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LUGANO | Galleria Allegra Ravizza | 13 febbraio – 5 aprile 2014 

Da oltre cinquant’anni la ricerca di Gianfranco Zappettini (1939) fonda la sua ragion d’essere sul mistero della Pittura, guardando instancabilmente alla profondità della sua auto-coscienza e auto-determinazione. L’artista negli anni ha lasciato trascorrere, entro la sua espressione, esperienze differenti che, però, coerentemente tutte continuano a testimoniare il determinante assunto iniziale: la Pittura, sempre e comunque. Una Pittura che esprime instancabile i suoi valori più alti, attingendoli dalla propria autonomia sussistente, dalla dichiarata indipendenza del proprio linguaggio.
Gianfranco Zappettini, La trama e l'ordito n 33, 2013, resine, wallnet e acrilico su tela, 80x80 cmIn questa personale, le opere selezionate riconducono ad alcune fasi e momenti indicativi  di questa ricerca che lasciano aperta, allo spettatore, la possibilità di oltrepassare i confini abituali della visione. In Zappettini la Pittura vuole affermarsi proprio come lessico capace di esprimere e definire il mondo – ma anche la poetica dell’artista o l’arte in genere – partendo da quegli elementi primi che la costituiscono: il colore e la superficie. Indubbiamente si ritrova anche un potente – e importante – riscontro nelle modalità con le quali tali elementi s’incontrano e tra loro si relazionano.
Il lavoro di Zappettini, non meno dei suoi scritti teorici, ha contribuito ad affermare quello sguardo profondo indirizzato e concentrato sul fare pittorico espresso dalla Pittura Analitica. Zappettini, infatti, intuì immediatamente la necessità per la Pittura di ricominciare da un suo “grado zero” per riaffermare, dopo l’avvento dell’Arte Concettuale e dell’Arte Povera, le proprie ragioni e dimostrare la propria validità a fronte di quanti ne decretavano allora la definitiva decadenza e morte.
Dopo le presenze attive dei colori nei cicli precedenti, in anni recenti l’artista riscopre il valore complesso, totalizzante ed interiore, del bianco. Essenzialità e rigore si ripresentano nella loro asceticità composta, ma colma di pensiero e passione, senza rinunciare mai a quel rigore tipico del fine pensatore. In questa mostra ritroviamo confermata quella saldezza del vuoto, dimensione in cui l’artista meglio sa fare un passo indietro e, mettendo in secondo piano il proprio ego, lascia come unica protagonista proprio la Pittura. Non una resa per l’uomo, ma una vittoria per il suo sguardo (e animo) che conduce al mistero estremo, a quell’interrogativo che diviene risposta nell’oltre della Pittura stessa. 

Gianfranco Zappettini
a cura di Marco Meneguzzo 

13 febbraio – 5 aprile 2014

Galleria Allegra Ravizza
Via Nassa 3A,
 Lugano (Svizzera) 

Orari: dal martedì al sabato 11.00-18.00; lunedì su appuntamento

Info: +41 789 760926; +39 333 56237
art@allegraravizza.com
www.allegraravizza.com

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