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CITTADELLA (PD) | Palazzo Pretorio | 9 aprile – 5 novembre 2017

Palazzo Pretorio con Bruno Munari: aria | terra presenta una grande rassegna dedicata ad uno dei maggiori creativi italiani come Bruno Munari (1907-1998).
Personalità ricca e poliedrica capace di spostarsi in un complesso universo inventivo che comprende pittura, scultura, sperimentazioni con diverse tecniche tra le più varie e innovative, grafica, design, editoria, saggistica e testi teorici, con aperture verso l’universo infantile cui ha dimostrato una attenzione esclusiva, Munari mette al centro della sua riflessione con esiti ancor oggi assai radicali, il senso e il ruolo dell’artista nel presente, il suo lavoro e la sua opera entro le responsabilità che per lui emergono dettate dalla società di massa e dei consumi.

Bruno Munari Curva di Peano, 1975 Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Bruno Munari Curva di Peano, 1975 Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo

Le ricerche di Munari si mettono, quindi, al servizio della collettività, cui lui rivolge la propria esperienza e il proprio talento e deponendo la figura dell’artista ambizioso e individualista: ogni suo intervento, infatti, era volto affinché chiunque potesse comprendere i processi creativi e farne diretto uso. Del resto erano queste le domande che Munari si poneva con Artista e designer del 1971:

“L’arte, che un tempo era privilegio di pochi uomini sta diventando una espressione possibile a ciascuno di noi? Si sta riducendo positivamente la distanza tra l’artista e l’uomo normale?”

L’originale percorso espositivo mette in luce proprio i caratteri peculiari attraverso i suoi grandi capolavori, ma anche con l’immedesimazione nel suo fare, secondo le sue stesse intenzioni. Le sue ricerche, del resto, si sono sempre mosse con lo scopo di stimolare ogni fruitore, se giustamente guidato, a entrare nelle regole tecniche e creative e ad acquisire, in ultima analisi, nuove competenze.
Nelle sale di Palazzo Pretorio, secondo questi principi, il visitatore vive l’alternanza di stanze “contemplative” e “sperimentali”, dove ha modo di mettere in pratica diverse e stimolanti attività, in un complesso che risulta un’unica grande opera integrativa dei due momenti.
Munari pensa sia all’opera d’arte chiusa, unica, irripetibile e intangibile, ma sperimenta soprattutto l’opera come processo di fluidità, relazione, interattività, sinergia con il fruitore.

Bruno Munari, Concavo Convesso, rete metallica Courtesy Corraini arte contemporanea

Bruno Munari, Concavo Convesso, rete metallica Courtesy Corraini arte contemporanea

La mostra di Cittadella individua poi due poli nella ricerca dell’artista-designer divisi tra aria e terra; con il primo si guarda alla leggerezza fisica e mentale, con una certa disponibilità all’evoluzione spaziale e concettuale, che declinano una ricca e magnifica varietà di soluzioni tra le più significative di Munari, suddivise in nuclei tecnici e tematici: le immagini di luce; le opere che nascono come esito di un calcolo mentale o di un teorema matematico; le opere sospese che funzionano come “antenne”; i lavori posti su un reticolo di tensioni che, protese nello spazio, solleticano il vuoto; il film sperimentale Tempo nel tempo; i poco conosciuti happening, UFO (1968) e Aria (o Far vedere l’aria) (1969); le due grandi realizzazioni su scala urbana delle Macchine inutili: Stazione meteorologica (1979-1980) e Giocattolo per il vento, (1994-1995, realizzata postuma nel 1999-2001).
Con l’altra parte della mostra, Terra, la precedente leggerezza si traduce in fare con l’obiettivo di divulgare i risultati dell’arte oltre i suoi confini elitari per toccare le pratiche concrete della quotidianità: il fine divulgativo di Munari lo spinge all’attività di designer al servizio dell’industria. Per questo ambito sono quattro le stanze attrezzate per le attività destinate ai visitatori, sia bambini che adulti, secondo lo spirito del “fare per imparare”.

Bruno Munari, Tempo nel tempo con Marcello Piccardo, 1964, film Collezione Andrea Piccardo

Bruno Munari, Tempo nel tempo con Marcello Piccardo, 1964, film Collezione Andrea Piccardo

Presenti sono La strada dei sassi; Lascia la tua impronta; Il gioco del filo di lana blu; Giochi di luce.
Importante è l’attività di ricerca sottesa alla mostra che, grazie al contributo significativo di studiosi e ricercatori, si amplifica e aggiorna la lettura storico-critica dell’eredità munariana; il nuovo impulso agli studi sull’artista confluirà (previsto per giugno 2017) nella pubblicazione di un ampio saggio-catalogo edito da Corraini, che non solo registrerà l’allestimento e le attività di Palazzo Pretorio, ma anche le diverse indagini condotte sull’opera di Munari dal punto di vista dell’arte e delle sue sperimentazioni sul cinema, il teatro, la moda, la fotografia.

Bruno Munari. Aria | terra
a cura di Guido Bartorelli
comitato scientifico della mostra e del catalogo dei docenti e collaboratori del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova: Elisa Baldini, Guido Bartorelli, Giovanni Bianchi, Alberto Cibin, Alessandro Faccioli, Stefano Franzo, Cristina Grazioli, Mariana Méndez Gallardo, Alberto Munari, Silvana Sperati, Federica Stevanin, Giuseppe Virelli
promosso da Fondazione Palazzo Pretorio Onlus
ideazione e supervisione attività Associazione Bruno Munari
in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova
con il contributo di Comune di Cittadella, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Metalservice
catalogo Edizioni Corraini

9 aprile – 5 novembre 2017
Inaugurazione sabato 8 aprile ore 18.00

Palazzo Pretorio
Via Guglielmo Marconi 30, Cittadella (PD)

Orari da martedì a venerdì 9.00-12.30 e 15.00-19.00; sabato e domenica 10.00-12.30 e 16.00 -19.30

Info: +39 049 9413449
info@fondazionepretorio.it
www.fondazionepretorio.it

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