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SCANDICCI (FI) | Teatro Studio | febbraio-giugno 2014

Intervista a PIETRO GAGLIANÒ di Serena Bedini

Ha avuto inizio il 26 febbraio PIECE, un ciclo di performance che animerà fino a giugno la programmazione del Teatro Studio di Scandicci (FI), presentando un nucleo di autori contemporanei italiani che, con la loro ricerca, stanno affermando nuovi fronti sperimentali di questo linguaggio. Abbiamo intervistato il curatore Pietro Gaglianò, per farci raccontare i dettagli del progetto che ha come protagonisti Francesca Grilli, Luigi Presicce, Ruben Montini e Alexander Pohnert, Mauro Stagi e Virginia Zanetti artisti che hanno portato contributi nuovi nella definizione di un’estetica – tutta italiana – della performance.

Teatro Studio, Scandicci FI

Dare spazio all’arte sembra sia il motto su cui si basa il progetto PIECE: perché in Italia c’è così poco riguardo per questa problematica?
Siamo in tanti in Italia a cercare di creare uno spazio per l’arte, uno spazio di pensiero, di verifica di produzione: musei, teatri, e anche attori privati. Siamo in tanti ma non abbastanza. In Italia la cultura viene confusa con il turismo, l’arte con l’intrattenimento, e intanto l’insegnamento della storia dell’arte sparisce dalle scuole, chiudono le librerie, crollano i monumenti, la legge del 2% viene sistematicamente elusa. Tutto questo nell’indifferenza di una comunità nazionale assopita e supina, e con la responsabilità dolosa di una compagine politica ignorante e millantatrice.

In Architetture di luce (Titivillus Edizioni, febbraio 2014), il suo ultimo libro, parla di come la Compagnia Krypton sceglie di insediarsi e operare a Scandicci, avviando il proprio progetto di residenza al Teatro Studio: una postazione ideale per interpretare il presente, e per metterlo in atto contestualmente alle trasformazioni attuate nella stessa Scandicci, la “città laboratorio”, o la “città sperimentale”, come viene più volte definita da Cauteruccio. In che modo ritiene che ciò avvenga? Come riescono Giancarlo Cauteruccio e il suo staff in questo intento?
Da più di venti anni Cauteruccio e i suoi hanno messo al centro della propria storia artistica, della pratica quotidiana, del proprio progetto, la necessità di confrontarsi con le condizioni più mobili della contemporaneità. Hanno sempre lavorato su aree al margine: dei linguaggi artistici, del crossover tra le discipline, dei luoghi deputati all’arte e allo spettacolo. In questo senso Scandicci costituisce un osservatorio permanente, con la sua trasformazione da cittadina in polo strategico, con la composizione variegata della sua popolazione. Il Teatro Studio è un porto, centro di irradiazione del pensiero e dell’estetica contemporanea (tra i molti nomi che vi sono passati cito solo Jean Baudrillard, Marc Augé, Romeo Castellucci, Jannis Kounellis) e un luogo di accoglienza, in larga parte disposto ad attrarre le giovani generazioni, con la programmazione e con le molte attività formative, sempre professionalizzanti e sempre gratuite. Il lavoro di Krypton a Scandicci costituisce un patrimonio riconosciuto in tutta la Toscana e nel panorama nazionale e internazionale dell’arte e della cultura.

Virginia Zanetti, Studio primo per l’estasi nel paesaggio, 2013, dispositivo a terra azione senza spettatori, made in Filandia, Pieve a Presciano, Arezzo Foto Matteo Innocenti

La filosofia che sta alla base dei progetti di Teatro Studio Krypton trova fondamento sulla necessità di dare spazio alla sperimentazione interdisciplinare e sugli innesti tra i linguaggi dell’arte. Quali sono le forme d’arte che entrano in gioco in PIECE?
PIECE è un progetto interamente dedicato alla performance, un linguaggio che costituisce il punto di incontro di tensioni culturali, prospettive artistiche, infrazioni linguistiche maturate nel corso di più di un secolo ormai. C’è una certa difficoltà nel collocare le sue forme in precisi steccati disciplinari, proprio grazie alla ricchezza di strumenti di cui si serve: a volte viene confinata nel teatro, altre volte dispersa in altre azioni legate all’arte visiva. In PIECE convergono artisti di formazioni diverse, tutti pongono al centro del proprio lavoro l’indagine sui percorsi della performance.

Spazio, architettura, movimento, interdisciplinarietà: sono quattro parole che ricorrono spesso nei progetti artistici da lei curati. Che cosa la attrae in esse, che cosa la spinge ad indagare questi concetti con forme artistiche sempre diverse?
La mia formazione riflette la mia storia professionale: sono laureato in architettura, ho studiato danza, mi occupo di arte contemporanea da quindici anni, e sin dall’inizio ho collaborato con teatri e festival. Non mi sono mai trovato a mio agio dentro le definizioni troppo strette, la cultura e l’arte (tutte le arti) sono elementi mobili, e la loro riduzione in ambiti monodisciplinari comporta il rischio di un controllo che le sminuisce e le reprime.

Luigi Presicce, Allegoria astratta dell'atelier del pittore all'inferno tra le punte gemelle

Fulcro del progetto è ovviamente la presenza di cinque artisti: Luigi Presicce, Francesca Grilli, Virginia Zanetti, Mauro Stagi, Ruben Maria Montini. In base a quali principi sono stati scelti?
PIECE arriva dopo molti altri appuntamenti che hanno visto la presenza di artisti italiani impegnati nell’indagine della performance (Loredana Longo, Cristian Chironi, Filippo Berta, Marcella Vanzo e molti altri). Questo progetto propone un nuovo sguardo sulle direzioni che tale linguaggio prende negli artisti di recente generazione: Grilli e Presicce sono due riferimenti imprescindibili, autori originali e spregiudicati, con una visione poco convenzionale della performance e della sua relazione con il pubblico. Gli altri tre, più giovani, esprimono altrettante prospettive autonome: Stagi proviene dal teatro, Zanetti lavora sulla relazione e sulla condivisione con gli spettatori, Montini (qui ospite con un artista tedesco, Alexander Pohnert) indaga le linee della performance storica.

In PIECE verranno coinvolti anche degli studenti della LABA (Libera Accademia di Belle Arti) di Firenze e dell’Accademia di Belle Arti, come parteciperanno al progetto? Quale spazio gli sarà riservato?
La formazione e il coinvolgimento delle nuove generazioni sono elementi capitali di PIECE. Più di quindici giovani artisti e studenti delle facoltà di formazione artistica sono i protagonisti di un percorso che li porterà alla presentazione di una serata, a giugno, in cui proporranno alcune performance nate grazie al confronto con gli artisti di PIECE, con i quali sono chiamati a collaborare, e attraverso gli incontri teorici e pratici con me, Cauteruccio, e altri studiosi e artisti. Per gli studenti della LABA questa opportunità rappresenta anche un’importante verifica rispetto al corso teorico che seguono con me, uno dei pochi corsi dedicati espressamente alla storia della performance nelle istituzioni italiane.

Che cos’è per lei la “performance” in ambito artistico?
È il più radicale strumento di riscrittura delle pratiche artistiche: in varie forme, e in remote ramificazioni che utilizzano suoi assunti teorici già esperiti o ancora in corso di definizione, la performance è sempre stata al centro dei più importanti passaggi e delle grandi migrazioni estetiche e concettuali. È stato così per tutto il Novecento, e lo è ancora: basti pensare alle evoluzioni dell’arte partecipativa e alle prospettive del rapporto tra teatro e visualità, carico di debiti reciproci, e ancora in evoluzione.

PIECE. Percorsi della performance
direzione artistica Giancarlo Cauteruccio
a cura di Pietro Gaglianò
produzione di Teatro Studio Krypton
con il sostegno di Regione Toscana nell’ambito del progetto di iniziativa regionale Toscanaincontemporanea2013
partner Accademia di Belle Arti, Firenze; Libera Accademia di Belle Arti (LABA), Firenze 

febbraio-giugno 2014 

Programma:

26 marzo
Mauro Stagi – “Share” 

2 aprile
Virgina Zanetti – “Il corpo chiede” 

21 maggio
Luigi Presicce – “Allegoria astratta dell’atelier del pittore all’inferno tra le punte gemelle” 

28 maggio
Francesca Grilli – “Arriverà e ci coglierà di sorpresa” 

giugno (data da definire)
Pieces”

Teatro Studio
via Donizetti 58, Scandicci (FI) 

Orari: per tutte le performance ore 21.00, salvo diversa segnalazione
Ingresso libero 

Info: +39 055 7591591
www.teatrostudiokrypton.it

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