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VERONA | Palazzo della Ragione | 3 – 16 dicembre 2012

di ILARIA BIGNOTTI

Un cielo greve di immagini, fantasmagorico, intenso, drammatico nel senso più alto del termine, “messo in scena”, è la collezione di Antonio Stellatelli.
E nel cielo sono appese, a diverse altezze, luminose, come stelle appuntate, le opere raccolte in anni di ricerche, di scoperte, di dialoghi, di amicizie e di volontà.

La volontà che si nasconde dietro le pieghe del desiderio – termine che per la sua stessa etimologia rimanda a una discesa di stelle – finalmente realizzato: quello del collezionista. Aveva forse ragione Goethe, a definirlo l’unico uomo davvero felice? Forse. Perché anche nell’incessante ricerca, nella costante necessità – e curiosità – di vedere e trovare, di possedere e mostrare, il collezionista può disporre d’infiniti specchi nei quali ritrovarsi, o disperdersi, come Narciso ad una fonte sempre diversa: le sue opere.

E quelle esposte a Palazzo della Ragione, a Verona, fino al 16 dicembre, poi in partenza per un tour espositivo internazionale che toccherà Nuova Delhi e New York, sono il frutto di una visione coerente e appassionata: raccontano un percorso particolare della storia dell’arte contemporanea, quella del figurativo, se così semplicisticamente può essere definito, messo alla prova ora attraverso il linguaggio della pittura, ora lungo le superfici e nei volumi plastici, in altre opere mediante l’obiettivo fotografico. Fili conduttori ce ne sono, come il raffinato catalogo, e l’esposizione a cura di Nico Sandri e Beyond Factory, nuova galleria veronese.

In un susseguirsi di rimandi iconografici e di senso, le opere degli artisti della collezione si incontrano e rifrangono una nell’altra: la più corposa sezione, dedicata alla pittura, dimostra l’ecletticità di questo linguaggio, tra le divinità di memoria “poverista” ma già di Luca Pignatelli, ai templi post-industriali di Andrea Chiesi; dalla natura artificiale di Valentina D’Amaro, surreale in quelle cromie che rimandano alle tinte pure dei pantoni, ai deliri vegetali di Fulvio di Piazza, con foreste coralline degne di un botanico barocco, alle waste land che diversamente popolano le opere di Botto & Bruno, Francesco De Grandi, alle visioni allucinate di architetture e città frananti o indistinte, nitide oppure disciolte nella pittura dei Giovanni Frangi, Daniele Galliano, Jonathan Guaitamacchi, Alessandro Papetti.

La pittura della collezione ansima e pulsa, tesa in spasmi finali prima di una rinascita, come le opere di Giovanni Manfredini suggeriscono, radiografie dell’anima dell’artista contemporaneo. Delle Dissonanze, il titolo della a mostra, ma nella collezione di Antonio Stellatelli ogni opera ad un’altra richiama, gli artisti e i linguaggi tra loro dialogano, e pur distinguendosi uno nell’altro trovano la ragion d’essere, arricchita, proprio, dallo sguardo del collezionista.

Ci sarebbe allora da passare in rassegna le sculture della sua collezione, dal nuovo classicismo quotidiano di Giuseppe Bergomi e Livio Scarpella, alle inquietanti presenze di Paolo Schmidlin; è il corpo l’altro ricorrente protagonista, un corpo gravido dei dolori e delle angosce dell’uomo tra XX e XI secolo, un corpo esposto, iroso, violento, vittima e carnefice di se stesso, un corpo che è spazio e tempo del presente, e sempre, raccontato con umanità e sensibile attenzione dagli scultori della sua collezione. Un corpo che svapora nei polittici fotografici provvisori e definitivamente provvisori di Francesca Rivetti; il corpo del fotografo che sa spingersi sul crepaccio del sublime nelle strepitose fotografie di Luca Andreoni; un corpo pubblico, comune ed eccezionale quello degli scatti di Olivo Barbieri.
Si potrebbe continuare per altre decine e decine di righe ma si scadrebbe nella propaganda e nell’elogio. This is not propaganda, titola però, con intelligenza, il catalogo presentato durante l’esposizione.
Obbediamo e concludiamo: merita una visita, sotto il cielo di Verona, la costellazione delle opere di Antonio Stellatelli.

Delle Dissonanze – Collezione Antonio Stellatelli
a cura di Nico Sandri-Beyond Factory

3 – 16 dicembre 2012
Inaugurazione lunedì 3 dicembre 2012 ore 18.30

Palazzo Della Ragione
Piazza dei Signori, Verona

Orari: 16.00 – 20.00

Info: info@beyond-factory.com
+39 333 59 76 931

Artisti:
Luca Andreoni, Gabriele Arruzzo, Alessandro Bazan, Olivo Barbieri, Matteo Basilè, Carlo Benvenuto, Giuseppe Bergomi, Andrea Bianconi, Botto e Bruno, Fratelli Calgaro, Andrea Chiesi, Marco Cingolani, Marco Cornini, Giacomo Costa, Valentina D’Amaro, Paola De Pietri, Gehard Demetz, Francesco De Grandi, Andrea Di Marco, Fulvio Di Piazza, Federico Ferrarini, Giovanni Frangi, Daniele Galliano, Jonathan Guaitamacchi, Federico Guida, J&Peg, Ryas Komu, Luisa Lambri, Ma Liuming Fen-Ma Liuming, Giovanni Manfredini, Andrea Mastrovito, Gianni Ferrero Merlino, Barbara Nahmad, Davide Nido, Walter Niedermayr, Alessandro Papetti, Marco Petrus, Luca Pignatelli, Pierluigi Pusole, Ugo Riva, Francesca Rivetti, Rong Rong & Inri, Livio Scarpella, Paolo Schmidlin, Mithu Sen, Alessandra Spranzi, Giorgio Tentolini, Velasco, Paolo Ventura.

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