosa macchina scenica liturgica, ha collocato la sua creazione costituita da una mensa connotata da una superficie opalescente dove si addensano piccole “gemme” in Okite® azzurra e grigia, e sono proprio questi componenti che, rifrangendo la luce, fanno vivere e pulsare questo altare proiettano piccoli bagliori lucenti sull’assemblea presente. Inoltre, in prossimità del piano superiore, i segni cromatici si addensano aumentando la loro concentrazione e, accentuando l’intensità del riverbero, producono un metafisico effetto di sollevamento che sottolinea la separazione tra l’altare e la mensa.
La creazione di Gianfreda risponde pienamente ai nuovi dettami della liturgia, come recita, infatti, l’adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica n.17 del 1996 della CEI:

“Rendere possibile la celebrazione rivolti al popolo … e consentire di girarvi intorno e di compiere agevolmente tutti i gesti liturgici ad esso inerenti.”

Alberto Gianfreda, altare e ambone, vista d'insieme, Chiesa di San Nicola da Tolentino, Venezia

Alberto Gianfreda, altare e ambone, vista d’insieme, Chiesa di San Nicola da Tolentino, Venezia

Nello spazio esterno al presbiterio, in prossimità dell’assemblea è posizionato invece l’ambone, che, elemento di superamento del sepolcro vuoto da cui è uscito il Cristo risorto, Gianfreda propone come pagina frontale sulla quale adagia un drappeggio in Okite® lavorata in una tramatura che, fitta, sottile e flessuosa, si adagia morbida e modificabile sulla struttura rigida sottostante. L’insieme apre ad evocazioni iconografiche differenti che vanno dall’ala dʼangelo annunciante alla parola che si diffonde nell’ambiente.
I due poli liturgici, altare e ambone, oltre a rispettare ed assolvere allo scopo cui sono destinati, rientrano perfettamente nel quadro delle ricerche e del linguaggio dell’artista che delinea aspetti e modelli della giovane scultura contemporanea. Del resto le sue creazioni scrivono, nelle forme e nei materiali da lui prescelti, i temi fondamentali del suo sguardo volto ad innervare la staticità canonica della scultura con il movimento, le forze invisibili, la transitorietà passante della realtà impermanente del mondo.
In questi due progetti Gianfreda lascia emergere l’uso dell’Okite®, materiale “industriale” con il quale riesce a catalizzare il riverbero luminoso e, grazie ad un attenta ricerca cromatica, ad armonizzare le due opere scultoree con il tessuto storico della Chiesa dei Tolentini e, di rimando, anche con la tradizione artistica veneziana.
Inoltre, Alberto Gianfreda, lavorando sia su materiali tradizionali che innovativi corrispondenti alla dimensione del contesto familiare, riesce a collegare entrambe le opere a quella dimensione domestica e di convivio che il valore e la funzione liturgica cristiana ottemperano, ponendo attenzione sull’identità e il recupero dei valori del sistema sociale attuale.

L’altare e ambone della Chiesa di San Nicola da Tolentino. Opere di Alberto Gianfreda
a cura di don Gilberto Sabbadin e don Marco Scarpa
consulenza architettonica architetto Giovanna Ferrari
consulenza liturgica architetto Francesca Leto
consulenza storico-artistica prof. Andrea B. Del Guercio
approvazione e consulenza Diocesana architetto Gianmatteo Caputo, Delegato dell’Ufficio Diocesano Beni Culturali Ecclesiastici
realizzato con il contributo e la collaborazione di Okite®

Da venerdì 27 maggio 2016 ore 10.00

Domenica 29 maggio
Eucaristia con benedizione dell’altare e dell’ambone ore 11.00
inaugurazione dell’opera alla presenza dell’autore ore 11.50 

Chiesa di San Nicola da Tolentino
Campo dei Tolentini, Venezia 

La produzione e l’istallazione delle opere si inseriscono nel Progetto A.R.T., Advanced Refrigeration Technology. Nutrimento e conservazione dell’arte
a cura dell’Ufficio di Pastorale della Cultura e dell’Università del Patriarcato di Venezia
in collaborazione con la Cattedra di Storia dell’Arte Sacra e Contemporanea prof. A. B. Del Guercio dell’Accademia di Brera Milano e la Commissione Beni Culturali della Diocesi di Milano 

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