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MILANO | Palazzo Reale | 17 dicembre 2013 – 27 aprile 2014

di MATTEO GALBIATI

Si tende, talune volte, a pensare alle ricerche degli artisti come a qualcosa di monolitico nella forma acquisita della loro arte. Ragionando per etichette s’incasellano le loro personalità e sensibilità nell’alveo di formalità che, spesso, non rendono giustizia alla loro storia. La complessità del percorso di ricerca di ognuno dovrebbe essere considerata e apprezzata valutandone l’intera parabola artistica, senza che degli “ismi” riduttivi ne comprimano il valore. Una mostra monografica su un grande maestro deve tener conto di questo e deve rendere al pubblico – soprattutto quello che garantisce grandi numeri di affluenza – l’onere della prova di una storia complessa, ricca e articolata quanto determinante. Anche presentando opere – si tratta pur sempre di capolavori – che potrebbero non compiacere le attese del visitatore medio.

Vassily Kandinsky, Improvisation III (Improvvisazione III), 1909, olio su tela, 94x130 cm Donazione Nina Kandinsky, 1976 © Centre Pompidou, MNAM‐CCI /Adam Rzepka / Dist. RMN‐GP © Vassily Kandinsky by SIAE 2013

A Palazzo Reale la mostra dedicata a Vassily Kandinsky (1866-1944) riesce a costruire, con un’esauriente prospettiva con oltre 80 capolavori, il percorso che il maestro russo ha maturato nella prima metà del Novecento partendo dalla natia Russia, attraversando i centri principali della creatività europea del secolo passato, fino all’approdo in Francia. Una mostra di scoperta che, senza deluderlo, stupirà e impressionerà il pubblico che andrà a visitarla.
Talento senza confini, Kandinsky, padre dell’arte astratta, uno dei più geniali e raffinati pensatori della modernità, viene esaminato con una mostra che si offre come una retrospettiva monografica ad ampio raggio che, in quattro sezioni per otto sale, distribuisce le sue opere dai paesaggi d’inizio secolo, dominati da luci e colori di forte intensità sentimentale, alle ultime opere degli Anni Quaranta, quando il suo astrattismo geometrico incontra il biomorfismo di Miró e, negli anni difficili della guerra, cerca nuove forme di evasione e speranzosa fiducia nella vita per esorcizzare l’orrore di un conflitto di cui non riuscirà a vedere la fine.
Vassily Kandinsky, Bleu de ciel (Azzurro cielo), 1940, olio su tela, 100x73 cm Donazione Nina Kandinsky, 1976 Service de la documentation photographique du MNAM ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI © Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Service de la documentation photographique du MNAM / Dist. RMNGP © Vassily Kandinsky by SIAE 2013Ordinate secondo una rigorosa e puntuale sequenza cronologica, queste opere testimoniano anche la variegata scelta stilistica di Kandinsky che sa spaziare attraverso tecniche diverse (esposti si trovano dipinti, incisioni, disegni…).
I capolavori presenti nella mostra milanese, tutti provenienti dalle superbe collezioni del del Centre Pompidou di Parigi, riescono a tradurre ogni suo trascorso, ogni passaggio che portano Kandinsky a passare da una pittura “di figura” a quelle elaborazioni geometriche – l’astrattismo – in cui gli elementi e il colore congiuntamente evocano valori musicali nell’opera che, in questo modo, vale per come viene percepita e sentita, per l’emozione che suscita più che per quel che mostra tangibilmente. Le conquiste del suo pensiero (conosciamo anche, senza l’onere della citazione, i mirabili saggi teorici che ci ha lasciato), che portano alla soluzione astrattiva, non possono essere concepite senza comprendere quel primo nucleo originante tanto vicino ad un’arte “tradizionale”. In questo senso deve essere letto tutto il suo percorso.
Inoltre, una misura ulteriore per penetrare in profondità il suo universo immaginifico, si deve anche tenere in conto quanto si debba intendere la sua ricerca non solo nella sua sequenzialità progressiva, ma anche nella sua singolarità unitaria. Perché ogni quadro racchiude un intero universo. Annotava lo stesso Kandinsky:

“Non vorrei passare per un simbolista, per un romantico, per un costruttivista. Mi accontenterei che lo spettatore […] passando da un quadro all’altro scoprisse ogni volta un contenuto pittorico diverso”

Ci s’immerge nella sua poesia, nella sua estetica, nelle sue teorie, nella piena complessità della sua storia. Fin dalla prima sala – che ricostruisce le pitture parietali da lui progettate per decorare un salone ottagonale della Juryfreie Kunstausstellung a Berlino tra il 1911 e il 1930 – accogliamo completamente una ricchezza che è lo specchio di un’anima singolare e poetica che ci ha regalato uno degli artisti più innovatori e importanti della nostra storia.

Vassily Kandinsky. La collezione del Centre Pompidou
a cura di Angela Lampe
in collaborazione con Ada Masoero
una mostra Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale (Milano), Centre Pompidou (Parigi), 24Ore Cultura – Gruppo24Ore, Artehemisia Group 

17 dicembre 2013 – 27 aprile 2014

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano 

Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30
Ingresso: Intero Euro 11,00; ridotto Euro 9,50; ridotto speciale Euro 5,50; gruppi di almeno 15 persone Euro 9,50; gruppi Touring Club e FAI Euro 5,50; scuole Euro 5,50 

Info: +39 02 54916
www.kandinskymilano.it
www.comune.milano.it/palazzoreale

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