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In occasione della proclamazione del vincitore dell’Ottava Edizione del Premio Furla 2011, incontriamo Chiara Bertola, ideatrice e curatrice del Premio… di Matteo Galbiati

Matteo Galbiati: Come è nato il Premio Furla?
Chiara Bertola: Il Premio Furla è nato nel 2000 alla Fondazione Querini Stampalia dall’incontro tra me e Giovanna Furlanetto, e forse è stato lungimirante perché allora i premi non erano così di moda… La nostra volontà era quella di trovare un meccanismo per dare visibilità e sostegno ai giovani artisti italiani, mettendo allo stesso tempo in piedi un “sistema” di dialogo e di confronto che coinvolgesse artisti, critici, curatori, musei, istituzioni nazionali e internazionali.

In cosa si differenzia dagli altri premi?
Il Premio Furla ha subito puntato sull’internazionalità, portando lo sguardo dei critici stranieri in Italia e dando agli artisti possibilità di studio all’estero. La struttura del Premio, per come è oggi, vuole valorizzare tutti i livelli del sistema: fornire una mappatura “critica” del panorama artistico italiano, valorizzare il lavoro di curatori italiani e internazionali, stimolare la progettualità degli artisti, fornendo loro occasioni di visibilità e formazione nel confronto con la realtà internazionale… Credo che non sia una singola di queste azioni a dettare l’originalità e la forza del Premio, ma il loro insieme è un attivatore di opportunità che vanno oltre la vincita e la realizzazione di una singola opera. Da sempre il Premio ha posto l’accento sullo stimolo di relazioni culturali, più che sulla celebrazione di un singolo oggetto artistico, innescando nuovi e imprevisti meccanismi virtuosi.

Il Premio, che si rivolge ai giovani talenti, nel tempo si sta sempre più aprendo ad un contesto internazionale (il padrino dell’ottava edizione è Boltanski). Questo non riguarda solo gli artisti partecipanti…
Infatti. Nelle ultime due edizioni del Premio abbiamo dato un ruolo importante anche ai curatori incaricati di selezionare i finalisti. I cinque curatori italiani (Lorenzo Bruni, Vincenzo de Bellis, Cecilia Canziani, Simone Menegoi, Alfredo Cramerotti), in coppia con un curatore straniero da loro scelto, hanno effettuato un vero e proprio viaggio attraverso la penisola, e non solo, sulle tracce della giovane arte italiana ed hanno così attivato nuove dinamiche di scambio e confronto.

Come opera la giuria e da chi e come viene composta?
La giuria cambia di anno in anno ed è composta dall’artista padrino/madrina dell’edizione e da altri quattro critici italiani e stranieri di livello internazionale, scelti dal comitato scientifico. La giuria di questa edizione è composta da Christian Boltanski, Stefano Chiodi (storico e critico d’arte), Vít Havránek (direttore Tranzit Display Gallery di Praga) Jörg Heiser (critico e associate editor di Frieze) Miguel Von Hafe Pérez (direttore del Centro Galego de Arte Contemporáneo (CGAC) di Santiago de Compostela, Spagna)

Come viene nominato il vincitore?
La giuria decreta il vincitore al termine di un incontro a porte chiuse in cui ciascun artista presenta il proprio lavoro ed espone un nuovo progetto, elaborato apposta per il Premio. La rosa dei finalisti è sempre di grande qualità e questa edizione ce lo ha nuovamente confermato: Alis/Filliol – Andrea Respino (Cuneo, 1976) e Davide Gennarino (Torino, 1979) , Francesco Arena (Brindisi, 1978), Rossella Biscotti (Bari, 1978), Matteo Rubbi (Bergamo, 1980), Marinella Senatore (Salerno, 1977).
I loro progetti, insieme ad opere realizzate appositamente per gli spazi, sono esposti a Palazzo Pepoli, a Bologna, dal 29 gennaio al 6 febbraio, in concomitanza con ArteFiera.

In cosa consiste il premio?
Il vincitore realizzerà il progetto elaborato per il Premio. L’opera sarà presentata in anteprima presso la Fondazione Querini Stampalia a Venezia nel giugno 2011, in concomitanza con la Biennale, e sarà quindi destinata alla fruizione pubblica attraverso la concessione in comodato al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Il vincitore, inoltre, trascorrerà un periodo di residenza negli Stati Uniti, nella West Coast, presso l’Arizona State University Art Museum.

Caratteristica del premio è la collaborazione con molte altre istituzioni; quali sono? Perché questa scelta?
Questa ottava edizione del Premio ha confermato come sia importante unire le forze, soprattutto in un momento di forte crisi, per poter costruire progetti di qualità: adesso accanto alla Fondazione Furla ci sono Fondazione Carisbo, Fondazione Querini Stampalia, MAMbo e inoltre ViaFarini, Arte Fiera…
Il Premio è come un organismo che cresce e, nel tempo, migliora e si rafforza. Credo che i progetti per realizzarsi e durare debbano costruirsi in questo modo: un mattone dopo l’altro.

Il premio in breve:
8. Premio Furla 2011

Venerdì 28 gennaio 2011 ore 11.30 – 13.30
Tavola rotonda 8. Premio Furla 2011
Presentazione progetti finalisti
Spazio Art Talks Arte Fiera Art First 2011
Piazza Costituzione, Bologna

Venerdì 28 gennaio 2011 ore 19.00 su invito
Proclamazione del vincitore e inaugurazione mostra
Palazzo Pepoli
Via Castiglione 8/10, Bologna

29 gennaio – 6 febbraio 2011
Pleure qui peut rit qui veut
Mostra degli artisti finalisti
ore 10.00-19.00
sabato 29 gennaio apertura straordinaria fino alle 24.00
Palazzo Pepoli
Via Castiglione 8/10, Bologna

Info: www.fondazionefurla.org

In alto, da sinistra:
Christian Boltanski for 8.Premio Furla 2011, from “The life is happy. The life is sad” (La vie c’est gai. La vie c’est triste), 1974, guache su carta, cm 74×100, courtesy of the artist and Galerie Marian Goodman, Paris / New York
Alis / Filiol, “Ritratto di fantasma n°1”, 2010, alluminio, rame e ferro, cm 230x180x150
In basso:
Marinella Senatore, “Jammin’ Drama-Project” ,2010, Video, progetto per Premio Furla 2011

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