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TORINO | MEF – Museo Ettore Fico | ANTEPRIMA 2014

Intervista ad ANDREA BUSTO di Ginevra Bria

Nella primavera del 2014, a Torino, aprirà il MEF – Museo Ettore Fico, grazie ad un progetto architettonico di recupero ideato in zona Barriera di Milano, area della città al centro di una riqualificazione frutto della collaborazione tra il medesimo Direttore del museo, Andrea Busto e l’architetto torinese Alex Cepernich. Il Museo Ettore Fico, un nuovo spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea, sebbene sia attualmente in corso d’opera, qui svela obiettivi e visioni, attraverso la voce del suo Direttore.

In merito al Premio Ettore Fico 2013, potrebbe brevemente descrivere l’esperienza di giuria e la relativa selezione, concertate fra: la direttrice del MUSEION di Bolzano Letizia Ragaglia, il direttore del MADRE Andrea Viliani, il curatore dell’Hangar Bicocca Andrea Lissoni e il collezionista Renato Alpegiani?
Con Letizia Ragaglia e Renato Alpegiani avevo già condiviso l’esperienza della prima edizione del Premio nel 2009 in cui avevamo premiato Rossella Biscotti. Andrea Lissoni e Andrea Viliani sono fra i più informati e attenti curatori italiani che si posizionano in un contesto internazionale e con cui condivido scelte artistiche e curatoriali. Sono inoltre direttori di musei che si collocano in tre aree territoriali molto diverse. Renato Alpegiani è un grande conoscitore dell’arte contemporanea ed è membro a vita della Fondazione Ettore Fico, oltre che un fraterno amico.

Rossella Biscotti, Ideological Artifact
Invece, il cantiere di costruzione-riqualificazione del MEF, a oggi in itinere, a quali sensazioni, visioni sta cominciando a dar vita? Quando lo spazio verrà presentato nel 2014, quali dimensioni legate alla ricerca di Ettore Fico e al Premio a lui dedicato rappresenterà? Quale la sua missione principale?
Il MEF ha come scopo principale quello di produrre cultura ed eventi di alto valore e di stimolare, attraverso la ricerca, gli artisti, i curatori e tutto il sistema dell’arte. Il MEF si posizionerà all’interno di un sistema torinese internazionalmente riconosciuto e di questo beneficerà mentre, a sua volta, aiuterà la città nella riqualificazione della sua area nord. Il Premio è nato come stimolo e aiuto per i giovani artisti, ma è solo il primo passo di una più intensa collaborazione che si estrinseca con mostre, cataloghi e aiuti alla produzione di opere.

Il progetto architettonico di Alex Cepernich, al quale conseguirà l’apertura del MEF, quali tipi di relazioni funzionali instaurerà con il quartiere Barriera a Torino?
Ho voluto affidare a un giovane architetto (e non a un “archistar”) il progetto di ristrutturazione del MEF perché volevo che si svolgesse in sintonia con la committenza e che non fosse l’estrinsecazione di un ego ipertrofico. Il museo avrà una sua identità e una sua estetica che dialogherà con le vecchie e nuove architetture del quartiere ma, essendo comunque un edificio degli anni ’50, ho voluto che alcune sue parti si evincessero nella ristrutturazione e che la caratteristica architettura degli edifici industriali continuasse a vivere e a esprimersi oltre la sua nuova funzione.

il cantiere del MEF, primo piano__resized

Quali nuovi contenuti, quali contributi il Museo presenterà nello scenario degli spazi dedicati all’arte moderna e contemporanea di Torino? A quale Kunsthalle, a quale padiglione, o fondazione si ispirerà e avrà come modello?
Ho pensato a un modello molto diverso da quelli esistenti. Io, come direttore, mi occuperò di invitare a sviluppare progetti curatoriali molto differenti. Voglio che il MEF possa essere una sorta di palcoscenico per i migliori nel nostro campo. Voglio che ci sia spazio per voci diverse e antitetiche, salvaguardando la qualità e la professionalità. Il MEF quindi non avrà un direttore artistico stabile, ma molti direttori mobili.

Andrea Busto, ritrattoPotrebbe rivelare, sebbene in parte, i programmi di mostre ed eventi che daranno l’avvio delle attività culturali al MEF, nel 2014?
La prima mostra, quella di apertura del MEF, sarà interamente dedicata a Ettore Fico con una scelta di opere conservate presso gli innumerevoli collezionisti privati. Sarà curata da Marco Meneguzzo e da Faye Hirsch. Ho messo in cantiere poi una mostra sul design curata da Marco Petroni e da Cecilia Cecchini, una su un giovane artista francese curata da Francesca Referza e una su un grande fotografo americano. Le date non sono ancora certe e neanche l’ordine delle mostre, quindi non svelerò troppo, per ora.

Potrebbe formulare un augurio, un pensiero su questo progetto?
Vorrei che il MEF non si identificasse troppo con il suo direttore, come spesso avviene in questi casi, ma con un’idea di arte internazionale e libera da schemi precostituiti. La polifonia, e non la monotonia, sarà la cifra di identità di questo nuovo museo.

Il MEF Museo Ettore Fico è un nuovo spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea di Torino che sarà inaugurato nella primavera del 2014 ed è situato in Via Cigna 114, una zona della città al centro di una importante riqualificazione. L’innovativo progetto architettonico di recupero è stato ideato dal direttore del museo, Andrea Busto, in collaborazione con l’architetto torinese Alex Cepernich.
MEF è l’acronimo di Museo Ettore Fico, importante artista torinese che ha operato per oltre 50 anni nella sua città e a cui lo spazio espositivo è dedicato. Voluto dalla moglie, Ines Sacco Fico, il MEF sarà un nuovo e prestigioso spazio espositivo di circa 2000 mq che, in una Torino sempre più attenta ai temi dell’arte moderna e contemporanea, rappresenterà una nuova voce internazionale per la ricerca e per i giovani artisti, per i curatori e per i critici.
La mostra, che inaugurerà ufficialmente nel primo semestre del 2014 il nuovo museo, sarà interamente dedicata alla produzione artistica di Ettore Fico e verrà realizzata in collaborazione con gli innumerevoli collezionisti
che conservano nelle loro case i dipinti del maestro.
La grande quantità di opere reperite permetterà ai curatori della mostra, Marco Meneguzzo (Professore di Storia dell’arte all’Accademia di Brera) e a Faye Hirsh (Curatore indipendente di New York e Editor at large di Art in America) di approfondire la ricerca intellettuale dell’artista attraverso opere mai esposte prima d’ora.

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