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GENOVA (Nervi) | GAM – Galleria d’Arte Moderna | 5 maggio – 23 giugno 2013

di MATTIA ZAPPILE

Manuel Felisi è lo Stephen Hawking dell’arte contemporanea italiana. Nel gergo della philosophia naturalis prende il nome di spazio-tempo, sui suoi oscuri tracciati, che diventano fratture, fioriscono paradossi nei quali si inoltrano solo coraggiosi pionieri del pensiero.
Primo paradosso: l’energia è materia e viceversa. Lungo il percorso oltre Giove che prende il via alla Galleria d’Arte Moderna di Genova (Nervi), l’arte concettuale e polimaterica, cerebrale, immaginifica e sonora delle installazioni di Felisi affonda le radici nei solchi di domande, cruciali, alla ricerca di un quid la cui profondità non è proporzionale alla presunzione di saper rispondere, ma alla temerarietà dello spirito d’avventura. Meno Venti: Prima stanza e secondo paradosso che chiede allo spettatore, forse al movimento culturale italiano in toto, un impegno ad azzardare risposte. Il passato della nostra tradizione artistica diventato opera e oggetto reinventato nello sguardo del visitatore. Venti opere del patrimonio italiano congelate a -20° in una cella frigorifera che ne nasconde le bellezze. Venti le opere mancanti, sottratte con un gesto che è al contempo ribellione e soluzione, pars destruens e pars costruens.

È l’esperienza del silenzio, l’assenza dello sguardo, il vuoto di un museo abbandonato a gettare il seme di Meno Venti, non banale anatema o inflazionata denuncia della morte dell’arte contemporanea e non, o meglio non solo, denuncia della povertà delle politiche culturali suicide, ma sussurrata ribellione ad una troppo povera fame di arte che fa a pugni con la ricchezza dell’eredità spirituale di cui il nostro Paese ha la fortuna di godere. Nel suo carico di trasgressione e denuncia la desolazione dei ghiacciai privi dello spirito umano che in questo caso non si contrappone alla natura, ma dovrebbe darle una scintilla addizionale in grado di dare alla luce il miracolo dell’idea in grado di vincere il tempo e lo spazio.

Ecco allora la propositività dell’installazione è già epifania nell’istante presente, risveglio di coscienza artisticamente mistico in un oggetto freddo come una cella frigorifera, parzialmente riscattata dalle musiche di Gianluca Villa.
1861 – 2011 allora, all’interno del viaggio spazio-temporale sull’astronave Felisi acquista un surplus di significato al pari di quei Tracciati e della Sinfonia. È tempo diventato materia e si sposa con il godimento estetico e l’eternità dell’opera. La poetica di Felisi, che da anni approfondisce un iter dove la biografia e il ricordo, eventi elettrici e prettamente individuali, racchiusi nello spazio privato della coscienza interiore, diventano oggetto e quindi materia di un dialogo reso possibile dal passaggio al fenomeno, al percetto, di ciò che è noumeno per essenza (ancora un paradosso). Allora l’ultima fatica di Manuel Felisi, nella quadruplice veste di viaggio tra quattro installazioni, si rivela percorso nella coscienza come temporalità riscoperta e sconfitta dal potere dello spirito umano cui una semplice cella frigorifera chiede, e ancor più dà occasione, di una ineluttabile rivalsa.

-20° Meno Venti, Manuel Felisi
a cura di Fortunato D’Amico e Maria Flora Giubilei
nell’ambito di Natura ConTemporanea – rassegna d’arti 2013-2014

5 maggio – 23 giugno 2013

Musei di Nervi – GAM – Galleria d’Arte Moderna
Villa Saluzzo Serra
Via Capolungo 3, Genova Nervi

Orari: dal martedì alla domenica 10.00 – 19.00 (Chiuso il lunedì)

Info: +39 010 3726025
www.museidigenova.it

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