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BOLOGNA | Galleria SPAZIO TESTONI | 25 ottobre 2014 – 10 gennaio 2015

Quattro artisti per quattro personali in altrettante sale della Galleria Spazio Testoni: Dellaclà, Caterina Sbrana, Matteo Tenardi e Antonio Sidibé presentano una selezione di alcuni tra i lavori più significativi per illustrare la loro attuale ricerca. AGAIN! è una nuova mostra, una nuova prova, un nuovo tassello che si aggiunge ai giovani e già validi curricula di questi artisti formatisi tutti all’Accademia di Belle Arti di Carrara. AGAIN! è una breve ricognizione nel mondo della arte giovane da sempre tra le principali vocazioni dello spazio bolognese.

Dellaclà, Guardami ma non rubarmi gli occhi, Incisione su Vetro 41x 41 (2)
Dellaclà
(Viareggio, 1983) utilizza nelle sue opere un vocabolario di segni-oggetti incentrando il suo lavoro sull’autorappresentazione, per travestire il peso della violenza con la leggerezza dell’auto-ironia. In La Nuit de Saint Laurent troviamo metafore ironiche offerte allo spettatore e alla sua libera interpretazione. Sono condizioni universali che alludono alla fragilità, fisica e morale, alla sensibilità, alle scelte e al rischio a cui la vita e la volontà dell’essere umano sono sottoposte continuamente. La lastra di zinco e lo specchio, che riflettono ciò che le circonda o chi vi si trova di fronte, diventano la prova della nostra fisicità, ma sono in grado di restituirci la verità che è dentro ognuno di noi? Cosa riusciamo a vedere realmente?

Caterina Sbrana, Vanitas,capsula di papavero premuta su carta giapponese, pigmento cm 60x100, 2013
Sotto il titolo Hypnos invece sono raccolte opere inedite di Caterina Sbrana (Pisa, 1977) nelle quali il materiale usato diventa l’essenza del soggetto rappresentato: la capsula di papavero, il fango e le argille, estratti di cortecce e radici, pigmenti ottenuti attraverso semplici e antichi procedimenti meccanici, diventano strumenti primordiali usati per tracciare, disegnare, modellare.

A. Sidibè, Illuminations, olio su tela, cm. 80X80-2013
Antonio Sidibè
(Firenze, 1986) con Io e te Maria (prima eclisse) presenta quattro oli su tela uniti concettualmente come quattro diversi “movimenti” di una stessa opera musicale, il cui incipit viene dato da Io e te, Maria (prima eclisse), alla quale si connettono le altre tele. Dapprima la nascita, il disvelamento primordiale della sensibilità umana, che ne determina il destino, nonostante i successivi tentativi esistenziali di sublimare tale primo evento attraverso trasmutazioni, esperienze, mimesi col circostante, anche con la negazione del proprio essere, come “ottone che si desta tromba”.

Tenardi, Traslochi* - olio e tempera su tavola + pietra, 200x50x25, 2014
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di Matteo Tenardi (Castenuovo Grafagnana – Lu, 1984) parla invece dello “spazio è ciò che arresta lo sguardo, ciò su cui inciampa la vista: un ostacolo: dei mattoni, un angolo, un punto di fuga: lo spazio è quando c’è un angolo, quando c’è un arresto, quando bisogna girare perché si ricominci.” [da “Specie di spazi” di Georges Perec del 1974]. Nella stanza a lui assegnata, tutto ruota attorno all’idea della relazione dell’essere umano con lo spazio, e quindi il concetto del Limite: ogni parete è abitata da quattro individui senza apparenti relazioni, come una casa abitata da quattro estranei. Un sacco e una pietra, una scala, l’idea dell’orizzonte, un’ancora e una piccola scritta sul muro, sono gli elementi che accompagnano i quattro soggetti.

AGAIN!

Artisti: Dellaclà, Caterina Sbrana, Antonio Sidibè, Matteo Tenardi

25 ottobre 2014 – 10 gennaio 2015
inaugurazione sabato 25 ottobre 2014, dalle 18.30 alle 21.00

Galleria SPAZIO TESTONI
Via d’Azeglio 50, Bologna

Info: www.spaziotestoni.it

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