di Livia Savorelli
I Democracia – Pablo España e Iván López – svolgono una ricerca fortemente improntata sul sociale, condotta scandagliando i contradditori meccanismi che reggono le economie sviluppate. Welfare State è il nome della personale, ospitata nella nuova sede della Prometeogallery di Ida Pisani, a Lucca – recentemente inaugurata, andrà ad affiancare la sede milanese di via Ventura – e negli spazi della Chiesa sconsacrata di S. Matteo. Charity è un progetto che si ispira ad una pratica ormai consolidata nella periferia di Madrid, dove i supermercati presenti in zona – ogni mattina, tra le 7.30 e le 8.30 – gettano il cibo scaduto nei cassonetti della spazzatura. Questa prassi, giustificata dalla necessità per le multinazionali di rispettare determinati standard di qualità, mette in atto un’involontaria pratica di sostentamento delle fasce più deboli, trasformando gli emblemi dello “sfruttamento globalizzato” in una sorta di “Caritas” involontarie, rigeneratrici dello spreco in nome della sussistenza dei più bisognosi. Con i Democracia, questa pratica diviene pretesto per un’azione urbana, consistente nel dipingere, con la scritta “Charity”, i bidoni del quartiere e documentando con un video l’inconsueta pratica del riciclo quotidiano. Il progetto, parzialmente riproposto il giorno dell’inaugurazione della nuova sede espositiva, ha cercato di porre in atto nell’ambito della città toscana un analogo meccanismo di “riappropriazione sociale”, invitando i soggetti più deboli a recarsi in galleria, attrezzata stile mini-market, per procurarsi i generi di prima necessità, ormai prossimi alla scadenza, messi a disposizione dai negozianti della zona. A completamento del progetto espositivo, un’essenza – il “Charity Perfume” – che incorpora in sé il fetore delle vie più degradate delle grandi metropoli europee. Una concentrazione di vita dannata, facilmente acquistabile da un distributore automatico, posto anch’esso in galleria. Welfare State, progetto presentato nella vicina Chiesa di San Matteo, si ispira ad un episodio realmente accaduto, nel marzo dello scorso anno, quando le autorità regionali hanno deciso lo sgombero di El Salobral, la più grande bidonville europea, situata a sud di Madrid. Smashing the ghetto, che significa letteralmente “fare a pezzi il ghetto”, documenta come lo sgombero e la demolizione del ghetto vengano realizzati, con un clima da stadio, con improbabili tifosi inneggianti ad una imminente distruzione. Il paradosso – amplificato visivamente da inverosimili ruspe, dai vivaci colori e riportanti ironicamente la scritta “Welfare State” – si avverte nella violenza visiva del pubblico, assettato d’odio verso ciò che è diverso per cultura o identità sociale, introducendo inquietanti riflessioni sulla disuguaglianza ed emarginazione indotte dalla società del consumo. Le apparenti conquiste di uno “Stato del Benessere”, lungi da perseguire gli obiettivi di uguaglianza e di supporto delle fasce più deboli, soccombono in una società deviata, in cui i contrasti sociali sono quanto mai gravi ed urgenti e in cui ogni valore si piega alla logica del consumismo e dell’individualismo esasperato. Nessuna giustizia e solidarietà. Solo i fallaci simboli di un’utopia mai realizzata. |