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MENDRISIO (SVIZZERA) | Museo d’arte Mendrisio | 9 aprile – 25 giugno 2017

di MATTEO GALBIATI

Ci sono poche mostre che esaudiscono appieno il senso di quello che vogliono proporre nelle intenzioni dei loro contenuti e che lasciano poi pienamente appagati rispetto la proposta di riflessione e di ricerche che hanno esplicitato con la loro visione e partecipazione: Metamorfosi. Uno sguardo alla scultura contemporanea – fin dal titolo – coglie perfettamente il motivo dell’analisi che intende offrire al suo pubblico.

Jean Arp, Petit figure appuyée dite "LʼEgyptienne", 1938, bronzo, 26x23x12 cm, Fondazione Marguerite Arp, Locarno e Petit sphinx, 1942, bronzo, 19x41x11 cm, Fondazione Marguerite Arp, Locarno

Jean Arp, Petit figure appuyée dite “LʼEgyptienne”, 1938, bronzo, 26x23x12 cm, Fondazione Marguerite Arp, Locarno e Petit sphinx, 1942, bronzo, 19x41x11 cm, Fondazione Marguerite Arp, Locarno

Al Museo d’arte Mendrisio, attraverso l’attenta selezione delle opere di 24 artisti, i cui nomi sono omogeneamente contaminati, si va da quelli di grandi maestri a quelli di giovani emergenti, si rappresenta – all’incirca – l’ultimo di secolo di ricerche nell’ambito scultoreo, mettendone in luce proprio la metamorfica definizione delle opere, non più solo accademicamente intese – per formalismo e materiali – ma nel loro essere aperte all’evoluzione di nuove espressività e alla potenzialità del corollario di nuovi materiali di cui si compongono.
La forma complessa della “nuova” scultura qui si dichiara anche attraverso un implicito rimando alla Natura quale motivo ispiratore delle forme che accomunano le opere di artisti diversi per temperamento e poetiche. Un sottile filo rosso, quindi, nel segno della naturalezza o della naturalità, rende corale e intonato il percorso espositivo che, opera dopo opera, affascina lo spettatore in un partecipato ed emotivamente coinvolgente viaggio di scoperta che da visivo diventa anche diversamente plurisensoriale.

Alan Bogana, Stimmfarben, 2014, vetro acrilico (14 frammenti), 140x29x108 cm Courtesy Alan Bogana

Alan Bogana, Stimmfarben, 2014, vetro acrilico (14 frammenti), 140x29x108 cm Courtesy Alan Bogana

I temi sono molti e vari, gli spunti delle connessioni e dei rimandi infiniti: il binomio natura-scultura qui si definisce, infatti, per dimensioni oniriche e fisiche, organiche e mentali, predisponendo una sequenza che, tra ingigantimenti e riduzioni, installazioni e trasposizioni, accoglie il pubblico come se fosse nell’incantato ambiente di un’antica Wunderkammer. Nelle sale del museo svizzero non si ammirano, pertanto, solo sculture in senso stretto, ma lo sguardo riesce a spaziare anche su opere disseminate, installazioni, creazioni complesse e articolate, estese al dialogo con le specifiche conformazioni dell’ambiente che le riceve, potenziando sia il senso di vertigine dell’ammirata partecipazione di chi le vive in loco, quasi la mostra fosse perfettamente conformata alle sale del museo che, da spazio per l’arte e la cultura, si trasforma in contenitore di intriganti mirabilia naturali e artificiali, sia la stupefatta definizione dell’intuizione sottesa a questo sorprendente progetto.

John Armleder, Silvano, 2008, vetro, 37.5x50x41 cm Galerie Andrea Caratsch, St. Moritz

John Armleder, Silvano, 2008, vetro, 37.5x50x41 cm Galerie Andrea Caratsch, St. Moritz

La mobilità e la mutabilità espressiva, che la scultura contemporanea, dal secolo scorso ad oggi, ha imparato a concedersi, riportano precipua testimonianza di quegli stessi orientamenti le cui coordinate hanno mosso il gesto scultoreo a vivere di effimere ambiguità, di esuberanti tensioni, di leggere trasparenze, di avanescenti concretezze. La realtà naturale dell’essenza di questa scultura mette alla prova – qui in modo particolare per un allestimento studiato appositamente per l’occasione con molti degli artisti selezionati (il risultato eccellente è sotto gli occhi di tutti) – la concezione comune del suo carattere e delle sue qualità, rivoluzionando la nostra sensibilità e accentuando una nuova e libera visione che rigenera il nostro, ormai desueto, approccio con quest’arte.

Meret Oppenheim, Unterirdische Schleife, 1960-1977, bronzo, 8.5x12x1 cm Collezione privata

Meret Oppenheim, Unterirdische Schleife, 1960-1977, bronzo, 8.5x12x1 cm Collezione privata

Tra fantastico e allucinato, visionario e concreto, le testimonianze riunite in questa occasione, ciascuna con la propria specifica singolarità, perfettamente inserita nel dialogo cangiante con ciascuna delle altre, spostano ed oscillano le loro forme nel complesso orientamento dell’arte del presente, la cui logica imperscrutabile, pur nella decisiva contemporaneità dell’individuale codice linguistico, qui si allinea e torna ad accordarsi con l’universale senso delle “cose” naturali.

Metamorfosi. Uno sguardo alla scultura contemporanea
a cura di Daniele Agostini, Barbara Paltenghi Malacrida, Simone Soldini
organizzazione Museo d’arte Mendrisio
con il sostegno di Municipio di Mendrisio, Dicastero Museo e cultura, Samuele Cavadini
con il contributo di Pro Helvetia
catalogo con testi di Daniele Agostini e Simone Soldini 

Artisti: Ai Weiwei, John Armleder, Jean Arp, Selina Baumann, Mirko Baselgia, Alan Bogana, Carlo Borer, Lupo Borgonovo, Serge Brignoni, Lorenzo Cambin, Loris Cecchini, Julian Charrière, Tony Cragg, Matteo Emery, Luisa Figini & Rolando Raggenbass, Christian Gonzenbach, Christiane Löhr, Claudia Losi, Penelope Margaret Mackworth-Praed, Benedetta Mori Ubaldini, Meret Oppenheim, Julia Steiner, Gerda Steiner & Jörg Lenzlinger, Teres Wydler

9 aprile – 25 giugno 2017

Museo d’arte Mendrisio
Piazzetta dei Serviti 1, Mendrisio (Svizzera) 

Orario: da martedì a venerdì 10.00-12.00 e 14.00-17.00; sabato domenica e festivi 10.00-18.00
Ingresso intero CHFr/€10.00; ridotto CHFr/€8.00 

Info: +41 058 6883350
museo@mendrisio.ch
www.mendrisio.ch

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