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TORINO | PAV Parco Arte Vivente. Centro d’arte contemporanea | 31 maggio 2014 – 2 novembre 2014

Inaugura domani al PAV di Torino la mostra Vegetation as a political agent, esposizione di tredici artisti internazionali che indaga le conseguenze, storiche, sociali e politiche, delle rivendicazioni del “verde” quale agente dei cambiamenti sempre più frequenti nei processi economici e di quelli nella situazione dell’attuale crisi.
Attribuire a una pianta un tempo storico significa considerare l’elemento vegetale non solo nella sua componente biologica, ma porlo anche in stretta relazione con gli aspetti socio-politico-economici già al centro delle prime forme di globalizzazione ai tempi del colonialismo.
Due sono allora le coordinate su cui muove la mostra: la storia e l’attualità che sono lette con gli interventi artistici e architettonici degli artisti coinvolti, che sono, in molti casi, figure pionieristiche delle prime rivoluzioni ecologiche, e con una serie di apparati scientifico-botanici integrativi. Le opere, le installazioni, le illustrazioni, i campioni vegetali, i materiali d’archivio e i manifesti provengono da contesti geografico-culturali differenti che vanno dall’Oceano Indiano (Isole Mauritius e Réunion) alla Guinea-Bissau, dal Sudafrica al territorio messicano.

Felipa César, Conakry, 2012, still da video

La sezione storico-documentale della mostra nasce con la consulenza dell’Erbario dell’Università di Torino (grazie alla collaborazione della professoressa Rosanna Piervittori) e dell’Orto Botanico di Torino (supervisione scientifica dell’ex direttrice Rosanna Caramello) che ha permesso di individuare alcune specie pedemontane protette e in via di estinzione ora  esposte nella serra del PAV. Ci sono poi le tavole degli erbari dei volumi di Carlo Ludovico Allioni (direttore dell’Orto Botanico presso il Castello del Valentino nella seconda metà XVIII secolo) esposte con immagini, manifesti ed estratti di testi che leggono il mondo vegetale sul piano normativo, conservativo e sull’impiego officinale di piante come la China e la Coca.
Sono indagati i rapporti tra agricoltura e movimenti popolari con Amilcar Cabral, agronomo e politico guineense che ottenne per la Guinea-Bissau e le isole di Capo Verde l’indipendenza dal Portogallo; l’attivismo ecologico di Mel King nel progetto di Nomeda e Gediminas Urbonas; i murales di Emory Douglas, esponente del Black Power Movement americano che difende il proletariato rurale; i campi di protesta treesitting inglesi visti da Adelita Husni-Bey. Fernando García-Dory mette, invece, al centro della sua ricerca il modello di riciclaggio proposto dal pioniere George Chan. Sui temi della rivoluzione verde si muove anche Piero Gilardi con maschere e costumi disegnati per animazioni teatrali contro l’impiego di OGM nelle coltivazioni di mais.

Vegetation as a political agent, PAV Parco Arte Vivente. Centro d’arte contemporanea, Torino

Due installazioni ambientali sono state create nella corte del PAV dai gruppi RozO, che presenta un’architettura vegetale, un rifugio percorribile dove si riportano documenti delle ex-colonie francesi, e dai Critical Art Ensemble che, con Sterile field, su una porzione di terreno del PAV riflettono sul metodo roundup ready, un diserbo chimico invasivo che distrugge la  biodiversità.
Si parla anche di soggettività creativa con pratiche di ortocoltura, come negli artisti Ayreen Anastas & Rene Gabri che immettono sul mercato semi biologici per il ri-equilibrio del suolo. Oppure anche in Claire Pentecost che guarda al mais transgenico in Messico o Marjetica Potrč con i suoi progetti partecipativi che hanno originato un orto comunitario all’Ubuntu Park di Soweto. Figure pionieristiche sono l’ungherese Imre Bukta e la californiana Bonnie Ora Sherk che, negli Anni ’70, pensarono, su fronti opposti, al rapporto tra arte e agricoltura nel pieno del clima della Guerra Fredda.
Il PAV riserva poi al pubblico una serie di workshop (calendario su www.parcoartevivente.it) tenuti dagli stessi artisti: Daniel Halter sarà impegnato in un’azione collettiva di urban gardening in una residenza del quartiere torinese di Mirafiori sud, mentre la slovena Marjetica Potrč testimonierà gli esiti del progetto realizzato con la scuola Design for the Living World di Soweto. Ayreen Anastas & Rene Gabri saranno al PAV con la loro ricerca sulla raccolta e la diffusione dei semi, bene a rischio per il monopolio di poche multinazionali.
Le tematiche della mostra, per le scuole e i centri estivi, saranno approfonditi con Erbario minimo che costituirà un’esperienza di raccolta e catalogazione delle specie botaniche scelte tra le varietà presenti nel parco. 

Vegetation as a political agent
a cura di Marco Scotini
con il contributo della Compagnia di San Paolo 

Partecipanti: Ayreen Anastas & Rene Gabri, Imre Bukta, Amilcar Cabral, Filipa César, Critical Art Ensemble, Emory Douglas, Fernando García-Dory, Piero Gilardi, Daniel Halter, Adelita Husni-Bey, Bonnie Ora Sherk, Claire Pentecost, Marjetica Potrč, RozO (Philippe Zourgane & Séverine Roussel), Nomeda e Gediminas Urbonas

31 maggio 2014 – 2 novembre 2014
Inaugurazione venerdì 30 maggio ore 18.30

PAV Parco Arte Vivente. Centro d’arte contemporanea
Via Giordano Bruno 31, Torino 

Orari: venerdì 15.00-18.00; sabato e domenica 12.00-19.00
Ingresso €4.00; ridotto €3.00; gratuito l’ultima domenica del mese, possessori Abbonamento Torino Musei, Torino+Piemonte Card, under 10 anni e over 65, persone con disabilità

Info: +39 011 3182235
info@parcoartevivente.it
www.parcoartevivente.it

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