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CARAGLIO (CN) | Filatoio di Caraglio | 13 settembre – 16 novembre 2014

Quella aperta lo scorso sabato nella cornice del Filatoio di Caraglio, nell’omonimo comune del cuneese, si configura come una grande mostra monografica dedicata a Luigi Mainolfi (1948) di cui, in questa occasione, si presentano lavori che coprono un arco temporale lungo quarantacinque anni.

Luigi Mainolfi, Gabbie, 1997-1998, ferro, dimensione ambiente

Dell’artista campano, ma torinese d’adozione, sono presentati lavori storici che ne permettono una lettura complessiva ed esaustiva della sua varia ricerca scultorea che, attraverso passaggi e evoluzioni, ha saputo mantenere coerente la sua visione incentrata sul valore primario della forma e della materia. Dopo un’iniziale indagine, lunga e fruttuosa, sulla propria identità durante il primo decennio dagli esordi artistici, Mainolfi ha poi concentrato il suo sguardo sull’impatto, fisico e concettuale, della scultura che in lui diventa simbolo e rinascita, propositiva e primigenia, di una nuova civiltà basata sui valori veri della natura, del vivente e dei loro misteri, muovendo in direzione opposta rispetto ai falsi valori della superficialità della civiltà dell’immagine attuale.

Luigi Mainolfi, Sole nuovo, 1992-1993, alluminio e ferro, dimensioni ambiente

La scultura di Mainolfi si muove sempre verso le origini, storiche, geografiche o culturali, che connettono la sua narrazione e poesia personale ed intima, con l’altro e il mondo. L’Io dell’artista diventa mezzo per condurre all’Io della terra. Le sue opere raccontano proprio la pelle della terra, riverberando un pensiero che si ispira alla Grande Madre, a quella divinità mediterranea che porta con sé il soffio della vita. Mainolfi anima la materia di vita in misura primigenia, antica, mitica eppure tanto contemporanea e attuale.
Scriveva Marisa Vescovo nel 1982:

“Quello di Mainolfi è un grande disegno che si rifà al concetto di esplosione, di gonfiore, alla necessità di insufflare respiro, energia vitale all’interno della materia, che solo così si fa scultura. Una scultura giocata con pance d’un vento che non è di tempesta, ma produce refoli, vortici, sacche, precipizi che danno alle cose un senso continuo di greve vertigine.”

Le mani dell’artista caudino plasmano materia: terrecotte, bronzi, acciai e marmi parlano dello straordinario rapporto millenario tra natura-cultura e della sublime metamorfosi del corpo, di uomini e di animali, elementi che rendono evidente un racconto che sposa, lentamente, un profondo e intenso, quanto radicato, concetto filosofico di natura.

La pelle della terra. Luigi Mainolfi. Opere dal 1969 al 2014
a cura di Alessandro Carrer, Marisa Vescovo
promosso da Associazione culturale Marcovaldo
con il contributo del Comune di Caraglio, Fondazione Il Filatoio
con il sostegno di Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo 

13 settembre – 16 novembre 2014 

Filatoio di Caraglio
via Matteotti 40, Caraglio (CN) 

Orari: da giovedì a sabato 14.30-19.00; domenica e festivi 10.00-19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00)
Ingresso intero €6.00; ridotto €4.00; sono previste aperture su prenotazione per scuole e gruppi

Info: +39 0171 618260
info@marcovaldo.it
www.marcovaldo.it

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