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AAM – ARTE ACCESSIBILE MILANO 2011

Intervista a Tiziana Manca di Elena Baldelli


Partiamo con il primo incontro di una serie di appuntamenti che, da questo mercoledì, ci accompagneranno fino all’inaugurazione di AAM – ARTE ACCESSIBILE MILANO
, manifestazione giunta alla terza edizione milanese. Negli spazi Eventiquattro e PricewaterhouseCoopers, situati nell’edificio realizzato da Renzo Piano e sede del Gruppo 24 Ore e PricewaterhouseCoopers, fervono i preparativi per l’opening di giovedì 7 aprile. Il motto è “trascendendo le barriere culturali ci mettiamo nelle mani dell’arte”… e così sia.


Rivolgiamo qualche domanda a Tiziana Manca, anima di AAM
, per farci svelare  alcune anticipazioni sull’imminente apertura…

Elena Baldelli: Per prima cosa… Come definirebbe la collocazione di AAM, da lei ideato e diretto, nel vasto panorama di eventi d’arte contemporanea? Potrebbe, inoltre, approfondire il concetto di “accessibilità” su cui si basa la manifestazione?
Tiziana Manca:
Mutare l’approccio tradizionale: questa è l’ottica nella quale AAM si concretizza. Si tratta di una fiera d’avanguardia desiderosa di un rapporto continuativo con i suoi espositori ed il suo pubblico, trascinando, divertendo ed educando con semplicità… senza inutili pretese. Il nostro obbiettivo è quello di colmare il divario che allontana l’arte contemporanea dal suo fruitore. Pur essendo una manifestazione di alto livello, infatti, AAM si caratterizza grazie all’accessibilità verso tutti, incondizionatamente, in quanto racchiude l’essenza di una progettualità moderna e dinamica.
Accessibilità è un termine alquanto inflazionato, un aggettivo ambiguo, quasi banale, che nella sua semplice polivalenza racchiude un messaggio fondamentale. Associandolo ad un prodotto come l’arte contemporanea, storicamente delimitato da istituzionalità ed elitarismo, battezza un evento libero da transenne che accoglie, coinvolge e appassiona un pubblico eterogeneo verso un contenuto trasversale. È un’ambizione semplice ed intuitiva in quanto l’arte è un linguaggio universale e apolitico che abbatte qualsiasi barriera culturale, sociale e istituzionale. L’esigenza di poter fruire a 360 gradi di un prodotto, non confinandolo, è un’ambizione viscerale che ci spinge ad essere al servizio dell’arte per la gente.

Una delle caratteristiche principali che delineano l’evento è la forte connotazione curatoriale del progetto affidato ad un team di giovani curatori (Chiara Canali in qualità di head curator, Martina Cavallarin, Mariella Casile, Francesca Baboni/Stefano Taddei, Ilaria Bignotti, Alessandra Redaelli, Ivan Quaroni, Matteo Galbiati, Fortunato D’Amico, Igor Zanti). Come si concretizza questo aspetto nella logica espositiva dell’evento e come si rapporta agli aspetti più propriamente “commerciali”?
L’intuizione di coinvolgere 10 i fra giovani curatori e critici d’arte attivi sulla scena, tutti dinamici e innovativi, conferisce senza dubbio all’evento quell’istituzionalità a portata del pubblico. I curatori sono figure fondamentali che colmano il divario artistico-culturale fra l’arte e i suoi fruitori; sono l’anello mancante nella filiera artistica delle fiere convenzionali.
Arte Accessibile Milano
, foggiandosi di questo suo fulcro creativo, si presenta con una calligrafia unica, orchestrata secondo un preciso percorso espositivo basato su progetti curatoriali, attraverso i quali un centinaio d’artisti vengono presentati al pubblico attraverso mostre collettive o personali. Il tutto avvolto in un’etica espositiva senza precedenti. Si aggiunge, inoltre, l’ingresso gratuito, un grande vantaggio in un’epoca dove l’inaccessibile risulta fuori moda.

Quali fattori e novità contraddistinguono l’edizione 2011 di AAM? Può darci qualche anticipazione sugli eventi e progetti collaterali che arricchiranno questa edizione?
Arte Accessibile Milano
propone un vasto programma di convegni fra i quali Nuove Tecnologie per l’Arte, L’Editoria d’Arte 2.0: dal libro stampato all’e-book, A.A. Arte e Alienazione, Curarsi con l’arte contemporanea: un percorso borderline dalla Bologna del 1977 alla Milano del dito medio di Cattelan, Arte e Ecologia, Pittura e salvaguardia dell’ambiente e tanti altri convegni fra cui Food Design. Alla progettazione alimentare interverrà Paolo Barrichella, teorico del Food Design, che si confronterà nelle sue tematiche ad un esponente dell’Art Food, l’artista Gianni Depaoli dando vita ad un incontro che apporterà delucidazioni sull’essenza che contradddistingue entrambe le correnti, spesso confuse. Naturalmente tutti i convegni saranno aperti al pubblico e pubblicizzati sul nostro sito.
Da non perdere, il percorso Art-Tour tra sculture collocate in spazi interni e esterni, ilVideo-Tour che prevede numerose performance di Video-Art, con vari performers e i loro solo-show, due concerti serali proposti da Think Tank Unplugged, Eon Edible con i suoi chef stellati e sommelier e molto altro ancora… Insomma direi quattro indimenticabili giorni per un incontro con l’arte contemporanea senza precedenti.

L’evento in breve:
AAM – ARTE ACCESSIBILE MILANO 2011

Spazio Eventiquattro e PricewaterhouseCoopers
Via Monte Rosa 91, Milano
Info: www.arteaccessibile.com
7 – 10 aprile 2011
Inaugurazione giovedì 7 aprile dalle ore 20.30 alle ore 24.00
Ingresso libero

In alto, da sinistra:
Veduta interni della sede del Sole 24 ore
In centro, da sinistra:
Francesco De Molfetta, “Verba volant scripta manent”
Elena Monzo, “Chemuyil”, 2010, tecnica mista su carta, cm 50×70
In basso, da sinistra:
Fabio Viale, “Stele”, 2005, marmo nero, courtesy Gagliardi Art System
Gianfranco Pulitano, “Shopocalypse”, installazione multimedia

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