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VENEZIA | GALLERIA ALBERTA PANE

Intervista ad ALBERTA PANE di Francesca Di Giorgio*

Nata e cresciuta a Venezia, Alberta Pane, durante le giornate d’apertura della 57. Biennale d’Arte ha aperto una nuova sede della galleria che porta il suo nome a Parigi.
Un ritorno, quindi, più che un debutto, nella sua città natale da cui è partita parecchi anni fa e che del lungo periodo parigino ha saputo far tesoro: la formazione tra stage in musei e gallerie fino al lavoro come direttrice della Guida Mayer (catalogo delle vendite all’asta) e, ovviamente, l’apertura di una sua galleria.

Ritratto di Alberta Pane

Ritratto di Alberta Pane

Il legame forte con Venezia, quindi, esiste da sempre anche se la città, a parte la grande “macchina” delle Biennali, non è certo votata al contemporaneo. Alberta Pane scommette sul suo potenziale e sulle collaborazioni da instaurare con le altre realtà, vecchie e nuove, che propongono arte contemporanea in Laguna. A proposito, infatti, del rapporto tra Venezia e l’arte contemporanea, uscire fuori dai confini di galleria è uno degli obiettivi. «Tra le vocazioni primarie della galleria: l’internazionalità, basti pensare agli artisti che rappresento in galleria. Vorrei anche creare una rete di scambi tra gallerie in modo da aumentare la diffusione e la visibilità del lavoro dei miei artisti. Il lavoro sul territorio e sul tessuto urbano in cui ci si va ad inserire resta importantissimo, ma lo sguardo rivolto all’internazionale rimane imprescindibile…».

Anche la mostra d’apertura Le Désir va in questa direzione…
Il pensiero di Gilles Deleuze sul desiderio, definito come un concatenamento da cui scaturisce uno stimolo alla produzione, è l’incipit ed il fil rouge della mostra.
L’intento è quello di tessere un insieme di congiunzioni libere tra gli artisti, invitandoli ad esprimersi in relazione allo spazio espositivo, ma soprattutto a focalizzarsi sul loro pensiero e su quelle che sono le loro ricerche attuali. Liberamente.
La mostra presenta le opere di sette artisti della galleria realizzate appositamente per il nuovo spazio: Michelangelo Penso ha portato sculture ispirate alla scienza ed ai microorganismi; Christian Fogarolli presenta due lavori che indagano un possibile rapporto dell’arte con metodi curativi e con teorie medico scientifiche. Aggiungo che le opere di Fogarolli sono state realizzate in seguito a ricerche che l’artista ha condotto in istituzioni mediche e case di cura mentale. Le sculture vegetali di Marie Denis creano sulle pareti dei disegni evocanti delle calligrafie silvestri; Marcos Lutyens, il cui lavoro è visibile anche a Palazzo Fortuny nella mostra Intuition, ha realizzato una performance per l’opening; Romina De Novellis presenta un video realizzato tra i canali di Venezia e Gayle Chong Kwan una riflessione sul lavoro dell’artista e la maternità. Ivan Moudov, invece, un’opera provocatoria e inedita.

Veduta dela mostra Le Désir, Galleria Alberta Pane, Venezia. Foto: Nicole De Grandis

Veduta dela mostra Le Désir, Galleria Alberta Pane, Venezia. Foto: Nicole De Grandis

Tutte opere create per una nuova sede particolare…
È un’ex falegnameria che si trova in Calle dei Guardiani tra i Carmini e Piazzale Roma. È uno spazio che ha una storia e che apparteneva a una famiglia straordinaria, la famiglia Pensa. Il luogo ha un fascino particolare, si percepisce che Umberto Pensa, falegname, lavorava con artisti, basti pensare che, svariati anni fa, aveva realizzato il mobilio del padiglione francese della Biennale. Lo spazio è stato completamente restaurato ma abbiamo cercato di preservarne il carattere originale. I volumi sono importanti e lo spazio è ben articolato con soffitti alti, sono certa che sia di ispirazione per gli artisti nel realizzare progetti ambiziosi.

Le Dèsir, book. Foto: Nicole De Grandis

Le Dèsir, book. Foto: Nicole De Grandis

Dobbiamo aspettarci continuità o cambiamento, rispetto la linea di ricerca che ha seguito fino ad ora nella sede di Parigi?
Un cambiamento vero e proprio no, semmai continuità con alcune importanti novità come la nuova collana di pubblicazioni edita dalla galleria e realizzata in collaborazione con Multiplo, studio fondato da Giovanni Morandina. La prima edizione prevede una riflessione su Le Désir, proposta da ciascuno degli artisti della galleria ed esposta come un’opera corale di apertura alla mostra. La pubblicazione, pensata in formula seriale, rafforza la riflessione sul ruolo della galleria come soggetto promotore della ricerca artistica, delle relazioni degli artisti con le istituzioni, i collezionisti e la produzione editoriale. Volumi che diventano nel tempo la testimonianza dell’attività della galleria, ma anche edizioni indipendenti dalle mostre, secondo il ruolo di editore che talune gallerie un tempo avevano, e che oggi è sempre più raro. La forma sarà essenziale, in bilico tra rivista monografica, il pamphlet, libro d’artista, in cui soggetti eterogenei – artisti, ma non solo – sono chiamati di volta in volta a esprimersi su un tema specifico.

So che ha le idee abbastanza chiare sulle programmazione di galleria…
Sì certo, dopo le due mostre inaugurali quella di maggio e di fine settembre, sto pensando a mostre personali con nuovi artisti. Creare scambi mi interessa molto, vorrei pertanto organizzare negli spazi della galleria colloqui e discussioni sull’arte contemporanea.

* [da Espoarte #97 – Speciale Biennale]

Galleria Alberta Pane
Calle dei Guardiani, 2403 – Venezia
www.galeriealbertapane.com

Mostra d’apertura:
Le Désir
Artisti: Gayle Chong Kwan, Michelangelo Penso, Christian Fogarolli, Ivan Moudov, Marcos Lutyens, Marie Denis, Romina De Novellis
12 maggio – 29 luglio 2017

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